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Tendenze

L'orto in città, sogno sempre meno proibito

16 Giu 2015 - 16:33

Negli ultimi anni le coltivazioni “fai da te” hanno avuto un boom e amministrazioni locali e imprese private supportano questa tendenza. La palma di città più “verde”, a sorpresa, va a Milano



Sono in molti a credere che l’orto sia una pratica ormai in disuso, specie nelle grandi città. Quasi l'ultimo retaggio di una generazione cresciuta nell'Italia contadina. Invece un’indagine condotta da Coldiretti/Censis ci racconta una realtà del tutto diversa: sono sempre di più – e sempre più giovani – gli italiani che si cimentano con la coltivazione “fai da te”. E il boom più significativo, strano ma vero, si registra proprio nei grandi capoluoghi.

Triplicati gli orti urbani italiani

Quelli presentati dalla Coldiretti sono numeri che non lasciano spazio a dubbi: negli ultimi tre anni la superficie destinata agli orti urbani è addirittura triplicata, dagli 1,1 milioni di metri quadri del 2011 ai 3,3 milioni rilevati alla fine dello scorso anno. Orti all'aperto, da balcone, ma anche da interni, persino in piccoli appartamenti. Merito certamente delle amministrazioni, che in 57 capoluoghi di provincia hanno messo a disposizione terreni comunali ai cittadini, ma anche di una ritrovata passione collettiva per un'attività economica e sana. Raggiunge infatti il 46,2% la percentuale di italiani che – stima la Coldiretti – con la primavera ha cominciato a dedicarsi alla piccola coltivazione accanto al giardinaggio più tradizionale; percentuale che tra i giovani compresi tra i 18 e i 34 anni sale addirittura al 50,8%.

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Effetto della crisi, ma non solo

Certamente la crisi economica ha pesato sulla riscoperta di un'attività che garantisce cibo a fronte di spese contenute. Ma sarebbe limitativo vederla solo in quest'ottica: tra i soggetti intervistati nel corso dell'indagine, infatti, solo il 4,8% ha dichiarato di dedicarsi all'orto per motivi economici, mentre la maggioranza (25,6%) ha indicato la volontà di consumare prodotti sani e genuini e il 10% del campione si è definito “appassionato di coltivazione”.

Milano, leader (a sorpresa) delle città “verdi”

Se il quadro presenta ancora un evidente squilibrio tra Nord e Sud (dei 57 capoluoghi “verdi” sono solo 5 quelli del Mezzogiorno), il primato un po' a sorpresa va alla più urbanizzata delle metropoli del Paese, cioè Milano. In una regione – la Lombardia – che dal 2012 a oggi ha visto aumentare gli orti delle città capoluogo da 2000 a 2800, con un'estensione che secondo l'Istat ha raggiunto i 160 mila metri quadri, Milano ha numeri sorprendenti: 1384 orti comunali, per una superficie che supera i 52mila metri quadri. Una bella soddisfazione per una città che nell'immaginario comune mal si associa con le idee di natura e qualità dell'ambiente.

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E il mercato non sta a guardare

Di questa rinnovata passione per la coltivazione si sono accorti per tempo anche gli imprenditori più ricettivi, pronti a cavalcare l'onda. Il progetto più originale è forse quello della startup italiana BioPic, che ha lanciato un orto biologico a led, adatto ai piccoli spazi degli appartamenti cittadini, che consente di coltivare oltre 30 varietà di ortaggi risparmiando fino al 70% di acqua, con un sistema di semina facilitato e una tecnologia per la purificazione dell’aria nell’appartamento. Un'idea che ha conquistato anche la Maker Faire della Silicon Valley, la Mecca delle innovazioni tecnologiche, ed è presente a Expo 2015.

Il boom dei prodotti dell’orto, infine, sta condizionando sempre di più anche il mondo della ristorazione: sono sempre di più, infatti, i locali che servono materie prime vegetali auto-prodotte. E c’è anche chi ha deciso di trasformare la propria passione in un lavoro: è il caso dei cosiddetti “trainer degli orti”, veri e propri insegnanti di coltivazione.

“Una buona semina dà un buon raccolto”, si diceva una volta in campagna. Parole che oggi, a quanto pare, si sentiranno sempre più spesso anche in città.

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Contenuti a cura di The Van