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Sotto la Lente

Il Protezionismo

23 Ott 2009 - 16:05

Proteggere l'attivita' produttiva nazionale attraverso l'annullamento o la riduzione della forza concorrenziale dei sistemi produttivi esteri



Con il termine protezionismo si indica una politica economica elaborata dall'economista tedesco Friedrich List ("Sistema nazionale di economia politica", 1841), il quale riprese alcuni concetti espressi in precedenza da Johann Gottlieb Fichte, politica che poi alcuni stati hanno utilizzato a supporto delle proprie decisioni in materia di commercio estero.
 Protezionismo
Mediante questo tipo di impostazione si intende perseguire l'obiettivo di proteggere l'attivita' produttiva nazionale attraverso l'annullamento o la riduzione della forza concorrenziale dei sistemi produttivi esteri.
Quali sono gli strumenti grazie ai quali raggiungere l'obiettivo protezionistico? Il metodo probabilmente piu' semplice e' quello di istituire dei dazi doganali sui prodotti provenienti dall'estero, in modo tale che il prezzo finale per il consumatore sia penalizzante in confronto con gli equivalenti prodotti nazionali. Lo stesso effetto finale viene ottienuto contingentando le merci in entrata dall'estero: la riduzione dell'offerta determina un incremento del prezzo a tutto vantaggio delle merci domestiche.

Sono misure protezionistiche anche quelle tese a favorire la vendita sottocosto di prodotti nazionali su mercati esteri al fine di vincere la concorrenza delle imprese degli altri paesi (dumping).

Il protezionismo ha alcuni aspetti positivi. Ad esempio secondo alcuni permette lo sviluppo di settori industriali nel caso in cui questi ultimi fossero in ritardo rispetto ai corrispondenti all'estero: in mancanza di protezione verrebbero cannibalizzati con conseguenze negative sull'occupazione e, in definitiva, sulla ricchezza del paese.
 
Il protezionismo comporta pero' in definitiva molti piu' svantaggi che vantaggi. I danni principali sono per i consumatori che si vedono privati della possibilita' di acquistare beni dai prezzi concorrenziali in rapporto alla qualita' e quindi costretti a ripiegare su prodotti "scartati" in precedenza in quanto meno convenienti.
 
Inoltre, a lungo andare, la protezione offerta dallo Stato frena il dinamismo e l'intraprendenza di interi settori produttivi determinando inefficienze nell'allocazione del capitale.
Politiche protezionistiche sono state adottate nella seconda meta' dell'800 dalla Germania e dall'Italia, stati caratterizzati dalla scarsa espansione coloniale e dalla presenza di una sviluppata economia industriale. La Grande Depressione successiva alla crisi di Wall Street accentuo' questo tipo di tendenza, portandola a conseguenze estreme come l'autarchia del periodo fascista in Italia.
 
Protezionismo