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Materie prime

Riso, coltura (e cultura) italiana

23 Giu 2015 - 14:19

Siamo il primo produttore del cereale in Europa, ma ne produciamo solo lo 0,25% a livello globale: ai vertici della graduatoria i Paesi asiatici e africani



C’è un alimento che è allo stesso modo globale e locale. È il riso, coltura tra le più consumate in tutto il mondo, ma anche strettamente legata ad alcune ricette regionali italiane. Un alimento che, vista la sua grande diffusione in tutto il mondo, non poteva non essere protagonista in un evento internazionale come Expo. All’interno del padiglione dedicato all'industria alimentare italiana "Cibus è Italia", partecipano infatti ben 52 produttori provenienti dalle principali aree di produzione: Vercelli, Novara, Pavia, la Lomellina, ma anche Veneto, Emilia Romagna e Sardegna. Qui nascono alcune delle qualità tradizionali divenute vere e proprie eccellenze italiane: ad esempio Arborio, Baldo e Carnaroli, perfette per i risotti, Ribe e Roma, ideali per le minestre, Sant'Andrea, qualità piuttosto pregiata, e Vialone Nano, adatta per i timballi e le cotture in forno.

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Riso, eccellenza italiana

Le 52 imprese presenti a Expo sono solo una piccola parte delle oltre 4000 aziende agricole impegnate nella produzione di riso nel nostro Paese, che è il primo produttore a livello europeo con circa 1 milione e 400 mila tonnellate di prodotto greggio l'anno, ma produce solo lo 0,25% del riso a livello globale. Il settore impiega 15mila persone, per un giro d'affari che si aggira intorno al miliardo e mezzo di euro: un terzo della produzione ottenuta dai 220mila ettari di terreno (il 45% dei quali concentrati nel vercellese) è destinato al consumo interno, mentre il resto viene esportato soprattutto in Europa – oltre il 50% del totale – per un valore di oltre 10 milioni di euro (Istat 2013).

Bene l’export, ma cresce anche l’import

E se le esportazioni di riso italiano raggiungono quasi le 500mila tonnellate, sono le importazioni dai Paesi meno sviluppati a far tremare le nostre imprese. Gli ultimi dati della Commissione europea sulle importazioni hanno stimato che l'import di riso è aumentato del 12% rispetto allo scorso anno, raggiungendo le 241mila tonnellate. Dati attribuibili in particolare alla politica sui dazi, che impedisce alle nostre varietà di competere con quelle di Cambogia e Myanmar, vendute a prezzi molto più competitivi.

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Il mercato mondiale del riso

Secondo il report "Rice Market Monitor" pubblicato dalla FAO nell'Aprile 2015, la produzione mondiale di riso nell'ultimo anno è stata di oltre 700 milioni di tonnellate. I maggiori produttori sono anche i più forti consumatori, tanto che, di tutta la produzione, solo il 4% è destinato al commercio internazionale. L'Asia è alla guida della graduatoria della produzione: in prima posizione c’è la Cina, che lo scorso anno ha prodotto più di 144 milioni di tonnellate di riso ed è al primo posto anche come importatore (4 milioni e mezzo di tonnellate). La seguono l'India (102 milioni di tonnellate), l'Indonesia (36 milioni di tonnellate) e il Bangladesh (34 milioni di tonnellate). I più grandi esportatori sono invece la Thailandia (11 milioni di tonnellate) e l'India (9 milioni di tonnellate). Spostando invece l'attenzione oltre i confini asiatici, i volumi si riducono notevolmente: gli Stati Uniti producono 7 milioni di tonnellate l'anno e l'Europa 3 milioni di tonnellate.

I consumi di riso nel mondo

Disomogeneo è anche il consumo di riso, prodotto che sfama oltre la metà della popolazione mondiale. I più grandi consumatori si trovano nel Sud-est asiatico: secondo i dati dell'Ente Nazionale Risi, gli abitanti del Laos sono i primi con 170 chili di riso pro capite l'anno, seguiti a breve distanza dai cambogiani, con 152 chili, dai vietnamiti e dai thailandesi, che ogni anno ne consumano 140 chili, e dai cinesi con 100 chili di riso a testa. Anche in Africa i numeri sono elevati: ad esempio, in Madagascar e in Sierra Leone si superano i 120 chili. Ben più contenuti, infine, i consumi europei: i dati FAO registrano un consumo medio di 4 chili. Capofila i portoghesi, che ne consumano 15 chili e mezzo a testa all’anno, gli olandesi (oltre gli 8 chili), gli spagnoli e i finlandesi (6 chili e mezzo), mentre in Italia se ne consumano solo 5 chili. Anche se i nostri risotti ci sono invidiati in tutto il mondo.

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Contenuti a cura di The Van