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Sotto la Lente

Bancarotta Nortel: incassi record per legali e consulenti

02 Dic 2016 - 10:45

Il 12 ottobre 2016 la ormai ex Nortel Networks ha annunciato il raggiungimento di un accordo con le sue varie divisioni per la spartizione del denaro raccolto mediante liquidazione dei suoi beni. Il gruppo canadese attivo nel settore delle apparecchiature per le telecomunicazioni è stato, suo malgrado, protagonista del primo fallimento di una delle big del comparto tecnologico, uscito con le ossa rotte dallo scoppio della bolla speculativa di fine anni '90-inizio 2000.

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Nel gennaio 2009 Nortel ha infatti chiesto la protezione dai creditori facendo ricorso alle disposizioni di legge di USA (Chapter 11 of the United States Bankruptcy Code), Canada (Companies' Creditors Arrangement Act) e Regno Unito ( Insolvency Act 1986), dove avevano sede legale le tre divisioni in cui era strutturato il gruppo. Nel giugno dello stesso anno Nortel ha annunciato che non sarebbe riuscita a risollevarsi dalla protezione e che avrebbe quindi avviato la vendita dei propri beni per far fronte alle pretese dei creditori.

La vendita degli asset ha generato introiti per 7,3 miliardi di dollari ma ha anche avviato un disputa legale molto complicata da risolvere. La gran parte delle proprietà cedute da Nortel erano brevetti, ovvero proprietà di tipo intellettuale: da qui le difficoltà nel dividere e poi distribuire i proventi della vendita alle tre divisioni. Non è infatti possibile riferire in modo preciso a una delle divisioni la proprietà di questi asset, sia perchè sono immateriali, sia perchè la produzione degli stessi è stata realizzata con un lavoro di equipe difficilmente sezionabile. La spartizione dei ricavi è però un punto fondamentale dato che ognuna delle divisioni aveva fondi pensioni per i dipendenti, fornitori e altri creditori ( tra cui obbligazionisti), e le "agenzie delle entrate" dei Paesi in cui sono basate.

L'accordo di inizio ottobre per produrre effetti dovrà essere ratificato da tribunali degli Stati Uniti, del Canada, del Regno Unito e della Francia, quindi la vicenda non è ancora in archivio: la Pension Benefit Guaranty Corp americana ha già annunciato opposizione. Quello che appare assodato è che a uscire vincitore dalla disputa sarà il gruppo di consulenti e legali che hanno assistito le parti nel contenzioso e nella gestione della bancarotta di Nortel. Secondo l'analista Diane Urquhart le parcelle ammontano a circa 1,9 miliardi di dollari: lo studio legale britannico Herbert Smith Freehills è il maggiore beneficiario, dato che ha consegnato a Ernst & Young (che ha amministrato la bancarotta) una parcella da circa 400 milioni di dollari, mentre la stessa Ernst & Young viene per seconda con parcelle per circa 335 milioni.

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