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Lifestyle

Piccoli costruttori crescono

The Van  01 Dic 2016 - 14:10

Il mercato della nautica è in crescita a doppia cifra, in un paese (il nostro) che è già secondo produttore al mondo, con un orientamento all’export solido e in costante espansione



Una piccola ripresa dopo anni difficili. In estrema sintesi, è questa la situazione del mercato della nautica in Italia. Ci sono alcune nicchie di eccellenza, però, che hanno consentito al settore di restare a galla, riqualificarsi e generare utili e occupazione anche nel mezzo di una delle crisi più impattanti degli ultimi anni. Non dimentichiamo che l’Italia, dopo gli Stati Uniti, è il secondo produttore mondiale di nuove imbarcazioni da diporto.

Un settore in ripresa

All’ultimo salone nautico di Genova, nel mese di settembre, sono stati presentati i dati sulla situazione dell’industria nautica in Italia. La ripresa anno su anno, a fine 2015 si è attestata su un ottimo +17% a livello globale e +21% in Italia, con un fatturato complessivo a livello nazionale di 950 milioni di euro (di cui il 65% generato dalle vendite sui mercati esteri). Confermano il buonumore degli operatori nel settore i dati molto positivi relativi ai contratti di leasing nautico stipulati nel 2015, i contratti di ormeggio stanziali e in transito nei porti italiani (in crescita rispettivamente del 5,2% e del 4,9%), e le commesse sempre in aumento di superyacht. L’order book 2016 di questi ultimi, cartina tornasole della buona salute del settore, è stato stimato da una ricerca di Deloitte a poco meno di 300 unità con un valore complessivo di 8,7 miliardi di euro. In questo scenario, l’Italia ha preso una quota a volume pari al 39% (in termini di valore il 25%).
Insomma, il nostro Paese resta protagonista anche se la vendita ai cinesi di Shig-Weichai, nel 2012, del “gigante” della nautica Ferretti ha lasciato il settore della cantieristica in mano a medio-piccole aziende, che hanno saputo affermarsi grazie all’offerta di produzioni personalizzate e un servizio in fase di progettazione e post-vendita senza uguali.

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Sartorie nautiche

Si tratta di piccole, ma efficientissime aziende, che come dei sarti esperti “cuciono” addosso ai loro clienti barche e yacht di pregio facendo leva sul concetto di unicità e su un servizio personalizzato.
Rio Yachts è una di queste “sartorie”. Una piccola realtà, nata nel 1961, con base amministrativa in provincia di Bergamo, uno stabilimento che si occupa di sviluppare prototipi in provincia di Parma e uno show-room a Napoli. Si tratta di una family company con un fatturato annuo sotto i 10 milioni di euro, dall’approccio artigianale: ogni singolo pezzo esce dal cantiere con una propria unicità, offrendo un elevato grado di personalizzazione. In questi anni difficili Rio Yachts ha continuato a innovare e  presentare nuovi prodotti: ha allargato il proprio mercato di riferimento, ampliando in particolare la quota di Stati Uniti e Golfo, che rappresentano ora il 50% del fatturato, sospinto al rialzo proprio da questa componente estera. L’azienda è da più di 30 anni leader nel segmento di mercato delle “barche da lavoro”, e fornisce imbarcazioni tecnicamente avanzate a svariati enti e istituzioni (Polizia, Aeronautica, Guardia Costiera). Fiore all’occhiello di questa produzione, le 200 motovedette fornite all’Arma di Carabinieri.

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Piccole azienda, grandi risultati

La continua innovazione, la ricerca tecnologica, il design accurato e l’ingegneria navale di alto livello sono stati la chiave del successo anche di altre aziende virtuose. Cantiere delle Marche, leader mondiale nel mercato degli yacht dislocanti in acciaio e alluminio, è stato fondato nel 2010 ad Ancona. In pochi anni si è affermato nella nautica internazionale, conquistando in soli sei anni di attività la leadership del suo mercato di riferimento, che va dagli 86 ai 112 piedi, realizzando circa il 30% dell'intera produzione e il 55% degli yacht in acciaio e alluminio. Il valore della produzione di Cantiere delle Marche è aumentato in media del 46% ogni anno a partire dal 2010, raggiungendo i 24 milioni di euro nel 2016. A oggi, gli ordini superano i 50 milioni di euro.

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