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Sotto la Lente

Euro debole, vantaggi e svantaggi per l'economia

25 Mag 2015 - 09:46

Euro debole, vantaggi e svantaggi per l'economia

Nell'ultimo periodo l'Euro, la moneta unica europea, si è deprezzata parecchio rispetto al dollaro, toccando livelli minimi degli ultimi 12 anni.

La svalutazione è ascrivibile al miglioramento dell'economia americana, al possibile aumento dei tassi da parte della Federal Reserve (la Banca centrale degli Stati Uniti) e all'avvio del quantitative easing da parte della Banca centrale europea.

Tutti fattori che hanno rafforzato il biglietto verde nei confronti dell'Euro.

Proprio grazie all’Euro debole economisti e Governi europei hanno rivisto al rialzo le stime di crescita della zona euro.

Infatti un Euro più debole significa maggiore competitività e quindi maggiori esportazioni (con conseguenti aumenti di fatturato e profitti per le aziende del vecchio continente).

Una moneta debole inoltre crea notevoli benefici per il settore del turismo (per il turista americano costerà meno soggiornare in Italia, Francia ecc.).

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C’è però un rovescio della medaglia. Se da un lato una moneta debole crea benefici per l'economia dall'altro comporta maggiori "costi".

L'Euro più debole contro il dollaro rende più costosi i prodotti importati (in particolare le materie prime quali petrolio, oro ecc.).

Inoltre è da tenere presente che gli effetti positivi sull'economia derivanti dalla svalutazione di una moneta sono a medio termine mentre gli effetti negativi sono immediati. Nel breve periodo quindi si osserva un peggioramento della bilancia commerciale per l’aumento dei costi dei beni importati.

Il caso Svizzera

Nel mese di gennaio la Banca nazionale svizzera ha deciso di abolire il tetto di 1,20 franchi per un euro. Subito dopo la decisione, del tutto inattesa, l'Euro è scivolato sotto la soglia della parità contro il franco e la Borsa di Zurigo ha perso diversi punti percentuali.
Ad essere penalizzate sopratutto le grosse multinazionali con i loro prodotti più cari da un giorno all'altro del 20%.
Ma c'è anche chi ha tratto beneficio della notizia. Sono i numerosi lavoratori “frontalieri”, le persone che lavorano in Svizzera (e percepiscono lo stipendio in franchi) e vivono nei paesi confinanti (quindi spendono in Euro). Per loro il balzo del franco si è tradotto in un incremento del potere di acquisto di un quinto.

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