Gli indici mondiali

Dow Jones, Nikkei 225 e DJ Euro Stoxx 50



FTA Online News, Milano, 08 Ago 2007 - 08:50

Il Dow Jones è sicuramente l’indice di borsa più famoso nel mondo, ma forse non tutti sanno che il nome corretto dell’indice cui si fa normalmente riferimento è Dow Jones Industrial Average (DJIA). Questo indicatore è stato infatti creato da Charles H. Dow nel 1896, come derivazione di un indice composto da 11 titoli, prevalentemente di società ferroviarie, da lui stesso elaborato nel 1884: Dow decise poi di ampliare la base di titoli e creare due indici, uno dei quali comprendeva solo azioni ferroviarie, il Dow Jones Transportation Index (DJTI). Nel 1929 nacque poi il Dow Jones Utilities Index (DJUA). Il Dow Jones Industrial Average, composto sin dal 1928 da 30 titoli, a differenza degli altri due, non ha una caratterizzazione settoriale. Ma non solo. Non ha più nemmeno una spiccata caratterizzazione industriale, in quanto si propone come indice rappresentativo dell’intero mercato azionario americano: a titolo di esempio ricordiamo che attualmente sono inseriti nel paniere titoli finanziari come J.P. Morgan Chase & Company, e della grande distribuzione come Wal-Mart Stores Incorporated.

Veniamo alla metodologia di calcolo. Il Dow Jones Industrial Average, a differenza della maggior parte degli indici nati in epoche più recenti, non prevede la ponderazione del peso dei titoli del paniere in base alla loro capitalizzazione di mercato, ma semplicemente in base al loro prezzo. Nella formulazione originale di Charles H. Dow, l’indice era infatti una semplice media aritmetica dei prezzi delle azioni, ovvero la somma dei prezzi divisa per il numero dei titoli. Con il tempo il divisore è stato aggiustato al fine di correggere le distorsioni causate da operazioni di scissione delle azioni (stock split) o da altre azioni a livello societario.

Il Nikkei 225 è l’indice più rappresentativo del TSE (Tokyo Stock Exchange), il mercato azionario giapponese. L’indicatore è nato nel settembre del 1950, ma la serie storica è stata ricostruita fino al 16 Maggio 1949, e quindi la prima rilevazione disponibile risale a questa ultima data. La metodologia di calcolo replica quella del Dow Jones: si tratta quindi di un indice price-weighted, nel quale il “peso” di ogni titolo non è proporzionale alla sua capitalizzazione di mercato, ma solo al suo prezzo. Le 225 azioni che compongono il paniere sono quelle più scambiate della prima sezione del TSE. Come nel caso dell’omologo americano, anche il Nikkei 225 ha la funzione di rappresentare il mercato azionario giapponese, ragion per cui la sua composizione è stata sottoposta nel tempo ad una serie di revisioni al fine di tener conto dell’evoluzione della borsa nipponica. Il forte sviluppo del settore tecnologico ha portato alla creazione del Nikkei 300, un indice basato sulla capitalizzazione dei titoli, e successivamente allo sviluppo dei Nikkei Style Indexes (Value e Growth).

L’indice DJ Euro Stoxx 50 è composto da 50 titoli rappresentativi dei principali comparti azionari, e quotati presso le borse dei paesi facenti parte dell’area Euro. A differenza del DJIA e del Nikkei 225 si tratta di un indicatore costruito ponderando il peso dei 50 titoli del paniere in base alle capitalizzazioni flottanti degli stessi. Si tratta quindi di un doppio passo in avanti rispetto agli altri due indici citati, in quanto non solo viene abbandonata la metodologia della semplice media aritmetica dei prezzi delle azioni per passare ad una media ponderata, ma viene anche introdotto il concetto del flottante, ovvero della percentuale dei titoli effettivamente sul mercato, quindi non legati da patti di sindacato o altri vincoli che li rendono indisponibili per il trading.


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