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Sotto la Lente

Il Serpente Monetario

07 Set 2012 - 12:03

L'accordo che istituiva i margini di oscillazione delle monete europee



Per “Serpente Monetario” si intende l’accordo, concluso nel 1972, che istituiva i margini di oscillazione delle monete europee fra di loro entro una fascia complessiva del 2,25%, mantenendo contemporaneamente uno spazio di movimento nei confronti del dollaro statunitense, detto tunnel, stabilito con l’accordo di Washington del 1971 e pari al 4,5%. Graficamente, la curva delle fluttuazioni delle monete europee formava un serpente che oscillava all’interno di un tunnel. Il Serpente Monetario intro

Il Serpente Monetario è l’antenato dello Sme, il sistema monetario europeo. Simile infatti è il loro funzionamento. Alla fine degli anni '60 fallì il progetto Bretton Woods voluto da Richard Nixon, che prevedeva un sistema di cambi fissi per tutte le monete e che aveva come punto di riferimento il valore del dollaro. I paesi membri della Cee decisero di creare un sistema simile, fiduciosi del fatto che generalmente, i cambi fissi riescono a stabilizzare gli scambi commerciali e contribuiscono al loro sviluppo. Nacque così il Serpente Monetario, che ebbe però pochi anni di vita; le valute che ne facevano parte non riuscivano a rispettare le regole. La moneta di riferimento era il marco tedesco, le altre dovevano rimanere all’interno di un valore che oscillava da -1,5% a +1,5% rispetto a quello della valuta tedesca. Questo range di movimento veniva allargato quando si entrava in un periodo di recessione, ristretto in tempi di espansione.

I primi provvedimenti che portarono alla nascita del Serpente Monetario vennero stabiliti il 21 marzo 1972 e perfezionati nell'accordo di Basilea del 10 aprile. Il patto imponeva margini di fluttuazione del 2,25% intorno alle parità monetarie delle valute degli stati membri, un valore dimezzato rispetto a quello stabilito dagli Accordi di Washington. Con l'istituzione del Fondo di Cooperazione Monetaria, la Comunità europea aveva per la prima volta a disposizione, uno strumento per garantire il controllo delle fluttuazioni dei cambi e per contenere le situazioni di debito o credito delle banche centrali provocate dagli interventi di stabilizzazione dei cambi richiesti in ottemperanza all'accordo.

Il serpente però incontrò subito diversi problemi. La crisi petrolifera del 1973 innescò un forte e generale aumento dei prezzi, che a sua volta determinò fluttuazioni nei cambi oltre i margini prestabiliti e provocò diversi ingressi e uscite temporanei di alcuni Paesi dal sistema. Regno Unito e Irlanda uscirono nel giugno 1972, seguiti nel febbraio 1973 dall’Italia e nel 1974 dalla Francia. La lira italiana restò fuori dal sistema fino alla vigilia dell'entrata in funzione del Sistema Monetario Europeo, nel 1979. Solo il marco tedesco, il fiorino olandese, il franco belga e la corona danese restarono vincolati agli accordi fino alla fine.

Durante gli anni settanta non si sarebbe scommesso sulla possibilità di realizzare un’Unione Monetaria Europea. Venne anche promosso un comitato, che aveva il compito di elaborare un nuovo progetto di unione da realizzare negli anni Ottanta. Questo gruppo di esperti, guidati dall’allora presidente dell’OCSE Robert Marjolin, stilò invece una serie di motivi per cui il progetto era, secondo loro, irrealizzabile. Consideravano troppo debole la volontà politica ed insufficiente a livello nazionale le indagini su quanto potere sarebbe stato necessario devolvere alle istituzioni comunitarie. Le cose come sappiamo sono andate diversamente. Il 1 gennaio 1999 è entrato in vigore l’euro, la moneta ufficiale europea per i 17 stati membri dell’EMU, utilizzata anche dai sei paesi che l’hanno adottata unilateralmente.

Il Serpente Monetario