Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Lifestyle

Un business che ci vede bene

The Van  26 Apr 2018 - 14:26

Il settore dell’occhialeria italiana si conferma il primo al mondo, soprattutto grazie all’export.



Con una bilancia commerciale largamente in attivo (2.484 milioni di euro il saldo export-import), l’Italia conferma anche nel 2017 il suo primato nel settore dell’occhialeria mondiale. Un successo conquistato in larga parte grazie all’export, cui è destinato il 90% della produzione, per 3,7 miliardi di euro totali, con una crescita del +3,2% (2017), secondo gli ultimi dati Anfao (Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici). I più “affezionati” all’occhiale made in Italy? Europei e americani, che assorbono rispettivamente il 50% e il 31,5% dell'export del settore.

occhiali1

Luxottica e Safilo, i due colossi

Pensando alle aziende che costellano il comparto, il nome più importante è senz’altro quello di Luxottica, prima realtà italiana nel campo della moda per fatturato e dal 2000 quotata sul listino di Borsa Italiana, che vanta oltre 9 miliardi di euro di ricavi grazie al lavoro di 80mila dipendenti nel mondo. Tra le operazioni più recenti, non si può dimenticare l’acquisizione della catena di negozi Salmoiraghi & Viganò e l’integrazione con la francese Essilor, leader mondiale nella produzione di lenti oftalmiche: questa fusione ha portato il fatturato aggregato del colosso a quota 15 miliardi dieuro.

Altro grande player del settore è Safilo, anch’essa quotata in Borsa Italiana, secondo produttore mondiale dopo Luxottica, con 1 miliardo di fatturato e 7mila dipendenti. Tra i suoi brand troviamo marchi atelier (Elie Saab e Oxydo), fashion luxury (Dior, Celine, Fendi), contemporary fashion e lifestyle (Tommy Hilfiger, Pierre Cardin, ma anche Carrera e Smith), e mass/cool (Havaianas e Swatch e il già citato Polaroid). Legata alle sue origini venete e a una vision “artigianale” del prodotto, annovera tra le sue idee più recenti la “Scuola di prodotto Safilo”, un sistema di apprendistato che unisce training on-the-job, lezioni in aula e coaching individuale. Lo scopo è quello di formare la figura, sempre più rara, di “maestro occhialaio”, celebrandone la manualità.

occhiali2

Lozza, il più antico brand italiano

Una curiosità: i più importanti stabilimenti dei principali produttori italiani – Luxottica e Safilo in testa – sono nel bellunese. Non è un caso, quindi, che proprio da queste parti, a Longarone, nel 1878 sia nato Lozza, il più antico marchio d’occhiali italiano. Parte del gruppo veneto De Rigo dal 1983, Lozza ha da poco festeggiato i 140 anni: per l’occasione è nata una limited edition di Titanium, modello iconico nato negli anni 40 e Oscar della moda nei ‘60.

E sempre in zona c’è la sede di Marcolin Group, 440 milioni di fatturato e circa 1.700 dipendenti. Concentrato esclusivamente su creazione e produzione di occhiali, non possiede catene di ottici, né in Italia né all’estero. Tra i marchi con cui collabora, oltre alla case history di successo di Tom Ford Eyewear, ci sono Diesel, Guess e Swarovski e da poco è stata siglata una partnership con il colosso francese del lusso Lvmh, che ha in portafoglio brand come Bulgari e Fendi.

occhiali3

Giorgio Fedon, portaocchiali di qualità

Ma non esiste solo il distretto bellunese. Oltre ai nomi storici appena citati, ci sono aziende che si stanno ritagliando sempre più spazio anche fuori dai confini veneti: ad esempio Nau!, realtà nata nel 2004 a Castiglione Olona, in provincia di Varese, che fa parte del programma ELITE di Borsa Italiana: 35 milioni di fatturato nel 2017 (+16% rispetto all’anno precedente) e 22 nuovi store, di cui 18 in Italia.

E gli occhiali, non dimentichiamolo, acquistano più valore se portati con un portaocchiali all’altezza: a questo pensa Giorgio Fedon, azienda quotata su AIM Italia, leader a livello internazionale nel settore della produzione e della commercializzazione di portaocchiali e accessori per il settore ottico e attiva nei settori della pelletteria e degli articoli per l’ufficio (circa 70 milioni di fatturato annuo e sede, guarda caso, in provincia di Belluno).


 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.