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Lifestyle

Crescita meccanica

The Van  13 Ott 2016 - 14:40

È la locomotiva del sistema produttivo italiano che, dopo qualche anno di crisi, torna a correre. È il settore metalmeccanico, che ha fatto dell’Italia il secondo paese industriale d’Europa



Esporta più di moda e design. Dà lavoro a oltre 1 milione e 700mila persone. In pratica, è alla base del

sistema produttivo italiano, anche se in pochi, forse, lo sanno. È la meccanica, che ha contribuito a fare dell’Italia il secondo paese industriale d’Europa. Un settore che, come tanti altri, ha sofferto la crisi degli ultimi anni, ma che ora sembra in ripresa.

La produzione non si ferma

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Ufficio Studi Anima (l’associazione confindustriale che raggruppa le aziende della meccanica varia e affine) nel 2015 il settore ha prodotto tecnologie e componentistica per un totale di 44 miliardi di euro, valore in aumento del +1,3% rispetto all’anno precedente. Le previsioni per il 2016 parlano di un +0,7% per la produzione, che toccherà i 44,3 miliardi di euro. Direttamente proporzionale alla produzione, il dato delle esportazioni è in crescita continua: nel 2015 si sale a 25,7 miliardi di euro con un +1,3% sul 2014 e, secondo le stime 2016, la cifra è destinata ad aumentare a +1,4% fino a raggiungere i 26,1 miliardi di euro con una quota export/fatturato del 59%. L’occupazione rimane stabile mentre il valore degli investimenti rafforza il trend positivo: nel 2015 si registra un +1,2% rispetto al 2014 e nel 2016 è previsto un ulteriore +1%.

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Dalla caldareria ai rubinetti: un’industria variegata

Guardando i dati più nel dettaglio, si scopre che la crescita coinvolge pressoché tutti i settori che compongono il variegato universo della meccanica italiana. A cominciare dall’industria delle pompe, che secondo i dati Anima ha concluso l’anno 2015 con una crescita del valore della produzione del +2,1% e prevede per il 2016 un ulteriore aumento (+2,5%). Anche per la caldareria – i costruttori di caldaie – il 2015 è stato un anno positivo, con la produzione in crescita del + 2,7% e una previsione di lieve aumento anche per il 2016 (+0,4%). Clima ottimistico anche per la finitura, settore che raggruppa, tra gli altri, i produttori di impianti di verniciatura e lavaggio: la produzione è cresciuta del 4,8% rispetto al 2014 e rimarrà stabile durante il 2016. Per quanto riguarda gli impianti e gli apparecchi per il sollevamento e trasporto si parla di una crescita del +3,1%, con l’export che segna +4,1%. Discorso più complesso per il comparto “Saldatura, taglio e tecniche affini”, che raggruppa al suo interno prodotti anche molto diversi tra di loro che seguono differenti logiche di mercato. Stabili invece i forni industriali, con un valore della produzione su livelli simili a quelli del 2014 (+0,2%). Altro settore votato all’export è quello di valvole e rubinetti, che  ha concluso l’anno 2015 con un (+3,5%).

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Aziende vincenti

Insomma, la meccanica è un settore molto vasto che, a sua volta, racchiude tanti altri settori. Di conseguenza sono tantissime anche le aziende, molte delle quali rappresentano vere e proprie eccellenze. Non si può dimenticare Brembo, azienda specializzata nella produzione di sistemi frenanti: l’azienda bergamasca, che vanta oltre 6.700 dipendenti, ha chiuso il primo semestre con un giro d’affari di 1,15 miliardi di euro (88% dovuto all’export), in aumento del 10,4% rispetto agli 1,04 miliardi realizzati nello stesso periodo dello scorso anno. L’ultimo semestre è stato chiuso con un utile netto di 127,1 milioni di euro, il 42,8% in più rispetto agli 89 milioni contabilizzati nei primi sei mesi del 2015. Ma c’è anche Ariston Thermo Group, azienda di Fabriano specializzata nel comfort termico, realtà votata all’export, come dimostra la recente l’acquisizione della canadese Nti (New York Thermal Inc). La via dell’internazionalizzazione, d’altronde, si è rivelata un successo: con un fatturato che nel 2015 ha toccato 1,43 miliardi di euro e utili per 80 milioni, solo l’11% dei ricavi dipende dall’Italia. Infine, un altro esempio vincente è quello di Cimberio, produttore di valvole e componentistica in ottone. Azienda a conduzione familiare, ha da poco avviato l’innovativo progetto di efficientamento energetico SmartCim, che consente di ottenere risparmi energetici riutilizzando gran parte delle infrastrutture esistenti e che ha ricevuto le attenzioni di stampa e Governo (è stato lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi, il 22 settembre, ad “accendere” l’impianto). Fondata nel 1957 e forte di un fatturato di oltre 50 milioni di euro, impiega 190 persone e possiede 6 filiali estere che distribuiscono il prodotto in 77 paesi.

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