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Sotto la Lente

BOT

06 Feb 2009 - 14:38

Registrano Rendimenti ai Minimi Storici



I Buoni ordinari del Tesoro (Bot) sono dei titoli obbligazionari con scadenza compresa 3, 6 e 12 mesi. Si tratta in pratica di titoli del debito pubblico emessi dal ministero del Tesoro per brevi scadenze. Il fatto che i Bot abbiano durata (ossia scadenza) inferiore ai 18 mesi implica che questi titoli facciano parte del mercato monetario, ossia di quel sistema finanziario costituito da titoli a breve scadenza che permette agli operatori del settore una gestione ottimale della liquidità. Alle aste di tipo competitivo sui Bot possono, infatti, partecipare solo gli investitori istituzionali come banche, Sim o fondi d’investimento. BOT

I Bot sono dei titoli zero coupon ossia non pagano cedole ai loro proprietari. Il pagamento di un interesse avviene tramite l’emissione sotto la pari, ossia a un valore inferiore al valore nominale (pari a 100) che viene pagato alla scadenza. Per fare un esempio l’investitore compra oggi a 97 quello che tra 6 mesi gli sarà pagato dallo Stato 100 e realizza così un guadagno sul proprio investimento.

Di recente, con le forti turbolenze che hanno caratterizzato i mercati finanziari e generato forti ribassi sui titoli azionari, molti investitori (anche istituzionali) hanno cercato dei luoghi sicuri per il deposito della propria liquidità in eccesso e la salvaguardia del capitale. Questo ha portato a una forte domanda di titoli del mercato monetario da parte degli operatori e al paradosso dei T-bill statunitensi che hanno registrato persino dei rendimenti negativi. In altri termini gli operatori americani sono stati tanto spaventati dalla crisi economica da decidere di perdere piccole percentuali del proprio investimento pur di avere qualche garanzia in più a salvaguardia del proprio capitale.

Questi meccanismi hanno caratterizzato anche i titoli di stato a breve scadenza del mercato europeo. In particolare in Italia la forte domanda di Buoni ordinari del Tesoro da parte degli investitori istituzionali ha spinto, sullo scorcio del 2009, questi titoli a registrare rendimenti ai minimi storici. Con l’asta del 27 gennaio 2009 sono stati collocati 14,5 miliardi di euro in Buoni ordinari del Tesoro disposti su diverse scadenze. La domanda è stata poderosa e ha raggiunto circa 26 miliardi di euro.

BOT

Quello stesso giorno il rendimento dei Bot semestrali ha raggiunto un nuovo minimo storico. Gli interessi sui Bot a sei mesi hanno violato la soglia dell’1,5 per cento e si sono fermati a un rendimento lordo minimo dell’1,484 per cento. Il rendimento netto (quello che incorpora il peso delle imposte e delle commissioni) della stessa emissione è stato pari all’1,29 per cento. È utile in merito ricordare che le imposte sulle plusvalenze finanziarie e quindi sul rendimento dei Bot sono attualmente pari, in Italia, al 12,5% mentre le commissioni variano in base agli operatori a cui ci si affida.

Occorre precisare che questa compressione dei rendimenti dei Buoni del Tesoro italiano a breve scadenza è dovuta anche alla grande liquidità di questi titoli a sua volta incoraggiata dalla partecipazione a queste aste di grandi investitori come le tesorerie degli stati e gli operatori internazionali a caccia di investimenti nel mercato monetario. Secondo diversi osservatori, il mercato dei titoli di Stato per le scadenze più distanti è invece diverso e più attento a valutare le caratteristiche dell’investimento e la solidità dei titoli contrattati. Non a caso molti titoli del debito pubblico di piccole nazioni come l’Irlanda, nonostante l’ottimo rating da tripla A, soffrono della scarsa liquidità del proprio mercato e sono dunque costretti a pagare rendimenti più elevati.