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Lifestyle

La tecnologia scende in campo

The Van  20 Dic 2016 - 14:27

Il mercato delle macchine agricole e dei trattori continua a vedere l’Italia ai primi posti nel mondo per innovazione. E anche se il settore è in calo per immatricolazioni, non mancano i presupposti per una ripresa



“Col trattore in tangenziale andiamo a comandare”, recitava una celebre hit della scorsa estate. E a Treviglio, in provincia di Bergamo, con i trattori “comandano” davvero. Qui ha sede la multinazionale Same (acronimo di Società accomandita motori endotermici), quinto produttore mondiale di trattori, macchine da raccolta, motori diesel e macchine agricole.

Fondata nel 1942, è un esempio virtuoso di azienda italiana capace di conquistarsi, anno dopo anno, una posizione di eccellenza a livello globale culminata nel 1995 con l’acquisizione della tedesca Deutz-Fahr. Oggi l’azienda fattura 1,4 miliardi di euro l’anno, occupa oltre 4mila dipendenti di cui 2.500 in Europa, un migliaio in Cina e gli altri divisi tra India, Turchia, Russia e America del Nord e tra le sue invenzioni vanta il cosiddetto “trattore intelligente”, che utilizza la tecnologia Gps per mappare il campo e arare il terreno con una precisione di due centimetri.

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Il trattore diventa intelligente

Ma tra le eccellenza italiane non c’è solo la Same. È targato Fiat/New Holland Agriculture, infatti, il trattore a guida autonoma che il gruppo italo-statunitense ha presentato al Farm Progress Show 2016, fiera di settore che si svolge a Boone, in Iowa (Stati Uniti). Tra i vari modelli presentati ce n'è addirittura uno completamente senza cabina, pensato per essere controllato da remoto tramite smartphone. E tra le aziende top del mondo c’è anche l’italianissima Landini (ora parte del gruppo Argo Spa), storico marchio emiliano di trattori noto per aver costruito, nel 1910, il primo motore a testa calda italiano, e il cui Rex 90 è al terzo posto tra i trattori più venduti in Italia secondo la classifica Best Sellers 2015. Prosegue così la tradizione italiana nella produzione di macchine agricole, un settore che negli anni ha visto impegnate le aziende del nostro Paese nel ruolo di apripista (ad esempio nella produzione di trattori cingolati, lanciati dalla Fiat nel 1932).

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Un brindisi con le bollicine

Se dal punto di vista della tecnologia il settore è in costante sviluppo, non si può dire lo stesso dal punto di vista delle vendite. In Italia, così come in tutta Europa, si avverte infatti un calo sensibile del numero di trattrici vendute. I dati delle immatricolazioni di trattori, mietitrebbie, motoagricole e rimorchi dei primi dieci mesi del 2016 presentati da FederUnacoma, la Federazione nazionale costruttori macchine per l’agricoltura, parlano chiaro: i trattori scendono dell’1,2% rispetto al 2015 con 15.283 immatricolazioni e una previsione di chiusura del 2016 sotto le 18.000 unità. In calo anche le mietitrebbie, con 329 immatricolazioni (-2%), mentre crescono motoagricole (+17,7%) e rimorchi (+1%).

Ma non ci sono solo cattive notizie. Veneto e Friuli Venezia Giulia, per esempio, stanno vivendo un momento positivo: nei primi nove mesi del 2016 le vendite di trattori sono cresciute del 20% rispetto al 2015, soprattutto grazie al “prodotto Prosecco”, trainante per tutto l’indotto agricolo del territorio. Inoltre gli ultimi Best Seller Award (gli “oscar” della meccanica agricola) hanno confermato una top ten dominata dai costruttori italiani, con New Holland, Landini, Same e Antonio Carraro in cima a tutte le posizioni. Una doppia vittoria per l’industria domestica, considerato anche che i modelli nei primi dieci posti sono stati costruiti in stabilimenti italiani.

D’altronde i presupposti per una ripresa del mercato delle macchine agricole ci sono tutti. Il disegno della Legge di bilancio 2017, per esempio, prevede l’abolizione dell’Irpef agricola e un insieme di sgravi fiscali e decontribuzioni, soprattutto per i giovani imprenditori. Non solo: il Piano Nazionale Industria 4.0, annunciato alla metà di settembre dal Ministro Carlo Calenda e volto a sostenere la digitalizzazione dei processi produttivi, avrà ricadute anche sull’agricoltura, contribuendo a diffondere i macchinari e i supporti per la cosiddetta agricoltura di precisione.

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