Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Sotto la Lente

Borsa Italiana irrobustisce l’AIM Italia in vista di nuove opportunità

06 Dic 2017 - 12:40
Modifiche al regolamento mercato dal prossimo 3 gennaio 2018

AIM Italia sta vivendo un 2017 di grande successo: sul mercato per le piccole medie imprese di Borsa Italiana si sono quotate  nuove aziende, portando a 90 il numero delle società quotate per una capitalizzazione complessiva di oltre 5 miliardi.

Interessanti i risultati dell’ultimo anno: dal punto di vista delle performance borsistiche, l’indice FTSE AIM è cresciuto del 27,51% da gennaio.

La sempre maggiore centralità del ruolo di AIM Italia per le PMI italiane, favorita anche dall’introduzione dei Piani Individuali di Risparmio, ha spinto Borsa Italiana a varare delle modifiche al regolamento di questo mercato per irrobustirlo e renderlo ancora più trasparente.

Dal prossimo 3 gennaio 2018 entreranno così in vigore le modifiche al regolamento del mercato AIM Italia/Mercato Alternativo del Capitale che prevederanno una maggiore trasparenza, sia nella fase di ammissione, che in quella successiva (post ammissione).

Le modifiche coinvolgono diversi aspetti del mercato, dall’offerta istituzionale alla produzione e pubblicazione di ricerche, dalla comunicazione di pre-ammissione alla disciplina delle società costituite con lo scopo di acquisizione di un business specifico (SPAC).

Offerta istituzionale

Le nuove norme dedicano una particolare attenzione al processo di collocamento. Per consolidare questa procedura è dunque previsto che il buon esito dell’offerta di titoli della nuova società dell’AIM giunga a seguito del collocamento del 10% del capitale della società presso almeno 5 investitori istituzionali e non più presso 12 investitori di cui almeno 2 professionali (come precedentemente previsto). Per investitori istituzionali si intendono i soggetti di cui all’Allegato II, categoria I, 1) della direttiva MiFID 2014/65/UE, ossia soprattutto banche, imprese di investimento, istituti finanziari autorizzati, assicurazioni e fondi.

Si tratta dunque di soggetti “dotati di un’elevata capacità di valutazione e sottoposti a regimi di vigilanza in termini di requisiti organizzativi e norme comportamentali” in grado di promuovere un processo di formazione del prezzo più solido e ponderato, allontanando il rischio di una gestione meno accorta dell’afflusso di liquidità su questo mercato.

Produzione e pubblicazione di ricerche

Nell’ottica di una maggiore trasparenza dell’AIM è anche richiesto allo Specialista scelto dalla società, ossia al consulente che ha il compito di sostenere la liquidità del titolo, di produrre o far produrre delle equity research, ossia delle ricerche sul titolo che andranno redatte e rese disponibili tempestivamente due volte l’anno, in occasione dei risultati semestrali e di esercizio, in accordo con i migliori standard.

SPAC

Le nuove modifiche al regolamento dell’AIM Italia prendono in considerazione anche le società costituite con lo scopo di acquisizione di un business specifico, le SPAC (Special Purpose Acquisition Company). Per queste l’obbligo di redazione delle ricerche non si applica, in quanto naturalmente l’equity research acquisterà significato solo dopo la business combination, ossia dopo la selezione dell’azienda target e la fusione con essa.

Altre modifiche riguardano però le SPAC. I promotori di questi veicoli di capitale dovranno infatti essere “persone dotate di comprovata esperienza e/o aver ricoperto posizioni apicali in materia di (i) operazioni sul mercato primario dei capitali; (ii) operazioni di private equity; (iii) gestione di aziende di medie dimensioni; (iv) settore dell’investment banking”. Si tratta chiaramente di un altro intervento teso a consolidare il mercato AIM. Al riguardo va evidenziato che dal prossimo gennaio alle SPAC sarà imposto un requisito minimo di raccolta per il collocamento degli strumenti finanziari di 30 milioni di euro al posto degli attuali 3 milioni di euro. Un ulteriore affinamento che rafforza il corpus regolatorio di questo mercato che comunque finora non ha mai registrato collocamenti inferiori ai 30 milioni di euro per le SPAC. Per queste ultime viene meno il requisito del flottante minimo (al 10% per il resto del mercato AIM) in quanto l’investimento in questi veicoli si è dimostrato naturalmente destinato a una variegata platea di investitori professionali.

Intervallo di prezzo indicativo

Sul quadro informativo in vista del collocamento interviene poi la nuova previsione che la comunicazione di pre-ammissione contenga un intervallo di prezzo indicativo. Si tratterà di un range di valorizzazione dei titoli fornito dalla società entro il quale andrà a individuarsi tendenzialmente il prezzo definitivo dell’IPO.

Altri adeguamenti normativi sono stati implementati a seguito dell’adozione delle Linee guida in materia di Gestione delle informazioni privilegiate da parte della Consob che avrebbero potuto generare nel regolamento AIM Italia delle sovrapposizioni.

Con le nuove modifiche Borsa Italiana, al termine di consultazioni interne e con altri operatori e istituzioni di mercato, e con il contributo dell’Advisory Board dell’AIM, ha voluto consolidare la struttura dell’AIM che ha vissuto nell’ultimo anno un periodo brillante al quale hanno contribuito diversi fattori, dagli sgravi fiscali per le PMI Innovative all’introduzione (soprattutto) dei PIR.

Le nuove prospettive di un allargamento dei vantaggi fiscali dei PIR alle società immobiliari e di crediti di imposta sulle consulenze per la quotazione promettono nuove opportunità.
Un mercato AIM ancora chiaramente distinto dal Mercato Telematico Azionario, ma più strutturato e “robusto” consentirà una gestione sostenibile dei nuovi investimenti nelle piccole e medie imprese italiane.