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Lifestyle

Vacanze in libertà

The Van   22 Ago 2017 - 15:19

L’Italia è leader nella produzione di veicoli ricreativi come camper e caravan, un settore trainante per l’economia nazionale con un fatturato annuo record di 750 milioni di euro e oltre 5.500 dipendenti specializzati



Estate fa rima con vacanze. E se la maggior parte dei turisti viaggerà utilizzando treno e aereo, si sta facendo largo una nuova tendenza: quella delle vacanze in libertà a bordo di caravan e camper. Sono infatti sempre più numerose le famiglie che scelgono volutamente di non pianificare le ferie e partire alla scoperta dello Stivale salendo a bordo di quelli che l’industria di settore chiama “veicoli ricreativi”. La conferma di questo trend, in crescita già a partire dall’anno scorso, sta negli ultimi dati diffusi dall’Associazione Produttori Caravan e Camper (APCC) in occasione della presentazione della VI edizione del Rapporto Nazionale sul Turismo in Libertà in Camper e in Caravan.

Dopo alcuni anni di arresto dovuti al periodo di crisi, l’industria italiana del caravanning è ritornata a crescere ed è oggi più florida che mai: nel 2016 si è infatti registrato un aumento nelle nuove immatricolazioni (+13,7%) e nei volumi di produzione (+22%), sostenuti dalle ottime performance dell’export. Con oltre 5.500 persone impiegate nel settore e un fatturato annuo di 750 milioni di euro, l’Italia è tra i primi produttori in Europa sia per autocaravan fabbricati (15.510 nel 2016) sia per nuove immatricolazioni (4.250, in crescita di circa il 14% rispetto al 2015). I numeri sembrano essere tutt’altro che il risultato di una congiuntura stagionale: anche il primo semestre del 2017 è all’insegna del segno più, con il +12,4% nel mercato del nuovo e il +4,1% nell’usato.

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Turismo slow e green: il profilo del camperista

Il boom delle vacanze in libertà è lo specchio dei tempi che cambiano. Il camper non è solo un mezzo di trasporto per raggiungere le mete di villeggiatura, ma è espressione di sostenibilità intesa come salvaguardia e valorizzazione del territorio. Per i fedelissimi rappresenta un vero e proprio stile di vita da abbracciare non solo durante il periodo estivo. Chi fa questa scelta è dunque alla ricerca di un turismo consapevole ed eco-friendly. Ovunque si voglia andare e senza vincoli di prenotazione sono queste le prerogative, una filosofia che si sposa alla perfezione con gli “irriducibili dell’ultimo minuto” e con gli esploratori che, ai comfort di hotel e resort, preferiscono le esperienze di viaggio open air da vivere in prima persona. Senza dimenticare poi i vantaggi per il portafoglio, che, seppur risicati rispetto a una decina di anni fa, quando il risparmio era di circa la metà, confermano come spostarsi in camper sia una soluzione anche conveniente in grado di abbattere i costi degli alloggi tradizionali.

Come evidenziato nell’outlook annuale, il Settentrione si riconferma il principale bacino di utenza del settore: da solo rappresenta il 76,6% delle immatricolazioni totali. La restante parte è suddivisa tra il Centro (17%) e il Sud Italia (6,4%) dove il caravanning è meno diffuso. Con riferimento alle province “camper-friendly”, è sempre il Nord a dominare la classifica, con la città di Brescia che ospita il maggior numero di aree sosta dedicate. Se invece si considera la qualità dell’offerta turistica nel suo complesso vincono le località termali di Sirmione, Foppolo e Bormio, che offrono un’accoglienza a tutto tondo sfruttando le ricchezze del territorio locale.

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Produzione ed export a gonfie vele

Se la domanda di certo non manca, l’offerta non è da meno. In otto comuni compresi tra Siena e Firenze sorge uno dei maggiori distretti del camper in Europa che coinvolge 70 aziende e dà lavoro a oltre 1500 occupati diretti e 4mila nella filiera (20% della produzione europea). Accanto alle grandi multinazionali come il Gruppo Sea e Trigano, qui ci sono anche aziende italianisime come Rimor e Giotti Line.

Il know how dell’Italia nella produzione camperistica non è apprezzato però solo “in casa”. L’export rappresenta una fetta importante del mercato e l’anno scorso è salito addirittura al 77% della produzione totale. A testimonianza dell’indubbio successo del made in Italy all’estero, nel 2016 sono stati esportati quasi 13mila veicoli, 9.856 unità in più rispetto all’anno precedente.

Nonostante i dati in ripresa, però, ci sono ancora margini di miglioramento. Il turismo in libertà in Italia non è ancora completamente sviluppato e la sua quota di mercato si colloca al di sotto della media europea (il 7,5% contro il 10%). In tal senso si inserisce la proposta di legge, presentata lo scorso 29 marzo alla Camera dei Deputati per richiedere nuove misure a sostegno del settore tra cui l’introduzione della patente B+ e degli incentivi alla rottamazione, necessari per rinnovare il parco veicoli circolante.

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