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Lifestyle

Una crescita scolpita nel marmo

The Van  03 Gen 2017 - 14:43

Quattro milioni di tonnellate di pietra naturale sono partite dall’Italia per l’estero durante il 2015, registrando un valore che supera i 2 miliardi di euro. Un successo solo lievemente intaccato dai dati in calo di inizio 2016



Lusso, arte e bellezza. Sono le tre di parole attorno a cui si concentra la storia del marmo italiano, che è quanto di meglio una materia prima possa desiderare per il proprio curriculum. Materiale più che nobile, è espressione di un territorio, ma anche della fatica e dell’abilità richiesta dalla sua lavorazione. Noi italiani lo sappiamo da secoli, il resto del mondo sta dimostrando di apprezzarlo e capirlo sempre di più.

L’anno splendente del marmo italiano

Secondo i numeri riportati dall’Ufficio Studi di Internazionale Marmi e Macchine Carrara che, come ogni anno, analizza e rielabora i dati ISTAT sul commercio estero del settore italiano della pietra naturale, il 2015 è stato un anno record sia per le esportazioni sia per l’aumento del valore medio unitario dei prodotti. Le esportazioni sono arrivate a 3,2 miliardi di euro calcolate dalla somma di materiali lapidei (2 miliardi di euro) e vendita di tecnologie complementari (1,2 miliardi di euro). Il flusso commerciale generato ha raggiunto il valore di 25,7 miliardi e il valore medio unitario dei prodotti esportati ha toccato i 665 euro a tonnellata.

Il semestre 2016 invece si apre registrando una flessione dovuta alla fluttuazione del prezzo del petrolio che rallenta le importazioni da parte dei Paesi arabi, e dalle ansie per la Brexit che preme su un mercato, quello inglese, che stava raggiungendo l’11% del valore delle esportazioni italiane. Il calo dell’export, infatti, è sostenuto da un incremento del valore medio del prodotto del 2%. Insomma il marmo italiano piace, e si è disposti a pagarlo di più, soprattutto se già lavorato.

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Non solo Toscana

Ma marmo non significa solo Carrara. Le prime nove aziende del settore in termini di fatturato, infatti, sono distribuite equamente sul territorio nazionale. Quattro sorgono nel comprensorio apuano, tre sono venete, e due centro-meridionali. Proprio a Verona si svolge ogni anno Marmomacc, la più importante fiera del settore con 1.650 aziende da 53 Paesi, e 67mila operatori specializzati (dati 2016). L’ultima edizione ha registrato un +5% dei visitatori stranieri che superano il 60% del totale. Ottime conferme arrivano dai mercati di Germania, Spagna e Stati Uniti e dal balzo in avanti del 45% degli operatori cinesi.

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Nuove frontiere, celebrità e opere contemporanee

A proposito di Stati Uniti, fra gli estimatori del marmo Made in Italy c’è anche il neo presidente eletto Donald Trump. Si dice, infatti, abbia dotato la Trump Tower di Las Vegas di pavimenti in marmo Breccia Damascata. Ma il marmo italiano piace anche nel Principato di Monaco, che ha ricoperto il lungomare pedonale di fronte al Grimaldi Forum di Botticino Classico. Non solo, l’artista Michelangelo Pistoletto, nell’opera che celebra i 70 anni dell’Onu, ha rappresentato tutti i 93 paesi membri ciascuno con una pietra diversa, scegliendo il marmo bianco di Carrara a rappresentare l’Italia.

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