La sterlina inglese è l’unità monetaria utilizzata in Gran Bretagna, nell’Irlanda del Nord ed in molte delle ex colonie inglesi. Il suo nome deriva dall'espressione pound of sterling silver, che sta ad indicare una quantità pari ad una libbra (appunto pound) di argento particolarmente puro.
Presumibilmente introdotto dal re Offa quasi contemporaneamente alla riforma monetaria di Pipino il Breve del 755, il penny, che derivava dalla suddivisione della libbra in 20 scellini (shilling), con lo scellino pari a 12 penny, rappresentò la base monetaria fino alla decimalizzazione. Il sistema ideato da Carlo Magno, secondo il quale la libbra era divisa in 20 solidus, a loro volta divisi in 12 denarius, venne mantenuto fino al 1971.
Sottomultipli del penny erano l’halfpennie (1/2 penny) ed il farthing (1/4 di penny); suoi multipli erano il Threepence (del valore di 3 penny) e il Sixpence (del valore di 6). Multipli dello scellino erano invece il Fiorino (florin), pari a 2 scellini, la Mezza Corona (Half Crown), del valore di 2 scellini e 6 pence, e la Corona (Crown), pari a 5 scellini, quest’ultima introdotta nel 1526 con la riforma monetaria di Enrico VIII.
Fu sotto il regno di Edoardo VI, a cui si deve anche la coniazione della prima moneta con valore pari ad uno scellino nel 1549, che vennero introdotte le prime monete d'argento, fino ad allora in oro.
Nel 1489 Enrico VII aveva emesso la sovrana in oro (sovereign) cioè la prima moneta non decimale di valore pari ad un pound, rinominata in unite dopo la riunificazione di Scozia ed Inghilterra sotto il regno di Giacomo I. Nel 1612, quest’ultimo decise di far assumere alla unite il valore di 22 scellini e di coniare il laurel del valore di un pound. Nel 1663, sotto Carlo II, si giunse all'emissione della ghinea, il cui nome ricorda la regione di provenienza dell'oro utilizzato ed il cui valore fluttuò negli anni dagli iniziali 20 sino ad un massimo di 30 scellini a seconda della valutazione dell’oro, per essere poi definitivamente valutata 21 scellini nel 1717. Nel 1817 si tornò però nuovamente alla sovrana.

Nel febbraio del 1816 Giorgio III decise di rimettere ordine e di reimpostare tutte (o quasi) le emissioni monetarie del Regno (che all’epoca era la prima potenza economica mondiale), in quella che passò alla storia come “Great Re-Coinage”, ossia la “grande riconiazione”. Non venne certo rivisto tutto il sistema monetario ma, partendo da alcuni punti fissi quali ad esempio i due storici cardini della monetazione inglese, l’utilizzo del penny come valore base e la valutazione dello scellino in 12 penny, lo si razionalizzò e rinnovò dal punto di vista economico. Si decise quindi di abbandonare il diffuso sistema basato sull’argento e di adottarne uno basato solo sull’oro, successivamente chiamato “Gold Standard”, che durerà in Gran Bretagna fino al 1931. Fu quindi introdotto, come nuova unità monetaria, il “Gold Sovereign” (Sovrano d’oro) a cui venne dato il nome di Pound Sterling.
A partire dal 15 febbraio 1971 il sistema monetario inglese è divenuto decimale. La sterlina, divisa in 100 penny, ne rappresenta la base monetaria. Le monete inizialmente coniate erano del valore di 1/2 e 1 penny, 2, 5, 10 e 50 pence. Nel 1982 venne introdotta una nuova moneta da 20 pence mentre nel 1984 venne interrotta la produzione sia della moneta da mezzo penny sia della banconota da una sterlina. In sostituzione di quest’ultima, nel 1983 venne coniata la prima moneta in metallo comune con valore appunto pari ad una sterlina. Dal 1997 è stata inoltre messa in circolazione la prima moneta bimetallica nella storia del Regno Unito del valore di 2 sterline.
Le monete attualmente in circolazione, coniate dalla Royal Mint, sono 8 ed hanno valore pari a 1 penny, 2, 5, 10, 20, 50 pence, 1 e 2 sterline. Le banconote sono invece emesse dalla Bank of England e dalla Royal Bank of Scotland ed hanno tagli di 5, 10, 20, 50 e 100 sterline.
Il codice ISO 4217 [1] per la sterlina inglese è GBP. Il suo simbolo è £ che deriva da ‘libra’, termine dal quale discende anche quello di ‘lira sterlina’ (o semplicemente sterlina) utilizzato in Italia.
[1] L' ISO 4217 è uno standard internazionale, stabilito dall'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni ISO, che utilizza codici di tre lettere per definire i nomi delle valute. Le prime due lettere del codice corrispondono al codice nazionale (definito dall'ISO 3166-1 alpha-2). Questo sistema di codificazione elimina il problema causato da nomi come Dollaro, Franco e Sterlina utilizzati in dozzine di nazioni diverse, ma con valori differenti.
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