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Sotto la Lente

Il Trattato di Lisbona

20 Nov 2009 - 17:11

Nuove norme per affrontare nuove sfide



Il Trattato di Lisbona è il documento che ha l'obiettivo di dotare l'Unione europea di istituzioni moderne e di metodi di lavoro ottimizzati per rispondere in modo efficace alle nuove esigenze. Sono serviti oltre sei anni di dibattiti tra gli Stati membri in merito alle riforme necessarie per affrontare le nuove sfide che l’Unione si è trovata ad affrontare negli ultimi anni per arrivare alla stesura di questo importante documento.

Le norme attuali infatti  erano state pensate per un’Unione molto più ristretta. Le sfide attuali come quella dell’inquinamento atmosferico e la sfida rappresentata dalla crisi economica hanno posto di fronte alla necessità di migliorare il funzionamento e il potenziale dell’Ue.

Obiettivi del trattato

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Il trattato di Lisbona definisce in maniera chiara gli obiettivi e i valori dell’Unione Europea: essi sono la pace, il rispetto dei diritti dell’uomo, la giustizia, l’uguaglianza, lo Stato di diritto e lo sviluppo sostenibile.

Il trattato garantisce che l’Unione Europea si impegni al fine di:

• offrire ai cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne;

• garantire all’Europa uno sviluppo sostenibile, basato su una crescita economica equilibrata, sulla stabilità dei prezzi e su un’economia sociale di mercato altamente competitiva, al fine di raggiungere la piena occupazione e il progresso sociale, unitamente ad un livello elevato di tutela dell’ambiente;

• lottare contro l’emarginazione sociale e la discriminazione, nonché promuovere la giustizia e la protezione sociali;

• favorire la coesione economica, sociale e territoriale, nonché la solidarietà fra gli Stati membri;

• continuare l’impegno in favore di un’unione economica e monetaria con l’euro come moneta;

• conservare e promuovere i valori dell’Unione europea nel resto del mondo e adoperarsi per la pace, la sicurezza, lo sviluppo sostenibile del pianeta, la solidarietà e il rispetto fra i popoli, un commercio libero ed equo e l’eliminazione della povertà;

• contribuire alla protezione dei diritti dell’uomo, segnatamente dei diritti dei bambini, all’applicazione rigorosa e allo sviluppo del diritto internazionale, ivi compreso il rispetto per i principi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite.

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Le novità del Trattato

Tra le novità del Trattato, come messo in evidenza dalla stessa Commissione europea, la più importante, è quella di permettere ai cittadini una partecipazione più ampia al processo decisionale.

Con la nuova iniziativa popolare, un milione di cittadini da più Stati membri  potranno invitare la Commissione a presentare nuove proposte politiche e, per la prima volta, influenzare direttamente il processo legislativo dell’Unione.

Il Trattato inoltre favorisce la razionalizzazione delle procedure decisionali dell’UE. In particolare a livello del Consiglio dei ministri, il voto a maggioranza qualificata si sostituirà più spesso al voto unanime. Questo permetterà di accelerare l’adozione dei provvedimenti rendendoli quindi più efficaci.

A partire dall’anno 2014 si considererà qualificata la maggioranza raggiunta con il voto favorevole di almeno il 55 % degli Stati membri rappresentante almeno il 65 % dei cittadini dell’Unione. Tuttavia per arrivare a tale cambiamento si dovranno sentire i diversi Paesi membri e i parlamenti degli Stati appartenenti all’Ue.

Il Trattato inoltre ufficializza la funzione della Banca centrale europea, che a tutti gli effetti  diventa la Banca centrale dell’Ue.

Altre importanti novità riguardano il ruolo dell’Ue nel mondo che si impegna, in quanto istituzione, a promuovere i suoi valori a livello globale.

Il trattato di Lisbona – chiarisce la Commissione - precisa il ruolo dell’UE nel campo della politica estera e della sicurezza comune.

Le decisioni riguardanti le questioni attinenti alla difesa continueranno ad essere prese all’unanimità dei 27 Stati membri.

Infine, ultimo ma non in ordine di importanza, con il Trattato si vuole dare un importante segno alla lotta contro la criminalità transfrontaliera, l’immigrazione clandestina, la tratta di esseri umani, il traffico di armi e di droga.