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Lifestyle

Infanzia all’italiana

The Van  19 Set 2017 - 14:50

In Italia il tasso di natalità è ai minimi storici, mentre le aziende di prodotti per la prima infanzia continuano a crescere nel mercato mondiale



È un paradosso tutto Italiano: ospitare le aziende più conosciute al mondo per la vendita di prodotti per la prima infanzia, pur essendo il Paese con il tasso di natalità più basso d’Europa. Del resto, anche i recenti dati di Eurostat lo confermano: l’Italia è lo Stato europeo meno fecondo, con 7,8 nati ogni mille abitanti (il più elevato, l’Irlanda, si attesta al 13,5 per mille). Eppure in Italia fin dagli anni Cinquanta hanno prosperato e fatto fortuna molte aziende che si rivolgono – da diverse prospettive – al mondo dei neonati (e dei loro genitori, veri destinatari della loro comunicazione); realtà che in alcuni casi hanno raggiunto dimensioni di tutto rispetto.

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Il polo italiano del giocattolo

Tra i principali player del mercato c’è sicuramente Artsana, gruppo comasco che si è fatto strada inizialmente nel solo settore farmaceutico, diventando un colosso grazie ai suoi grandi marchi, Chicco e Prénatal su tutti; i prodotti vanno dai passeggini, ai biberon a giocattoli, oggetti pre-parto, culle e molti altri. Nel 2015 Artsana ha registrato guadagni per 1,4 miliardi di euro con una crescita del 16,6% rispetto al 2014. Nello stesso anno la società ha creato con Giochi Preziosi (901,3 miliardi di fatturato nel 2015) la joint-venture Prénatal Retail Group (Prg) per gestire i negozi Toys Center, Prénatal, Bimbo Store e la francese King Jouet: un unico polo retail che impiega 4.150 dipendenti e possiede 672 punti vendita distribuiti in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Svizzera.

In seguito, sono cambiati gli asset aziendali: ad aprile del 2016, Artsana (di proprietà della famiglia Catelli) ha ceduto il 60% delle proprie quote, per 750 milioni di euro, al fondo Investindustrial del finanziere Andrea Bonomi, mentre il 49% di Giochi Preziosi è passato alla cinese Ocean Gold Global, gruppo di Shenzen attivo soprattutto nella grande distribuzione. Artsana si è allora impegnata ad acquisire da Giochi Preziosi il controllo totale della joint-venture, operazione conclusa a luglio 2017 (in attesa del via libera dell’Antitrust europea), staccando un assegno da 105 milioni di euro che ha consentito a Enrico Preziosi di liquidare il socio cinese e riassumere il controllo totale della sua società. Grazie a questa operazione, Artsana è oggi al primo posto assoluto nella distribuzione nazionale dei giocattoli.

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Vince l’eccellenza sui mercati internazionali

Un’altra importante azienda del settore è la vicentina Inglesina, che fattura 50 milioni all’anno. Il primo passeggino “London” venne realizzato nell’inverno del 1963 e si ispirava alle carrozze della corte britannica (da qui il nome del marchio). Oggi Inglesina ha come mercati di riferimento l’Italia (e in generale il Sud Europa), la Russia e l’Asia, in particolare Cina e Corea, e punta sull’internazionalizzazione e sulla collaborazione con i marchi del fashion. Altrettanto storica è la brianzola Peg Perego, nata nel 1949, la prima azienda in Italia ad aver utilizzato il “tessuto gommato” invece della lamiera e dei vimini allora in uso. Negli anni, alla produzione tradizionale di prodotti per l’infanzia quali passeggini, carrozzine, seggiolini auto, seggioloni, è stata affiancata quella dei giocattoli, in una logica di maggiore integrazione. Oggi, oltre alle unità produttive italiane, Peg Perego ha stabilimenti in Stati Uniti, Canada e Brasile, conta più di 600 addetti e un fatturato di 118 milioni di euro nel 2016 (Fonte Report Aziende).

Uno dei marchi più conosciuti dai consumatori è Foppapedretti, nata a Telgate (Bergamo) nel 1945, rinomata per i suoi passeggini, ma soprattutto per seggiolini, culle, lettini e mobili per bambini. Dopo un periodo di crisi, l’azienda nel 2015 ha registrato un fatturato di 39 milioni di euro e investe sulle nuove tecnologie per la lavorazione del legno e il rispetto dei più alti standard ambientali. Anche in questo settore, i prodotti italiani sono sinonimo di stile e di qualità. Insomma, l’Italia non sarà il Paese dei bambini, ma è di certo la patria dei prodotti per l’infanzia.

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