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Sotto la Lente

Il Caso MF Global

05 Gen 2012 - 12:25

Dichiara Bancarotta a causa di perdite per 6,3 miliardi di dollari



Il 31 ottobre 2011 MF Global ha dichiarato bancarotta a causa di perdite per 6,3 miliardi di dollari su titoli di stato italiani, spagnoli, irlandesi, ovvero quelli colpiti dalla crisi dei debiti sovrani dell'eurozona. Si è trattato dell'ottavo fallimento per ampiezza delle perdite della storia tra le società USA. Come è stato possibile che un broker di medie dimensioni attivo principalmente sui future su materie prime sia stato travolto da una scommessa su bond dell'area euro?

I problemi per la società di brokeraggio di Chicago iniziano nel marzo 2010 quando John Corzine viene nominato presidente e chief executive officer (ceo, amministratore delegato). Per Corzine si trattava di un ritorno al mondo della finanza dopo un periodo di impegno in politica come senatore prima, e poi come governatore dello stato del New Jersey. Corzine aveva però iniziato la propria carriera professionale come trader obbligazionario in Goldman Sachs, società di cui divenne presidente e ceo nel 1994 per poi uscirne nel 1999, anno in cui Goldman venne quotata in borsa. MF Global

Il crollo di MF Global ha origine proprio nella propensione al rischio di un vecchio, navigato trader come Corzine. Non appena prese le redini di comando della società, Corzine creò delle sale operative a New York per fare trading con il capitale della società (proprietary trading), un'attività cui egli stesso partecipava in prima persona, dimostrando peraltro tutta la sua abilità. Si racconta che Corzine operasse continuamente attraverso il suo cellulare anche durante importanti riunioni, spesso precipitandosi fuori dalla sala per andare a controllare l'andamento dei mercati.

Nell'estate 2010 Corzine decise di investire 1,5 miliardi di dollari in titoli di stato di paesi come Italia e Spagna, motivando l'operazione con la convinzione che le autorità dell'area euro avrebbero, nel caso, scongiurato il default dei bond. Con il passare del tempo l'esposizione crebbe fino a 6,3 miliardi di dollari, generando non poca preoccupazione in Michael Roseman, responsabile del risk management in MF Global. Alla fine del 2010 Roseman fece presente ai membri del cda l'elevata rischiosità dell'esposizione sui bond eurozona, ma questi approvarono le mosse di Corzine. Anche PricewaterhouseCoopers, la società di revisione di MF Global, nonchè Moody's e Standard&Poor's (secondo alcune fonti) erano informate delle operazioni decise da Corzine ma non ritennero di cambiare la loro opinione positiva sull'operato del manager.

Ad accorgersi che qualcosa non andava fu la Financial Industry Regulatory Authority (Finra), organismo indipendente di vigilanza e regolamentazione delle società di brokeraggio. Finra, una volta realizzata la causa della volatilità dei profitti di MF Global, chiese alla società di accantonare 200 milioni di dollari a copertura di eventuali perdite, richiesta che venne appoggiata dalla Securities and Exchange Commission (SEC) alla fine di agosto 2011.
La situazione precipitò, al pari del titolo MF Global a Wall Street che passò da 7,30 dollari a inizio agosto a 3,55 il 24 ottobre. Subito dopo la chiusura del mercato Moody's tagliò il rating di MF Global a Baa3 a causa dell'eccessivo rischio dell'esposizione su bond eurozona, per poi abbassarlo nei giorni successivi a Ba2, determinando un'ulteriore accelerazione ribassista del titolo fino a 1,20 dollari, chiusura di venerdì 28 ottobre.

Nel fine settimana di Halloween Corzine tentò di salvare le società cercando un acquirente. Domenica 30 ottobre l'operazione sembrava poter andare in porto con Interactive Brokers, quando improvvisamente dalle ultime verifiche emerse che circa 950 milioni di dollari di fondi dei clienti di MF Global erano scomparsi. Interactive Brokers si ritirò immediatamente dalle trattative e lunedì 31 ottobre MF Global dichiarò bancarotta.

MF Global

Ad oggi non si conosce quale sia stato il destino di 1,2 miliardi di dollari appartenenti ai clienti. In base alle risultanze di CME Group, MF Global avrebbe movimentato ben 700 milioni di dollari nei giorni 26, 27 e 28 ottobre per fornire liquidità a copertura delle operazioni su bond eurozona, più altri 175 milioni per un finanziamento alla controllata britannica. Il sospetto è che si sia trattato di fondi dei clienti deliberatamente "distratti" dai vertici di MF Global. John Corzine a inizio dicembre, nel corso dell'audizione presso una commissione della Camera dei Deputati USA, ha dichiarato di non sapere dove è andato a finire il denaro dei clienti.