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Lifestyle

Vacanze green: l’Italia è una delle mete preferite

The Van  16 Giu 2016 - 11:39

Il turismo legato alla natura è in grande crescita nel nostro Paese: parchi naturali, agriturismo, sport e benessere sono le nuove parole d’ordine



Manca poco più di un mese all’inizio dell’estate e per molti italiani è già tempo di prenotare le vacanze. A conferma di un trend registratosi già l’anno scorso, la scelta ricadrà soprattutto sulle strutture ricettive che operano nel segno del green, ovvero dell’ecosostenibilità. Secondo il rapporto di Coldiretti, l’organizzazione che rappresenta gli imprenditori agricoli, il business del turismo legato alla natura sembra conoscere un momento di particolare fortuna, dovuto alla fase storica ed economica che il Paese sta vivendo, ma anche a una rinnovata sensibilità verso le questioni ambientali ed ecologiche: i dati relativi al 2015 parlano di un giro d’affari di 12 miliardi di euro e di 871 tra parchi e aree naturali presenti sul territorio nazionale, le cui strutture ricettive dal 2007 a oggi hanno visto un aumento delle presenze del 7% e del 21% degli incassi secondo quanto comunicato lo scorso anno da Vivilitalia, la società di Legambiente che si occupa di turismo ambientale.

Tra le mete preferite, il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco nazionale Gran Paradiso e il Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, secondo il 12° rapporto redatto dall’Osservatorio permanente sul Turismo Natura basato su dati Istat, Enit (agenzia nazionale del turismo) e Università dell’Aquila. E non dimentichiamo che in Romagna hanno ideato un distretto del benessere, chiamato Wellness valley, in cui la natura ha un ruolo da protagonista.

Turismo sportivo

Le vacanze green piacciono non solo perché sono considerate una piacevole evasione dai ritmi frenetici della quotidianità e dai contesti urbani fortemente industrializzati, ma anche perché sono in grado di offrire ai turisti esperienze a contatto con la natura – dall’escursionismo all’osservazione degli animali fino allo sport. Sempre secondo l’indagine condotta da Vivilitalia, il 47% dei turisti sceglie questo tipo di vacanza per effettuare attività sportive come la bicicletta (richiesta dal 29% di essi), il trekking (25%), l’escursionismo (24%). Un settore, quello del “turismo sportivo”, in netta crescita nel nostro Paese con 5 milioni di turisti che ogni anno effettuano 12 milioni di viaggi e trascorrono 75 milioni di notti fuori casa.

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Si va in agriturismo

Relativamente alle strutture ricettive, sempre secondo il rapporto Coldiretti, sono molto richiesti anche gli agriturismi, che a oggi in Italia sono 21.744 su un totale di 158.412 esercizi ricettivi (fonte: Istat, Istituto italiano di statistica), in aumento di quattro punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione a cura dell’Associazione. Il punto di forza degli agriturismi? Secondo lo studio, è l’aver saputo intercettare le mutate esigenze della clientela attrezzandosi nella maggior parte dei casi “con l’offerta di alloggio e di pasti completi, ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione di spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all'acquisto dei prodotti aziendali di campagna amica” e l’offerta di attività alternative, tra cui anche quelle sportive.

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Per tutte le tasche

Ma chi sono, quindi, questi amanti del turismo naturale? Molti laureati (38%) e diplomati (49%), giovani coppie e famiglie sotto i 60 anni, con una capacità di spesa media (48%) e alta (16%), che prediligono le gite in giornata (33%), il weekend (26%), il weekend lungo (32%) e le vacanze settimanali (13%), sempre secondo Coldiretti.

Secondo i dati Istat, l’Italia continua a essere tra le prime cinque destinazioni internazionali (+4,7% rispetto al 2014), con un incremento tendenziale sia sugli arrivi (+3,2%) che sulle permanenze (+1,9%). Oggi il turismo italiano vale 167,5 miliardi di euro (circa il 10,2% del PIL) e impiega 2.609.000 persone con un’incidenza dell’11,6% sull’intera occupazione nazionale. Numeri positivi che, pur uniti a quelli record sulle presenze nei luoghi di arte e di cultura nel 2015, non bastano a colmare il gap con altri Paesi come Francia o Spagna. Riuscirà il turismo naturalistico a colmare questo divario?

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