Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Lifestyle

Che lusso, il turismo!

The Van  12 Lug 2016 - 14:00

Il luxury travel è una nicchia di mercato che, a dispetto della crisi economica, continua a crescere sia per numero di turisti che per strutture esclusive. E guarda con sempre più interesse a sud



L’astrologo, un’analisi personalizzata dello stato di salute, il maggiordomo a disposizione 24 ore e persino il personal shopper per scoprire le eccellenze del made in Italy. Sono alcuni dei servizi che le strutture turistiche di lusso italiane mettono a disposizione dei loro clienti. Che, a quanto pare, sono sempre di più: secondo Federalberghi, l’associazione di categoria, l’affluenza nelle strutture extralusso ha registrato un incremento nel 2015 superiore al 10%. Un trend in crescita a livello mondiale, secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale del turismo dell’Onu (Unwto): alla fine del 2014 si sono contati nel mondo 432 milioni di turisti “paperoni” per una spesa complessiva di 755 milioni di euro, che nei prossimi cinque anni dovrebbe toccare quota 1 miliardo grazie a 465 milioni di viaggiatori di lusso.

Non solo Costa Smeralda

Le parole chiave di questa nicchia, che da sola rappresenta il 5% del fatturato totale del settore, sono quindi personalizzazione ed esclusività. A sostenerlo è Virtuoso, il network internazionale del turismo di lusso sulla base di un’indagine condotta nel 2015, secondo cui, stanchi dei pacchetti preconfezionati, i fruitori del luxury travel – che in Italia sono in larga parte arabi e russi – sarebbero alla ricerca di esperienze su misura, anche se questo si può tradurre in una spesa di 10mila euro per una notte in suite.

Le destinazioni più gettonate sono la Costa Smeralda, Capri, Portofino, Forte dei Marmi, ma anche il lago di Como e, a sorpresa, destinazioni urbane come Roma e Milano, recentemente tornata alla ribalta grazie al successo di Expo 2015 e che, già nel 2014, vantava oltre venti hotel a 5 stelle, per una capacità ricettiva di oltre 2.200 camere e circa 5mila posti letto.

Il lusso, quindi, è un’opportunità imperdibile tanto che il nostro Paese si sta attrezzando al meglio: è nato da poco un network, denominato Prima Classe Italia (aderente Federturismo-Confindustria) che riunisce operatori di svariate categorie, dagli chef stellati ai titolari di dimore di alto profilo fino a organizzatori di eventi esclusivi. Obiettivo per il 2016: ottenere una sorta di “bollino blu” del turismo di lusso, oltre a comunicare a livello internazionale – attraverso gli enti preposti come ambasciate e istituzioni – l’offerta del nostro Paese.

turismolusso_1

L’eccellenza del sud

Tra queste strutture potrebbero rientrare quelle attualmente allo studio in Calabria, in cui sono stati presentati tre progetti regionali che puntano su golf, dieta mediterranea e borghi storici. Il budget a disposizione per questo a dir poco ambizioso piano è di 1,3 miliardi di euro, in parte provenienti dagli oltre 2 miliardi stanziati dal Programma operativo regionale (Por) 2014-2022. Secondo i firmatari della proposta di legge, il golf rappresenta un importante asset per il rilancio della Regione ed è in grado di garantire un giro d’affari annuo di oltre 57 milioni di euro e, a quanto pare, sta facendo gola ad alcune tra le più grandi imprese del settore turistico come Walt Disney, il gruppo spagnolo Barcelò e Buena Vista Hospitalty Group, specializzato nei resort del golf.

turismolusso_2

Salento a 5 stelle

Spostandosi di qualche decina di chilometri più a est si arriva in Puglia, nel Salento, un’altra meta che sta entrando nella geografia del lusso. Attraverso la Billionaire Lifestyle, la holding di cui è a capo, il noto imprenditore piemontese Flavio Briatore ha deciso di investire da queste parti annunciando l’apertura del Twiga Beach Club Otranto, che dovrebbe aprire i battenti nell’estate 2017 con 50 gazebo, ristorante, bar e nightclub con vista mare. Il format è quello ormai ampiamente consolidato: “Servizi attenti all'esigenza degli ospiti, atmosfera suggestiva, accoglienza di altissimo livello verso la clientela che si rivolge al settore del lusso e alta cucina italiana e giapponese”, come annuncia la nota ufficiale. Oltre a riqualificare l’intera area, il progetto – secondo i suoi promotori – avrà un discreto impatto a livello occupazionale, visto che sono previste almeno 40 assunzioni dirette, privilegiando personale locale.

turismolusso_3