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Sotto la Lente

I reverse floater bond

10 Ott 2016 - 17:25

Obbligazioni a tasso variabile con indicizzazione inversa




I reverse floater bond sono obbligazioni a tasso variabile con indicizzazione inversa. Normalmente le obbligazioni a tasso variabile sono indicizzate a tassi di mercato come il Libor o l'Euribor (più un eventuale spread): ad esempio, cedola = Euribor a 6 mesi + 0,75% (lo spread). Se nel periodo preso come riferimento per il calcolo della cedola l'Euribor a 6 mesi è pari all'1,25% la cedola risulta pari al 2,00% (1,25% + 0,75%). Ne consegue che la cedola varia nella stessa direzione dei tassi utilizzati per l'indicizzazione, se i tassi salgono sale anche la cedola e viceversa.

Nei reverse floater bond la cedola è invece calcolata in altro modo, ovvero: cedola = x% - tasso di riferimento. Ad esempio: cedola = 3,00% - Euribor a 6 mesi. Se nel periodo preso come riferimento per il calcolo della cedola l'Euribor a 6 mesi è pari all'1,25% la cedola risulta pari a 1,75% (3,00% - 1,25%). Ne consegue che la cedola non varia nella stessa direzione dei tassi utilizzati per l'indicizzazione, ma nella direzione opposta: se i tassi salgono la cedola scende e viceversa.

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Riprendendo i valori utilizzati negli esempi precedenti, ipotizziamo che nel periodo successivo l'Euribor a 6 mesi si incrementi da 1,25% a 2,25%. Nel primo caso (obbligazione a tasso variabile "standard") la cedola salirebbe al 3,00% (2,25% + 0,75%), si muoverebbe quindi nella direzione del tasso di mercato preso come riferimento per l'indicizzazione. Nel caso dell'obbligazione di tipo reverse floater la cedola scenderebbe allo 0,75% (3,00% - 2,25%), muovendosi quindi nella direzione opposta a quella del tasso di mercato preso come riferimento per l'indicizzazione.

Appare evidente che i reverse floater bond costituiscono un'opportunità per l'investitore che prevede che i tassi di mercato si muovano al ribasso, ad esempio dallo 0,75% allo 0,25%: in questo caso la cedola dell'obbligazione standard scenderebbe all'1,00% (0,25% + 0,75%), mentre quella dell'obbligazione di tipo reverse floater salirebbe al 2,75% (3,00% - 0,25%).

I reverse floater bond presentano però una marcata differenza rispetto alle obbligazioni a tasso variabile "standard" per quanto riguarda il profilo di rischio/rendimento. Le obbligazioni a tasso variabile "standard" risultano meno rischiose rispetto alle obbligazioni a tasso fisso, dato che le variazioni dei rendimenti si scaricano sulla cedola e il prezzo del titolo (a meno di variazioni particolarmente violente) resta a ridosso della parità. Nei reverse floater invece un aumento dei rendimenti di mercato determina una diminuzione della cedola e, di conseguenza, un calo del prezzo più pronunciato rispetto a quello di un titolo a tasso fisso analogo per durata (e viceversa nel caso di flessione dei rendimenti). Quindi, in una ipotetica scala di rischio/rendimento crescente troveremmo prima le obbligazioni a tasso variabile "standard", poi le obbligazioni a tasso fisso e infine i reverse floater bond.

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