Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Sotto la Lente

IPO Twitter

29 Nov 2013 - 11:10

7 novembre 2013



E’ il 7 novembre 2013 il giorno dell’Ipo più attesa dell’anno: Twitter debutta al Nyse con la sigla TWTR. La prima giornata di contrattazioni si chiude col botto per la società di microblogging. Il prezzo della collocamento parte da 26 dollari per azione, ma il titolo apre le contrattazioni a 45,10 dollari, il 73% in più rispetto all’Initial Public Offering. Twitter si spinge fino a 50 dollari per azione durante la sua prima seduta, più del 90% rispetto al prezzo fissato, per poi ripiegare su 45-46 dollari e chiudere in progresso del 72,69% a 44,90 dollari. Il giorno successivo scattano le prese di beneficio e l’8 novembre l’azione lascia sul terreno il 7,24 per cento. Il 15 novembre le azioni chiudono la seduta a 43,98 $, in calo del 2,05% rispetto alla chiusura del giorno del debutto. La capitalizzazione di mercato di Twitter è pari a 23,95 miliardi di USD. Ipo Twitter

Il prezzo è stato fissato a 26 dollari per azione solo a pochi giorni dall’esordio, per un’offerta pubblica di 70 milioni di azioni da parte di soci di riferimento, alle quali aggiungere l’opzione di collocamento di altri 10,5 milioni di titoli da parte della società. Il gruppo avrebbe dovuto raccogliere circa 1,82 miliardi di dollari con il collocamento dei suoi 70 milioni di azioni. A questo si deve sommare un’opzione di altri 10,5 milioni da esercitare entro 30 giorni, grazie ai quali verrà raggiunta la cifra di 2,1 miliardi. Se sarà sfruttata pienamente anche questa seconda possibilità l’IPO di Twitter diventerà la più cospicua offerta di una società internet negli Stati Uniti, dietro i 16 miliardi di dollari della collocazione di Facebook del 2012. Le azioni complessive di Twitter ammontano però 544.696.816, circa l’87,1% del capitale è stato infatti escluso dall’offerta. Inizialmente Twitter aveva stabilito il prezzo della quotazione in un range compreso tra i 17 ed i 20 dollari, portandolo in un secondo tempo a 23-25 e solo all’ultimo, per via del feedback entusiasta dei potenziali investitori, fissato a 26 dollari per azioni.

Curiosa è la scelta del listino azionario su cui Twitter ha deciso di quotarsi. Non è il Nasdaq, l’indice dei titoli tecnologici di Wall Street, ma il New York Stock Exchange. Una decisione maturata forse per via dei problemi che ha avuto Facebook, la cui Ipo sul Nasdaq, avvenuta nel maggio 2012, è stata caratterizzata da gravi problemi tecnici e cause legali da parte di azionisti furibondi.

IPO Twitter

Investire in azioni Twitter conviene? Al momento si sa che il suo approdo a Wall Street ha fatto felice sia 1.600 dei suoi dipendenti, rendendoli milionari, sia il Fisco a stelle e strisce, poiché questi nuovi "benestanti", stando ad una ricerca condotta dalla Us-based PrivCo, dovranno pagare circa 2,2 miliardi di dollari di tasse. Un calcolo effettuato sulla base dell’aliquota fiscale, che in California è dell’8% e sul tasso delle imposte a livello federale, al 32%. C’è però da dire che il titolo dalla quotazione ha perso circa 8 punti percentuali rimanendo comunque ben al di sopra dei 26 dollari del collocamento.

C’è un’altra riflessione da fare prima di decidere se acquistare azioni di Twitter; quella in merito ai suoi conti, tutt’altro che in ordine.

Nel 2012 la società ha registrato ricavi per 317 milioni di dollari, senza però andare in utile; i risultati erano infatti in rosso per 80 milioni. Nei primi nove mesi del 2013, i ricavi sono aumentati, superando i 442 milioni di dollari, ma anche le perdite, a quota 134 milioni.

Twitter è stata fondata da Jack Dorsey nel 2006, mentre il Ceo è Dick Costolo. Dorsey, che attualmente possiede il 4,3% delle azioni di Twitter, e nel 2006 ebbe l’idea geniale di creare un social network basato sullo scambio di brevi messaggi, i tweet appunto. Complessivamente dopo la quotazione il 22,3% del capitale dovrebbe essere rimasto a 12 manager della società. In tempi recenti hanno investito nella società numerosi personaggi, tra i quali alcuni principi sauditi. Oggi i principali azionisti sono il co-fondatore Evan Williams, con il 10,4% del capitale sociale, e diverse società di venture capital come Rizvi Traverse, JP Morgan, Spark Capital, Capital Partners VI e Union Square Ventures.