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Lifestyle

Lo sport fa bene… all’economia

The Van  06 Set 2017 - 14:26

Al via il campionato di calcio che, da solo, ha un indotto di 3,7 miliardi di euro. Ma vanno forte anche i motori, sia a due che a quattro ruote e, a sorpresa, la maratona



Il 20 agosto è iniziato il campionato di calcio di serie A. Per gli appassionati, un’autentica boccata d’ossigeno visto che l’estate ormai alle spalle non aveva in calendario appuntamenti come Europei, Mondiali o Olimpiadi. L’inizio della stagione calcistica, però, non giova solo ai tifosi, ma anche alle casse dell’erario. I principali eventi sportivi, infatti, sono un vero e proprio volano per l’economia italiana. Basta dare un occhio ai numeri.

Numeri che vanno di corsa

A dominare, ovviamente, è il calcio, che nel 2014/2015 ha generato un indotto di 3,7 miliardi di euro. A seguire i motori, altra grande passione degli italiani, con i 62 milioni generati dal gran premio di Moto GP di Misano e i 60 di quello del Mugello, oltre ai 110 milioni di euro mossi dal gran premio di Formula Uno di Monza, secondo una ricerca dell’Ufficio studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza. In questi casi, si tratta in gran parte di ricavi legati all’accoglienza turistica, ai quali si aggiungono gli introiti provenienti da attività come comunicazione, spedizioni, allestimento impianti oltre all’aumento del giro d’affari delle imprese che operano nei settori più vari, dalle costruzioni ai servizi.

Ultimamente, poi, c’è un nuovo fenomeno sportivo in continua crescita: la maratona. Particolarmente suggestiva quella di Roma, che negli anni ha saputo attirare atleti (oltre 16mila quelli ai nastri lo scorso aprile) e appassionati da tutto il mondo fino a generare, nel 2016, un indotto per l’economia locale stimato tra i 30 e i 35 milioni di euro, secondo uno studio riportato dal sito sporteconomy.it.

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Un calcio che vale miliardi

Nonostante tutto, però, il re degli sport è sempre lui: sua maestà il calcio. Ma quanto vale, esattamente, il pallone? Uno studio della Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio) e della società di revisione Deloitte dà una risposta a questa domanda. L’analisi si è soffermata sul campionato 2014/2015 e ha svelato numeri di tutto rispetto. La maggior parte dei ricavi è prodotta dai campionati professionistici, che realizzano in totale un fatturato di 3,7 miliardi di euro e danno lavoro a circa 40mila persone. Anche i campionati dilettantistici, tuttavia, hanno un indotto di tutto rispetto, che si avvicina al miliardo di euro, per la precisione 913 milioni.

Una volta a conoscenza dei numeri, è interessante sapere da dove provengono queste cifre. Dallo studio, risulta che sono i diritti tv a generare buona parte dei proventi (1,1 miliardi di euro). Seguono, nella classifica, sponsorizzazioni e attività commerciali (per circa un miliardo). Mentre, staccati di molto, ci sono i guadagni ai botteghini che sfiorano i 300 milioni.

A queste cifre vanno aggiunte altre forme di ricavi, come i contributi di solidarietà pubblici (siamo intorno agli 85 milioni), le iscrizioni alle scuole calcio (96 milioni) e le erogazioni di proprietari e fondatori (80 milioni).

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L’importanza dei grandi eventi

Ad arricchire questi numeri, poi, ci pensano i grandi eventi. La finale di Champions League del 2016 disputatasi a Milano, per esempio, ha generato un indotto stimato in circa 25 milioni. Una cifra raggiunta grazie agli 80mila tifosi che, nel capoluogo lombardo, hanno speso 4,5 milioni di euro per la ristorazione, 12,7 milioni per l’alloggio e 2,2 milioni per i trasporti, secondo un’indagine condotta dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza.

La stessa ricerca ha messo a confronto questi numeri con quelli registrati nella stagione 2009-2010, che ha visto l’Inter trionfare e il Milan fermarsi agli ottavi di finale. In quella circostanza, l’indotto per il capoluogo lombardo ha superato gli 80 milioni di euro. Numeri che, vista la campagna acquisti faraonica del Milan e il rafforzamento dell’Inter, potrebbero tornare presto.

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