Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Lifestyle

Italia, un paese di creativi

The Van  13 Apr 2017 - 14:30

Il recente studio “Italia creativa” offre numeri interessanti sull’industria della cultura e della creatività italiana, che vale oltre 47 miliardi di euro e ha un potenziale di 72 miliardi



“Con la cultura non si mangia”, diceva qualcuno. Qualcuno sostiene l’esatto contrario. Basta dare un’occhiata al secondo studio “Italia creativa”, condotto dalla società di consulenza Ernst&Young con il supporto delle principali associazioni di categoria guidate da Mibact (Ministero dei Beni Artistici e Culturali), e Siae, l’associazione degli autori e degli editori.

Numeri in costante crescita

Qualche numero? Nel 2015 l’Industria della cultura e della creatività (architettura, arti performative, arti visive, audiovisivo, libri, musica, pubblicità, quotidiani e periodici, radio e videogiochi), in Italia, ha raggiunto un valore economico complessivo pari a 47,9 miliardi di euro. L’86% di questi è rappresentato da ricavi derivanti da attività collegate direttamente alla filiera creativa, quali la concezione, la produzione e la distribuzione di opere e servizi culturali e creativi, mentre il restante 14% deriva da ricavi indiretti, relativi ad attività collaterali o sussidiarie. Le stime effettuate evidenziano ulteriori potenzialità: se si riuscissero a sfruttare le opportunità di crescita si potrebbe raggiungere un valore di 72 miliardi di euro.
Con circa 880mila posti di lavoro, poi, gli occupati diretti del settore rappresentano quasi il 4% dell’intera forza lavoro italiana. La filiera creativa ha occupato nel 2015 oltre un milione di persone, di cui l’86% nelle attività economiche dirette dell’industria. Inoltre, se l’industria della cultura e della creatività riuscisse a raggiungere una maggiore valorizzazione, potrebbe contare oltre 500 mila posti di lavoro addizionali, passando da 1,03 milioni a 1,6 milioni di occupati.

microsoft

Gaming in forte crescita

Fra i dieci settori presi in esame dallo studio, occupano i primi due posti per fatturato complessivo l’audiovisivo (14 miliardi di euro) e le arti visive (11,9 miliardi). Unica nota negativa quella che riguarda quotidiani e periodici, con una contrazione dell’8,3% dei ricavi e del 4,6% degli occupati, mentre il comparto in cui si osserva la crescita maggiore per fatturato e livello occupazionale è quello dei videogiochi.
Se è vero che l'Italia è il quarto mercato in Europa per quanto riguarda i consumi dei videogiochi, non figura ancora nella lista dei principali produttori, anche se si è assistito in questi anni a un grande fermento: ci sono oltre 100 studi su tutto il territorio nazionale, la maggior parte dei quali si sono costituiti negli ultimi tre anni. Si tratta di giovani imprenditori (il 30% di essi ha meno di 30 anni), con una formazione prevalentemente tecnico-scientifica e con una forte vocazione internazionale. Dodici tra questi 100 studi sono stati per la prima volta a San Francisco nel 2016, per la Game Developer Conference, storico evento dedicato ai professionisti dell’industria dei videogiochi, sotto il brand Games in Italy creato da Aesvi (Associazione di categoria in Italia), per promuovere il “made in Italy” dei videogiochi nel mondo grazie al supporto del ministero dello Sviluppo economico.
Fra le neonate esperienze nel settore, entrate nella classifica delle cento migliori startup italiane selezionate dal sito Startupitalia!, troviamo Proxy 42, società italo-americana che ha realizzato una delle campagne crowdfunding di maggior successo, in ambito gaming, raccogliendo circa 340mila dollari e GamePix, specializzata nella distribuzione di giochi in html5, che nel 2016 è stata scelta da Mark Zuckerberg per la creazione e il lancio di alcuni giochi all’interno di Messenger, il servizio di messaggistica istantanea di Facebook.

videogames