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Lifestyle

La via della seta parte da Como

A cura di The Van  04 Mag 2016 - 09:19

Il comparto serico in Italia ha chiuso il 2014 con un fatturato di 1,4 miliardi di euro, crescendo del 3,7% rispetto all’anno precedente.



Che cosa accomuna la stilista madrilena Agatha Ruiz de la Prada, la first lady statunitense Michelle Obama e la duchessa di Cambridge Kate Middleton? Tutte e tre hanno un debole per la seta di Como. E il motivo è semplice: la lavorazione di questo pregiato tessuto, mestiere d'arte che nobilita il territorio lariano dal 1400, tocca qui livelli di qualità e creatività che non hanno eguali al mondo.

Ripresa dopo anni difficili

Se infatti il comparto serico è una delle eccellenze dell'industria tessile italiana  – nel ranking mondiale dei paesi che producono tessuti in seta, l'Italia, con un fatturato nel 2014 di 1,4 miliardi di euro, è seconda soltanto alla Cina (dati Sistema Moda Italia) – il territorio che senza rivali traina il settore è quello della provincia di Como: qui il distretto serico produce da solo circa il 95% della seta italiana e ancora oggi impiega circa 13mila addetti, nonostante la drastica riduzione che ha investito l’industria tessile del territorio dagli anni ‘80 a oggi, facendo registrare una perdita di 15mila posti di lavoro.
Il 2014 è stato un anno particolarmente positivo per il settore: secondo i dati diffusi da Unindustria Como, l’associazione industriale della zona, si è chiuso con un incremento del fatturato in termini di valore del 3,7% ed è stato accompagnato da un +5% degli ordini. L'aumento dei ricavi registrato sul mercato italiano si è attestato al +5,2%, una percentuale quasi doppia rispetto a quanto riscontrato sul fronte estero (+2,7%). A far segnare i numeri più positivi sono stati i tessuti serici per l'abbigliamento in crescita del 7,4% a valore, sia in Italia (+9,4%) sia fuori dai confini nazionali (+5,8%).
L’export della tessitura serica, che vale poco meno del 54% del fatturato, è cresciuto comunque del 3% per un totale di 769 milioni di euro, arrivando quasi a raggiungere i livelli pre-crisi.

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Un accordo per ripartire

Il 2015, invece, ha registrato qualche segnale di difficoltà, dovuto principalmente al calo delle esportazioni, ma gli operatori del settore guardano comunque con fiducia al futuro. Anche perché il tessuto di piccole, medie e grandi aziende – di antica tradizione, ma anche attente all'innovazione e al costante miglioramento dei processi produttivi – costituisce una rete forte e autorevole. Tanto autorevole che il recente e storico accordo tra l’Associazione dei produttori europei dei tessuti di seta (Aiuffass) e la China Silk Association, per promuovere un moderno metodo di controllo della qualità della seta, è stato siglato lo scorso 26 febbraio proprio a Como, nella sede del Centro Tessile Serico.

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Testimonial vip

In ogni caso, il successo della seta italiana nel mondo è testimoniato anche dal gusto in fatto di moda di una folta schiera di vip. Michelle Obama, moglie del presidente americano, la indossa spesso nelle occasioni ufficiali: l'abito con cui ha inaugurato l'inizio del secondo mandato del marito, quattro anni fa, era un Michael Kors in seta damascata della Clerici Tessuto, ma sono state davvero tante, negli otto anni di presidenza Obama, le uscite della first lady in seta “made in Lario”. Angelina Jolie, invece, il giorno del suo matrimonio con Brad Pitt, nel settembre 2014, ha indossato un abito disegnato da Donatella Versace, in raso doppio di seta bianca di Taroni. E gli stilisti? Vivienne Westwood lavora volentieri con le sete di Mantero, mentre Stella McCartney predilige Gironi.

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Usa mercato principale

Con partner e testimonial di questo calibro, il futuro appare un po’ più roseo per la seta comasca, quindi, nonostante le titubanze dell’anno appena trascorso e la recente crisi dell’export. A questo proposito, il mercato russo, in contrazione, non è più la piazza migliore ma, di contro, gli Stati Uniti appaiono un punto di riferimento: secondo il Centro Studi Prometeia, azienda specializzata in previsioni macroeconomiche, anche nel 2016 saranno il principale traino per le esportazioni italiane.

 

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