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Lifestyle

Una mobilità sempre più condivisa

The Van  02 Set 2016 - 14:30

Il car sharing è un fenomeno sempre più in crescita nelle città italiane: sono circa 6mila le auto circolanti e 500mila gli iscritti. E anche grandi aziende come Eni sono scese in strada



Avere un’auto di proprietà? Nelle grandi città è un’abitudine sempre meno frequente, perché sta prendendo piede un concetto semplice e alternativo: avere a disposizione ciò che serve solo quando serve. A una prima lettura sembra una frase di non facile comprensione, ma in realtà non è così: basti pensare alla mobilità condivisa (o sharing mobility), ad esempio, un business con numeri sempre più interessanti anche in Italia.

Di che cosa si tratta esattamente? In pratica, è un servizio che permette di utilizzare un'automobile (ma anche uno scooter o una bicicletta) pagando in base all’utilizzo che se ne fa e in base alla distanza percorsa o al tempo di utilizzo.

La sharing mobility è un fenomeno talmente in crescita che riscuote sempre più interesse sia nel pubblico che nel privato, tanto che il Ministero dell’Ambiente e la Fondazione per lo sviluppo sostenibile hanno promosso la nascita di un Osservatorio nazionale sulla sharing mobility, che produrrà nel 2016 il primo Rapporto nazionale su questo tema.

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Numeri in crescita costante

Secondo i dati raccolti finora dall’Osservatorio, nel nostro Paese ci sono circa 6mila auto in car sharing (erano 700 nel 2011) con circa 500mila utenti nei primi mesi del 2015 e più di 4mila posti disponibili in park sharing, la possibilità di condividere il posto auto. A Milano si concentra il 40% dell’offerta di servizio car sharing nazionale, con cinque operatori (Car2go, Enjoy, Share’ngo, Guidami, E-vai), 2.300 auto e 340mila iscritti. In media si registrano 8mila noleggi al giorno, con picchi che superano i 13mila. Ciascuna corsa percorre mediamente 6 chilometri e ogni noleggio, in media, ha una durata di 19 minuti e 24 secondi. In questa particolare classifica, dietro al capoluogo lombardo si attestano Roma (1.324 veicoli), Torino (972) e Firenze (415).

Michele Minoja ingegnere dei trasporti e socio del Centro Studi Traffico di Milano, che da oltre 25 anni si occupa di pianificazione del traffico, della mobilità e dei trasporti pubblici, ha svolto un’indagine sul traffico di auto per il trasporto di persone circolante nel capoluogo lombardo riscontrando che il car sharing “pesa” per l’1,0% mentre i taxi sono il 6,9% del totale. La percentuale di taxi e delle vetture del car sharing si impenna all’interno di Area C – la zona a traffico limitato di Milano – salendo rispettivamente all’11,8% e al 2,8% (ogni 36 auto circolanti in Area C, 4 sono taxi e 1 è una vettura dei servizi di car sharing).

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Tassi di crescita a doppia cifra

Insomma, la condivisione funziona. La società tedesca di consulenza strategica Roland Berger ha condotto uno studio sulla sharing economy, l’economia della condivisione, riscontrando come, in termini di fatturato, il settore della mobilità è uno di quelli con la crescita più rapida. Il segmento car sharing, per esempio, si sta espandendo a tassi annuali che sfiorano il 30% e, oltre alle start-up, sempre più gruppi automobilistici e di trasporto si stanno inserendo in questo mercato. Il modello di business si articola su più livelli, dalla gestione della flotta, al noleggio, agli affitti, oltre ad aree di specializzazione sempre più in espansione come la consegna del veicolo e la manutenzione.

Per questo settore lo studio stima entrate per il 2020 fra i 3,7 e i 5,6 miliardi di euro.

E l’Italia? Da noi gli attori principali del settore sono Enjoy e Car2go. La prima è il servizio vehicle sharing di Eni, nato nel dicembre 2013 prima a Milano e poi a Roma, Firenze e Torino. A oggi conta 500mila iscritti (250mila solo a Milano), 8 milioni di noleggi e un parco di 2.700 veicoli, il più grande d’Italia. A seguire Car2go, che fa segnare 200mila iscritti totali in Italia, 80mila a Milano (anche se nell’ultimo anno è drasticamente calato il numero di vetture nelle periferie a causa di un aumento delle tariffe) e Roma e 20mila a Torino e Firenze.

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