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Lifestyle

Aziende da medaglia d’oro

The Van  02 Ago 2016 - 14:00

In attesa di conoscere le performance dei nostri atleti alle Olimpiadi di Rio, c’è un’Italia che ha già vinto: quella delle aziende fornitrici di materiali e attrezzature per le competizioni



Manca poco all’evento sportivo più importante del mondo. Per due settimane, infatti, i riflettori si accenderanno su Rio de Janeiro, che dal 5 al 21 agosto ospiterà i XXI Giochi Olimpici.

In attesa di conoscere le performance dei nostri atleti possiamo dire che il nostro Paese ha già vinto una medaglia d’oro: quella dell’innovazione e della qualità. Il merito è di alcune aziende – vere e proprie eccellenze non solo italiane, ma mondiali – i cui prodotti fanno bella mostra di sé a Rio: piste di atletica, piscine, seggiolini per gli stadi, attrezzature per palestre. Dietro a questi prodotti ci storie straordinarie, persone partite dalla provincia che, grazie alle loro idee, hanno letteralmente conquistato il mondo.

Mondo, da Alba a Usain Bolt

Uno dei pionieri, in questo senso, è Edmondo Stroppiana, detto “Mundu”, che nel 1948 apre una bottega per riparare gomme bucate a Gallo d’Alba, in provincia di Cuneo. Nel frattempo, però, si specializza anche nella costruzione di un pallone, che sarebbe diventato il Super Santos, marchio celeberrimo tra i ragazzini, cui seguirà un altro nome famoso, il Super Tele.

Edmondo Stroppiana introduce nell’azienda – che sarà chiamata Mondo, dal soprannome del suo fondatore – i suoi due figli e trasforma una piccola bottega in una vera e propria industria che diversifica la produzione fino a occuparsi di pavimentazioni in gomma studiate per la ginnastica; nel 1958 viene realizzato il primo impianto per una palestra di Alba.

Ma la svolta arriva nel 1976, quando l’azienda si aggiudica un appalto per le piste d’atletica delle Olimpiadi di Montreal. Da quel giorno l’azienda non manca un appuntamento con i Giochi olimpici e le sue piste sono state solcate negli anni da atleti come Pietro Mennea, Carl Lewis e, più recentemente, Usain Bolt, che ci riproverà anche a Rio.

Oggi l’ex bottega di Gallo d’Alba è un gruppo internazionale che, nonostante la crisi con cui ha dovuto fare i conti negli ultimi anni, può vantare un fatturato di 230 milioni di euro e un migliaio di dipendenti, con stabilimenti produttivi in Italia, Spagna, Lussemburgo e Cina e succursali in Europa, Nord America e Asia.

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Technogym, l’idea nata in un garage

Un po’ più recente è la storia di Nerio Alessandri. Genitori operai, si appassiona fin da piccolo alla meccanica. Dopo il diploma in disegno industriale, inizia a lavorare come designer, ma ha l’hobby della ginnastica: negli anni Ottanta, però, nelle palestre si trovavano due o tre attrezzi al massimo. Così, nel garage di casa, a Cesena, inizia a progettare attrezzi da allenamento e macchine con pesi.

Nasce così la Technogym, che oggi è un colosso con 2.200 dipendenti e un fatturato che nel 2015 ha superato i 500 milioni di euro, per il 90% proveniente dall’estero: quotata in Borsa dal maggio di quest’anno, il suo marchio è presente nelle palestre di 100 Paesi, con 35 milioni di persone che si allenano quotidianamente con le sue macchine. Tra queste, ci sono anche gli atleti più famosi del mondo: Technogym è approdata alle Olimpiadi nel 2000, a Sidney, e la tradizione continua fino a oggi; a Rio fornirà le attrezzature delle palestre, che vanteranno soluzioni hi-tech grazie a una tecnologia cloud che permetterà agli atleti di monitorare costantemente le loro performance.

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Da Mantova le piscine hi-tech

Se l’atletica è la grande protagonista dei giochi olimpici, il nuoto non è da meno. In attesa di sapere il piazzamento di Federica Pellegrini e Gregorio Paltrinieri, i nostri nuotatori di punta, possiamo dire di essere i migliori al mondo in vasca. Nel vero senso della parola: le 18 vasche degli impianti natatori delle Olimpiadi di Rio (contratto dal valore di 10 milioni di euro) sono ideate e realizzate da Piscine Castiglione, azienda che vanta 300 dipendenti e 78 milioni di euro di fatturato (dati Il Sole 24 Ore) e ha il suo quartier generale a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova.

La storia inizia nel 1961 con Giorgio Colletto, che parte da solo con un paio di dipendenti per progettare piscine residenziali: negli anni l’ambizione lo sposta poi verso la produzione di grossi impianti e oggi il figlio Roberto è al timone di un’azienda che partecipa alla sua quarta Olimpiade.

La chiave del successo? La capacità di innovare, con il 3% del fatturato investito in ricerca per creare tecnologie come Myrtha, fiore all’occhiello dell’azienda, un sistema che utilizza pannelli in acciaio Inox sul quale viene laminato uno strato di pvc che garantisce maggiore precisione e velocità nell’installazione.

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Rio si tinge di azzurro

Ma non è tutto. I seggiolini di 8 dei 12 stadi utilizzati dalla manifestazione sono realizzati da Radici, gruppo bergamasco da 1 miliardo di euro di fatturato, leader europeo nella produzione di nylon, materie plastiche e fibre sintetiche. Da Collecchio, in provincia di Parma, Spencer Italia fornisce invece prodotti medicali di alta gamma, come ad esempio le barelle e i fermacapo, presenti negli impianti sportivi, mentre Edra, azienda di Perignano (Pisa), leader nel settore dell’alto design, allestirà la sede del Coni, Casa Italia, dove faranno passerella altre eccellenze italiane, dall’arte alla gastronomia, oltre ad atleti e rappresentanti del mondo sportivo.

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