Borsa Italiana al fine di garantire la formazione di un prezzo di inizio giornata (prezzo di apertura) per ogni singolo titolo il più possibile corrispondente a quanto il mercato nel suo complesso ritiene equo, ha inserito nel suo regolamento un sistema di norme per il funzionamento delle aste di apertura e di chiusura.
Le modalità tecniche istituite per la creazione del prezzo riducono la possibilità che questa sia guidata dall’immissione di un singolo ordine di natura eccezionale o addirittura errato. Concettualmente l’asta di apertura corrisponde in buona sostanza al vecchio “mercato a chiamata" attuato però con mezzi elettronici. Gli ordini che affluiscono relativi a ciascun titolo vengono registrati e non hanno esecuzione immediata; scaduto il termine per la presentazione delle proposte, il sistema elettronico di Borsa Italiana, come un moderno banditore elettronico, individua il prezzo a cui si concludono tutti gli ordini compatibili. Questo dovrebbe garantire una quotazione di apertura che sia espressione del totale della domanda e dell'offerta presente nel mercato entro una determinata ora.
L’asta si articola in tre fasi:
La preasta ha luogo dalle 8:00:00 alle 9:00:59, per i titoli dei segmenti Blue Chip e Star. In questo intervallo di tempo il sistema consente l’immissione, la modifica e la cancellazione di proposte di negoziazione. Il software ordina in tempo reale le proposte di negoziazione in ordine di prezzo - decrescente se in acquisto, crescente se in vendita - e di tempo, quindi calcola e aggiorna in continuazione il prezzo teorico di apertura, secondo le proposte presenti. Gli operatori hanno la piena visibilità del book, cioè della lista di tutte le proposte.
Il prezzo teorico d'apertura corrisponde:
1. Al prezzo al quale è negoziabile la maggiore quantità del titolo;
2. Al prezzo al quale vi è la minore differenza fra il volume degli acquisti e delle vendite, ovvero al prezzo che lascia il minore ineseguito, a parità di quantità scambiata;
3. Al prezzo più vicino al prezzo di riferimento precedente (cioè al prezzo dell’asta di chiusura di riferimento o, se non è possibile calcolarlo, ad un valore pari alla media ponderata dell’ultimo 10% delle quantità negoziate) a parità di quantità e ineseguito;
4. Al prezzo più elevato in caso estremo di parità delle altre condizioni.
Vediamo ora di spiegare il concetto con qualche esempio.
1) Ipotizziamo che sul mercato siano presenti le seguenti proposte di negoziazione:
Quantità in acquisto |
Prezzo proposte di acquisto e di vendita |
Quantità in vendita |
5000 |
15.7 |
0 |
0 |
15.8 |
2000 |
3000 |
15.9 |
2000 |
2000 |
16 |
3000 |
2000 |
16.1 |
6000 |
1000 |
“prezzo d’asta” |
0 |
il sistema automaticamente riordinerà e cumulerà le proposte in questo modo:
Quantità in acquisto |
Prezzo proposte di acquisto e di vendita |
Quantità in vendita |
13000 |
15.7 |
0 |
8000 |
15.8 |
2000 |
8000 |
15.9 |
4000 |
5000 |
16 |
7000 |
3000 |
16.1 |
13000 |
Risulta chiaro che chi è disposto a comprare a 15,9 sarà ben contento di vedere il suo ordine eseguito a 15,7 (quindi in questo caso i 3000 pezzi possono venire “cumulati” all’ordine a 15,7) mentre non sarà disposto a pagare 16. Chi inserisce l’ordine al “prezzo d’asta” sarà invece disposto a pagare qualsiasi prezzo esca dall’asta (e l’ordine relativo viene cumulato a tutti i livelli di prezzo proposti). Gli ordini di vendita sono invece ovviamente cumulati al salire dei prezzi.
Nel caso del nostro esempio, il prezzo teorico d'apertura è 16 perché è quello che consente il maggior incontro tra domanda e offerta e la maggiore quantità di scambio, cioè 5000 titoli, mentre ad esempio 15,9 consentirebbe lo scambio solo di 4000 pezzi.
2) Ipotizziamo che, invece, le proposte di negoziazione già ordinate e cumulate siano le seguenti:
Quantità in acquisto |
Prezzo proposte di acquisto e di vendita |
Quantità in vendita |
13000 |
15.7 |
0 |
8000 |
15.8 |
2000 |
8000 |
15.9 |
5000 |
5000 |
16 |
7000 |
3000 |
16.1 |
13000 |
Due prezzi muovono la stessa quantità: 15,9 e 16 consentono la negoziazione di 5000 azioni. Tuttavia, mentre il prezzo di 16 lascia un ineseguito di 2000, il prezzo di 15,9 genera una differenza tra domanda ed offerta di 3000. Il prezzo teorico d'apertura sarà dunque 16.
3) Se, invece, le proposte cumulate fossero quelle della seguente tabella e il prezzo di riferimento fosse 15,8:
Quantità in acquisto |
Prezzo proposte di acquisto e di vendita |
Quantità in vendita |
13000 |
15.7 |
0 |
8000 |
15.8 |
2000 |
7000 |
15.9 |
5000 |
5000 |
16 |
7000 |
3000 |
16.1 |
13000 |
il prezzo di apertura sarebbe 15,9 poiché a parità di quantità negoziata e di ineseguito, sarebbe il livello più prossimo al prezzo di riferimento.
4) Nel caso in cui il prezzo di riferimento sia per ipotesi 15,95 e le proposte quelle della tabella precedente, tanto il valore di 15,9, quanto quello di 16 risulterebbero pari per quantità proposta, ineseguito e distanza dal prezzo di riferimento. In questa circostanza verrebbe utilizzato come prezzo d’asta il maggiore fra i due, cioè 16.
Non è possibile avere il prezzo teorico d'apertura se:
Infine qualora siano presenti su entrambi i lati del “book” solo proposte APE , il sistema determina un prezzo teorico di apertura che corrisponde a quello di riferimento del giorno prima.
La fase successiva, quella della validazione, in cui vi è la verifica della validità del prezzo teorico, dura dalle 9:01 alle 9:05. In questo intervallo di tempo il sistema non accetta più nuove proposte e non consente di modificare quelle esistenti. Perché il prezzo sia considerato valido, la differenza tra il prezzo teorico e quello di riferimento non deve superare una percentuale fissa che attualmente è del 10% per le azioni e del 5% per le obbligazioni convertibili.
Se il prezzo non è validato viene riattivata la fase di pre-asta per un tempo stabilito dalla borsa.
Nella fase di apertura (9:05 - 9:10): il sistema procede con l’incrocio delle proposte compatibili: i contratti sono conclusi ad un unico prezzo, quello di apertura, fino ad esaurimento delle quantità disponibili secondo le priorità prezzo-tempo. Ordini di acquisto posti con limite inferiore al prezzo di apertura e ordini di vendita con limite superiore al prezzo di apertura, passano alla negoziazione continua.
Riprendiamo la tabella di esempio precedente
Quantità in acquisto |
Prezzo proposte di acquisto e di vendita |
Quantità in vendita |
13000 |
15.7 |
0 |
8000 |
15.8 |
2000 |
8000 |
15.9 |
4000 |
5000 |
16 |
7000 |
3000 |
16.1 |
13000 |
Il prezzo di apertura è 16. Verranno soddisfatte tutte le proposte compatibili, cioè avverrà lo scambio di 5000 titoli.
Gli ordini di acquisto per 5000 titoli a 15,7 e per 3000 a 15,9, come pure la proposta di vendita di 6000 pezzi a 16,1 passano con il loro limite alla negoziazione continua. La proposta di vendita di 3000 a 16 è eseguita solo per 1000 titoli: per la quota restante l’ordine è trasferito con il limite e la priorità originaria alla negoziazione continua.
Il 18 novembre 2002 è stata introdotta ed estesa a tutte le aste giornaliere (apertura, chiusura e aste infragiornaliere attivate per effetto di volatilità anomala) di tutti i mercati azionari la chiusura “casuale” dell’asta. Questa novità comporta che la possibilità di inserimento ordini, e quindi di aggiornamento del prezzo teorico di asta, termini in un istante compreso nell’arco temporale dell’ultimo minuto della fase di preasta, scelto in modo casuale da un apposito algoritmo di calcolo. In questo modo non è noto ex ante il momento preciso di conclusione della fase di preasta ed aumenta la regolarità del processo di formazione dei prezzi.
L’asta di chiusura ha funzionamento del tutto analogo a quello dell’asta di apertura ed anche le fasi che la compongono sono le stesse: pre-asta, validazione e asta. L’unica differenza riguarda il fatto che per i segmenti Blue Chip, Star e Ordinario 1, l’estensione temporale è ridotta: la fase di validazione e di asta sono eseguite nel corso di soli 5 minuti. Inoltre, se non si riesce ad ottenere un prezzo valido di asta, non viene attivata una nuova fase di pre-asta.
Le eventuali proposte di negoziazione valide, ma ineseguite, in tutto o in parte, sono automaticamente trasferite all’asta di apertura del giorno successivo come ordini con prezzo limite (se inserito) o come ordini APE (al prezzo di apertura) se il giorno precedente erano stati inseriti come ordini al prezzo di chiusura.
Ipotizzando la presenza dei seguenti ordini già ordinati e cumulati:
Quantità in acquisto |
Prezzo proposte di acquisto e di vendita |
Quantità in vendita |
11000 |
16.9 |
1000 |
6000 |
17.0 |
4000 |
3000 |
17.1 |
7000 |
Il prezzo d’asta valido che ne deriva - come spiegato sopra - risulta 17.
Solo una parte degli ordini di acquisto (4000) sono però eseguiti, mancando offerta di titoli corrispondente. Tutti gli altri ordini vengono rimandati all’asta dell’indomani: nel nostro esempio si tratta dei 2000 ordini di acquisto limitati a 17 o più non eseguiti, degli ordini di acquisto con limite inferiore a 16,9 e dei 3000 ordini di vendita con prezzo di 17,1.
Da sottolineare infine che le proposte ineseguite non passano alla negoziazione After Hours, dal momento che questo mercato è totalmente separato da quello diurno.
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