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Sotto la Lente

Macroeconomia

23 Apr 2010 - 16:21

Le aspettative degli operatori



La crisi economica che tra fine 2008 e 2009 ha investito soprattutto le cosiddette economie avanzate ha creato una condizione di estrema incertezza non solo nei comuni cittadini, ma anche negli operatori economici e finanziari.
In queste situazioni l'attenzione si rivolge in modo pressante a quelle che sono le previsioni, le stime dei centri di analisi macroeconomica ritenuti più affidabili, ovvero quelli delle banche centrali e degli enti economico/finanziari sovranazionali.

Prima di andare ad analizzare nel dettaglio le stime sui principali indicatori macroeconomici possiamo subito osservare che in linea di massima gli uffici studi concordano nel prevedere un recupero della congiuntura nel 2010 e 2011 dopo le difficoltà del 2009, ma si tratterà di una ripresa a velocità diverse a seconda del Paese preso in considerazione.macroeconomia-intro

A livello globale possiamo osservare che il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale e l'OECD (Organisation for Economic Co-Operation and Development) concordano nel prevedere una robusta ripresa del PIL mondiale. In base alle ultime stime disponibili il FMI prevede che nel 2010 e 2011 l'economia mondiale crescerà rispettivamente del 3,9% e del 4,3% su base annua, secondo la Banca Mondiale del 2,7% e 3,2% (3,5% e 4% in base alla parità dei poteri di acquisto). L'OECD stima invece una crescita del 1,9% e del 2,5% per i 30 Paesi membri.

Come anticipato in precedenza la stima globale della crescita cela differenze anche molto rilevanti tra Paesi e aree del mondo. Possiamo infatti notare che le economie avanzate secondo l'FMI cresceranno nel 2010 e 2011 del 2,1% e del 2,4% (1,8% e 2,3% per la Banca Mondiale, ), mentre le economie emergenti faranno segnare tassi di crescita del 6% e 6,3% (5,2% e 5,8%).

Ponendo l'attenzione sulle economie avanzate è interessante notare che mentre il PIL degli Stati Uniti salirà per l'FMI del 2,7% e 2,4% (2,5% e 2,8% per l'OECD), l'area Euro si fermerà a 1% e 1,6% (0,9% e 1,7% per l'OECD). L'unione monetaria europea rappresenta probabilmente la zona di maggior criticità a livello globale. Il consensus degli economisti prevede nel biennio in parola tassi di crescita dell'1,3% e 1,5%, gli operatori si attendono incrementi del PIL dell'1,2% e 1,6%. La Commissione Europea stima progressi dello 0,7 e 1,5%, mentre l'ufficio studi della Banca Centrale Europea, in base alle ultime evidenza disponibili, prevede per il PIL 2010 una range di crescita dello 0,4-1,2 per cento, e per il 2011 del 0,5-2,5 per cento.
In Italia secondo l'FMI il prodotto interno lordo nel 2010 dovrebbe salire dell'1% e dell'1,3% nel 2011 (1,1% e 1,5% per l'OECD).

Scenari ben diversi si prefigurano per le economie emergenti. Innanzitutto il periodo 2008-2009 per questi paesi non è stato sinonimo di recessione, ma solo un rallentamento della poderosa crescita vista negli anni precedenti. Per il 2010 e 2011 l'FMI stima progressi del PIL in ragione del 6 e 6,3% (5,2% e 5,8% per la Banca Mondiale). La Cina farà la parte del leone con tassi di crescita del 10% e 9,7%, seguita dall'India con 7,7% e 7,8%.

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