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Sotto la Lente

CTZ - CCT - BOC

20 Dic 2007 - 18:07

Altre tipologie di Titoli di Stato



CTZ

Con l’introduzione dei CTZ (Certificati del Tesoro Zero Coupon), nel 1995, il Tesoro ha arricchito il CTZ - CCT - BOCventaglio della propria offerta proponendo agli investitori uno strumento zero-coupon di medio termine. Si tratta, infatti, di un titolo, della durata di 24 mesi, che non prevede il pagamento di cedole periodiche a favore dei sottoscrittori ed il cui rendimento viene determinato sulla base della differenza tra valore nominale e prezzo di emissione (sotto la pari). Dal rendimento lordo così determinato deve essere sottratta la ritenuta fiscale, attualmente pari al 12.5%. L’emissione dei CTZ avviene mediante asta marginale mensile, che si tiene in coincidenza con l’asta dei BOT. All’asta possono partecipare solo gli intermediari abilitati, ovvero banche e SIM; gli investitori intenzionati a sottoscrivere CTZ dovranno prenotare la quantità desiderata presso un intermediario autorizzato non oltre il giorno precedente l’asta: l’importo di sottoscrizione è pari a nominali Euro 1.000 (lotto minimo) e relativi multipli. La commissione di collocamento dello 0.20% è retrocessa dal Tesoro agli intermediari, e quindi il sottoscrittore finale paga il prezzo d’asta, senza ulteriori aggravi. Dopo l’emissione i CTZ sono negoziabili sul mercato regolamentato MOT, per importi pari o multipli di 1000 euro; scambi “all’ingrosso” dei titoli si realizzano su MTS, dove si eseguono scambi non inferiori a 2.5 milioni di euro.

CCT

Una ulteriore tipologia di titoli emessi dallo Stato è rappresentata dai Certificati di Credito del Tesoro (CCT). Si tratta di titoli a tasso variabile della durata di 7 anni. Sono caratterizzati dal pagamento di cedole semestrali indicizzate al rendimento dei BOT a 6 mesi, maggiorato di uno spread. I CCT hanno la peculiarità di adeguare la cedola ai tassi correnti di mercato, permettendo all’investitore la possibilità, in caso di smobilizzo dell’investimento prima della scadenza, di recuperare, grosso modo, il capitale inizialmente investito. Ai fini della determinazione della cedola semestrale, si moltiplica per 0.5 il rendimento lordo semplice del BOT semestrale registrato nell’ultima asta che precede il godimento della cedola del CCT; al risultato così ottenuto viene sommato uno spread dello 0.15%. La cedola netta incassata dall’investitore terrà conto della ritenuta fiscale attualmente del 12.50%. Sul rendimento lordo dell’investimento, oltre alle cedole incassate, incide anche lo scarto di emissione (ovvero la differenza tra valore nominale e prezzo di emissione). Come per i CTZ, il collocamento avviene una volta al mese mediante asta marginale a cui partecipano gli intermediari abilitati. L’investitore dovrà quindi prenotare i titoli con almeno un giorno di anticipo rispetto alla data dell’asta. Il prezzo pagato è quello d’asta, dato che nessuna commissione è prevista a carico del sottoscrittore. Per quanto concerne l’importo minimo di sottoscrizione e la negoziazione sui mercati secondari, si rimanda al paragrafo dedicato ai CTZ.

BOC

I cosiddetti BOC sono titoli obbligazionari emessi da enti territoriali, esclusivamente con finalità di copertura degli investimenti. È quindi fatto divieto di utilizzare tali strumenti per finanziarie le spese correnti. La durata minima è fissata in 5 anni e l’emissione avviene alla pari, mentre le cedole possono essere trimestrali, semestrali o annuali, di importo fisso o variabile. Nel secondo caso l’indicizzazione deve essere basata sui tassi BOT o interbancari, eventualmente maggiorati di uno spread non superiore al punto percentuale. La tassazione sulle cedole è pari al 12.50%.

CTZ-CCT-BOC