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Lifestyle

L’imprenditoria è rosa

The Van  21 Giu 2016 - 16:53

Le donne al vertice delle imprese italiane “sfondano” il muro del milione e 300mila unità. Un dato in crescita dovuto soprattutto all’intraprendenza delle giovani



Che già portassero i pantaloni in casa si sapeva. Il dato meno scontato è che le donne al vertice o in quota maggioritaria delle imprese hanno superato a oggi il “muro” del milione e 300mila unità, e rappresentano sempre più un contributo fondamentale per la qualità del made in Italy.

Un merito che all’universo femminile è riconosciuto da Unioncamere, l’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura che, studiandone le scelte imprenditoriali, ha registrato la presenza significativa delle donne anche in attività tradizionalmente legate all’universo maschile, tanto che oggi parlare di imprenditoria femminile nel nostro Paese significa – grosso modo – prendere in considerazione un terzo del Prodotto interno lordo.

I settori a maggior partecipazione

Le donne, infatti, non si fermano più davanti a nessuna sfida lavorativa, visto che ci sono settori dove la loro presenza sfiora o addirittura supera il 50%. Sono le attività dei servizi alla persona (64,17%), quelle creative, artistiche e di intrattenimento (50,46%), i servizi di informazione (45,97%), l’abbigliamento (55,94%), e il tessile, in cui la componente femminile incide sul totale degli artigiani per il 42,30%, con punte del 50% di imprenditrici impegnate nell’arte del finissaggio dei tessuti, o del 57% nella fabbricazione di altri materiali tessili. Importante, inoltre, l’apporto femminile all’artigianato legato alla fabbricazione di bigiotteria (52,89%), alle lavorazioni in ceramica e porcellana (42,41%) alla fabbricazione di articoli in pelle (31,09%) e all’alimentare (25,32%).

Considerevole è anche la partecipazione al settore del turismo dove è “rosa” un terzo delle attività dei tour operator, degli alberghi, delle forniture per catering, dei bar, delle attività dei musei, della gestione di parchi divertimento e parchi tematici e di stabilimenti balneari. Superano abbondantemente il 25% nella direzione dei campeggi, nei ristoranti, nelle mense, nella gestione di palestre e di altre attività ricreative e di divertimento.

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Un’idea giovane parte dalle startup

Non si può negare che la partecipazione femminile ai più alti livelli dell’impresa sia un’idea legata particolarmente alle nuove generazioni, cresciute con meno differenze di genere. L’osservatorio per l’imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere rileva che quasi 1 impresa su 3 tra quelle under 35 è a trazione femminile. Complessivamente si tratta di oltre 171mila unità, pari al 28,11% del totale delle imprese giovani. È soprattutto qui che le donne tendono a “scalzare” i colleghi maschi in settori tradizionalmente da “giacca e cravatta”: attività finanziarie e assicurative, immobiliari o ancora professionali, scientifiche e tecniche (29%).

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Chi sono, cosa vogliono e come pensano

Groupon Italia, azienda leader nel settore dei gruppi d’acquisto, ha identificato nelle giovani imprenditrici il proprio partner ideale e per questo ha recentemente commissionato a Doxa, noto istituto di ricerche di mercato, un’indagine per descriverne i tratti principali. Che cosa è emerso? Il 46% delle donne titolari di un’attività in proprio ha meno di 40 anni, il 30% ha una laurea e il 58% è mamma. La maggior parte delle donne imprenditrici, inoltre, arriva da un lavoro precedente: il 47% di esse aveva un lavoro come dipendente, ma ha scelto di “fare il salto” non tanto per insoddisfazione, quanto per mettere pienamente a frutto le proprie competenze e studi (43%), per avere prospettive di crescita professionale (41%), per sviluppare il proprio talento (33%) e affermarsi (31%). Un po’ a sorpresa, la prospettiva di un maggior guadagno non è una leva fondamentale, visto che è stata la motivazione principale solo nel 27% dei casi. Altra curiosità: le donne imprenditrici, per avviare la propria attività tendono a investire meno capitali dei colleghi maschi. Ma, a quanto pare, i risultati non sono inferiori.

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