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Sotto la Lente

Riforma Sanitaria in USA

27 Nov 2009 - 17:14

Il progetto di riforma prevede l’istituzione di un’assicurazione pubblica sulla salute



All’inizio di novembre 2009 la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato la riforma sanitaria. Affinché tuttavia si possa promulgare la legge entro la fine dell’anno, come nelle intenzioni del presidente Barack Obama, sarà necessaria l’approvazione anche da parte del Senato, dove la maggioranza democratica non è così netta come alla Camera.

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Il progetto di riforma prevede una copertura finanziaria di circa mille miliardi di dollari in dieci anni con l’istituzione di un’assicurazione pubblica sulla salute, che dovrebbe competere con quelle private e in questo modo ridurre le tariffe sanitarie e mediche che hanno raggiunto livelli molto elevati. Il piano messo a punto prevede di ridurre dell’1,5% l’anno i costi dell’assistenza medica.

L’obiettivo di Obama è quello di garantire l’assistenza sanitaria a 36 milioni di cittadini americani che attualmente non godono di alcuna copertura. Il progetto prevede inoltre di arrivare a coprire il 96% della popolazione in un arco di dieci anni, per un ammontare complessivo di 1.200 miliardi di dollari.

Il testo della riforma introduce peraltro alcune norme restrittive per le compagnie assicurative come l’obbligo da parte dei datori di lavoro di assicurare i loro dipendenti o anche il divieto per le compagnie assicurative di negare ai clienti la copertura sulla base delle cosiddette "condizioni mediche preesistenti" oppure di aumentare in misura rilevante il prezzo delle polizze nei confronti delle persone più anziane.

Qualora approvata, si tratterebbe della maggiore riforma sanitaria dal 1965, quando venne varato il programma "Medicare" per l’assistenza medica ad anziani e pensionati.

In sintesi, la riforma proposta da Obama prevede tre obiettivi:.

Il primo è di garantire stabilità e sicurezza a chi possiede già un’assicurazione. A questi il governo proporrà una valida alternativa, a costi minori. L’intenzione è di creare un mercato competitivo (a tutela del consumatore), spingendo le grandi compagnie private a diminuire i costi delle loro polizze. Le compagnie assicurative saranno infatti tenute a pagare una tassa sulle polizze eccessivamente costose che permetterà di coprire parte dei costi della riforma, favorendo parallelamente una generale riduzione dei prezzi. Ogni cittadino potrà quindi scegliere se essere assicurato con una compagnia privata o con quella governativa.

Il secondo obiettivo è la garanzia dell’assistenza sanitaria ai 36 milioni di cittadini statunitensi attualmente privi di una copertura assicurativa, i quali potranno usufruire di cure mediche gratuite. Nonostante nel 1965 siano stati istituiti i programmi “Medicare” (per gli adulti con età superiore ai 65 anni) e “Medicaid” (per le famiglie con basso reddito), questi non riescono a coprire la richiesta dell’intera popolazione di indigenti. Peraltro questi programmi sono fonte di inefficienza in quanto impongono al governo costi esorbitanti e sono gravati da sprechi e frodi da parte delle stesse compagnie assicurative private, alle quali è affidata parte della gestione dei beneficiari.

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Il terzo obiettivo è la riduzione dei costi di gestione e il miglioramento delle rendite del settore medico a lungo termine, al fine di realizzare un risparmio per le famiglie, le imprese e il governo. L’intenzione di Obama è quella di aprire un mercato assicurativo più accessibile, con nuovi clienti anche per le compagnie private visto che si prevede che solo il 5% dei cittadini statunitensi usufruirà delle cure offerte dallo Stato (gli altri avranno la possibilità di acquistare polizze private ad un prezzo ridotto da una sana competizione), e di introdurre nel sistema sanitario tutti coloro che attualmente, per condizione economica, ne sono tagliati fuori.

Gli elettori sono tuttavia preoccupati dal costo relativo all’attuazione della riforma ma il presidente Obama ha già assicurato che questa non andrà a incrementare il deficit americano.