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Lifestyle

Gli utili delle utility

The Van  30 Mar 2017 - 14:30

Dopo aver raggiunto buoni risultati nel 2015, alcune società che gestiscono elettricità, acqua e rifiuti nelle nostre città hanno messo in mostra ottime performance anche nel 2016



I bilanci delle utility sono… in utile. Se nel 2015, infatti, le maggiori 100 aziende di servizi italiane avevano prodotto ricavi pari al 6,6% del prodotto interno lordo, dato lavoro a circa 133mila addetti, prodotto il 50,3% dell’energia elettrica generata in Italia, raccolto il 35% dei rifiuti urbani prodotti e distribuito il 52% dell’acqua complessivamente erogata, nel 2016 hanno confermato i buoni risultati.
Continua quindi la corsa dei gruppi multiutility italiani, che, secondo gli studi sulle utilities leader in Italia e in Europa presentati da Agici, società di ricerca e consulenza specializzata in questo settore e in quello delle infrastrutture, e Accenture, nota società di consulenza, hanno quasi raddoppiato gli utili: da 560 milioni di euro nel 2015 a 910 milioni nel 2016, con una crescita dei profitti prevista per il biennio 2017-2018 stimata intono al miliardo. Contestualmente, si è verificato un assestamento della tendenza di diminuzione del debito aggregato complessivo, dopo che nel quadriennio 2012-2015 si era passati da oltre 12 miliardi di euro a circa 10 miliardi di euro.

centrale elettrica

Crescono gli investimenti in ricerca

È evidente, però, che per continuare a stare sul mercato la maggior parte delle aziende, l’87%, svolge attività di ricerca internamente. Di queste, il 62% lo fa attraverso un’unità dedicata mentre il restante 38% in maniera meno strutturata. Anche il capitolo destinato agli investimenti in impianti, infrastrutture e reti ha segnato nel 2015 un aumento significativo rispetto all’anno precedente, passando da 4,1 a 4,6 miliardi di euro (+12,2%), pari a circa lo 0,3% del Pil e l’1,7% degli investimenti fissi lordi effettuati in Italia nell’ultimo anno.
In questo contesto positivo, sono diverse le multiutility italiane che stanno ottenendo risultati brillanti. Prima tra tutte il colosso nazionale Enel – il cui 23,50% del capitale sociale rimane di proprietà dello Stato italiano – che nonostante archivi il 2016 con una flessione dei ricavi (70,6 miliardi di euro, in diminuzione del 6,7% rispetto ai 75,7 miliardi di euro del 2015), registra un miglioramento del margine operativo lordo, che si attesta a 15,2 miliardi di euro (15,0 miliardi di euro nel 2015, +1,3%).

 

Da nord a Sud, ottimi risultati

La capitolina Acea, invece, ha presentato risultati preliminari in crescita per l’esercizio 2016, che chiude con un margine operativo lordo consolidato di 896 milioni di euro, in aumento del 22,4% rispetto al 2015. Nel corso del 2016, la società ha significativamente aumentato anche gli investimenti, a 530 milioni di euro (+23,6% rispetto al 2015), livello più elevato mai registrato.
Passando poi a Hera, azienda che opera in Emilia Romagna, nei primi nove mesi del 2016 ha realizzato ricavi per 3,1 miliardi di euro, in leggera contrazione rispetto ai risultati conseguiti lo scorso anno. In leggero aumento, però, il margine operativo lordo, che è salito da 640,2 milioni a 650,6 milioni di euro (+1,6%). In aumento per la multiutility con sede a Bologna anche l’utile netto, che arriva a quota 142,2 milioni di euro (+13,8%).
In questa panoramica non possiamo dimenticarci della lombarda A2a, che ha raggiunto un margine operativo lordo superiore a 1,22 miliardi di euro, in crescita di oltre il 16% rispetto all’esercizio precedente, (1,05 miliardi di euro). Quasi tutte le business unit hanno riportato risultati in crescita rispetto all’esercizio precedente e superiori alle aspettative del piano 2016-2019, spingendo l’utile a una cifra pari a circa 350 milioni di euro (76 milioni di euro nell’esercizio 2015), con investimenti in crescita del 22% per un totale di circa 420 milioni di euro.
E c’è anche chi si sta preparando al prossimo sbarco in Borsa: è il caso della Compagnia Valdostana delle Acque. Il Gruppo è sempre stato in utile nel periodo 2001-2015, per una cifra complessiva pari a 1,3 miliardi di euro lordi. Presenta, inoltre, un attivo ante imposte che nel 2015 ha raggiunto i 79 milioni di euro, un margine operativo lordo pari a 138 milioni di euro e un utile finale che si attesta sui 51 milioni di euro.

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