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Lifestyle

L’Italia torna a scuola

The Van  12 Set 2017 - 14:15

Dai pennarelli alle matite colorate, dai quaderni agli zaini, il corredo scolastico è made in Italy: aziende di grande esperienza che rispondono bene alla concorrenza del digitale crescendo anche oltreconfine



Come da tradizione settembre è il mese del cosiddetto “back to school”. La campanella ritorna a suonare e gli studenti si preparano così ad affrontare un nuovo anno scolastico. Neanche il tempo di rimettere sdraio e ombrellone in soffitta che nelle cartolerie e supermercati di Italia si scatena la “guerra” a colpi di offerte su penne, matite, diari, quaderni. Molti dei quali sono “made in Italy”.

Tutti in F.I.L.A.

Tra i marchi più noti c’è sicuramente F.I.L.A., acronimo di Fabbrica italiana lapis e affini, azienda attiva da quasi un secolo e nota soprattutto per il Tratto Pen, la famosa penna-pennarello, ma che riunisce sotto il suo capello anche altri brand conosciuti come Didò, Pongo e Giotto, oltre ai marchi forse meno noti al grande pubblico come Canson, Maimeri e Lyra.

Nonostante la concorrenza sempre più agguerrita del digitale, F.I.L.A. gode di ottima salute: basti pensare che ha chiuso il 2016 un fatturato di 422 milioni di euro e da novembre 2015, in seguito alla fusione con la società di investimenti Space Holding, è quotata sul segmento STAR di Borsa Italiana. Nel primo trimestre del 2017 l’azienda ha confermato il trend positivo, ottenendo ricavi pari a 117,6 milioni di euro, in crescita del +42% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Parte del merito è delle ottime performance registrate nel Centro-Sud America, in particolare Messico, Cile e Argentina dove la crescita è stata del +25,3%, e nell’area asiatica guidata dall’India con il +28%. Per consolidare la propria quota e incrementare la presenza sui mercati esteri, F.I.L.A. ha messo a segno importanti acquisizioni che ne hanno rafforzato la capacità distributiva all’estero. In Italia, invece, tra le varie iniziative si ricordano quelle legate al mondo dell’arte di cui l’azienda si fa da sempre portavoce. Oltre alle partnership di lunga data con la Biennale di Venezia, il MUS.E, il Teatro alla Scala e la Triennale di Milano solo per citare i principali, F.I.L.A. ha di recente collaborato con MUDEC il Museo delle Culture di Milano dove, in occasione dell’esposizione “Klimt Experience”, ha allestito un pannello di 6x3 metri per stimolare la creatività dei visitatori.

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Pigna, un’esperienza lunga 5 secoli

Il corredo scolastico degli studenti, però, non è completo se mancano i quaderni per scrivere. Su questo l’Italia vanta una grande esperienza con Cartiere Pigna, un’azienda storica che, sin dalle sue antiche origini risalenti addirittura al 1600, ha saputo tessere la sua storia con il tessuto sociale e produttivo bergamasco. Nonostante le sue origini fortemente legate al territorio, Cartiere Pigna è riuscita negli anni a espandere la sua presenza sia sul territorio nazionale che internazionale, anche grazie all’apertura di numerose filiali estere, diventando leader in Europa del settore cartotecnico con un fatturato record di 37 milioni di euro.

Il catalogo prodotti di Cartiere Pigna comprende agende, diari, quaderni, blocchi da disegno e per appunti, organizzati in diverse linee prodotto, ciascuna delle quali dedicate a un preciso target di utilizzatori: ci sono per esempio prodotti pensati per gli amanti degli animali, della natura e della fotografia, senza poi dimenticare i grandi classici come Monocromo, il precursore del trend monocolore che con i suoi 25 anni di storia continua a dominare lo scenario nel settore cartotecnico.

Una storia fatta di tanti successi, ma anche di qualche difficoltà dovuta a un periodo non propriamente favorevole per il settore, chiamato mai come ora ad affrontare nuove sfide. Per questo recentemente è stato definito un nuovo assetto societario che vede come azionista di maggioranza, con il 51% delle quote, IDeA Corporate Credit Recovery I (“IdeA CCR I”), primo fondo di DIP (Debtor-in- Possession) Financing italiano gestito da IdeA Capital Funds SGR (società del Gruppo DeA Capital).

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Seven e Invicta: nome inglese, sangue italiano

Penne, pennarelli, quaderni.  E gli zaini? Anche in questo caso, i principali player del mercato sono italiani. Due nomi su tutti Seven e Invicta. Nonostante il nome, Seven è un’azienda italianissima fondata nel 1973 dai fratelli Di Stasio, sette appunto (di cui cinque i proprietari), che decidono di lanciarsi nella produzione delle borse sportive e successivamente, a partire dal 1981 anche degli zaini. Dopo un inizio a rilento, Seven è oggi un colosso da circa 80 milioni di ricavi, protagonista di grandi cambiamenti e sviluppi - non solo all’interno dei confini nazionali, culminati nel 2006 con l’acquisizione del competitor Invicta. E a proposito di internazionalizzazione, la moda si sa non conosce barriere e qualche mese fa Invicta è partita alla volta degli USA, dove, in occasione della Settimana della Moda di New York, ha presentato una linea di abbigliamento in cui Jolly, il suo zaino “cult” che ha da poco festeggiato i 110 anni di vita, è protagonista come accessorio fashion.

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