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Lifestyle

Senza glutine, tanti numeri

The Van  20 Apr 2017 - 14:39

L’Italia è leader mondiale nel mercato gluten free, un settore in costante crescita negli ultimi anni. A oggi, nel suo complesso, vale circa 320 milioni di euro



L’Italia, si sa, è la patria di pasta, pane e pizza. Anche nella versione senza glutine. Basta dare un occhio ai numeri: se nel 2001 il Registro nazionale dei prodotti per celiaci contava 281 alimenti, tra il 2012 e il 2016 il numero degli alimenti gluten free è triplicato fino al totale odierno di 6.500, tra biscotti, pasta, taralli e panettoni.

pasta gluten free

Celiaci in Italia: oltre 10% di nuove diagnosi l’anno

Partiamo dall’inizio. Che cos’è la celiachia? Si tratta di un’infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’intolleranza verso alcune proteine del glutine, definite prolamine, presenti ad esempio in cereali come il frumento, la segale e l’orzo. Le conseguenze possono essere serie e l’unico modo per evitare problemi è quello di bandire il consumo di glutine dalla propria dieta. Secondo il Ministero della Salute, l’1% della popolazione italiana è celiaca, ovvero circa 600 mila persone, ma non tutti ancora lo sanno. La relazione annuale del Parlamento afferma, infatti, che i casi a oggi diagnosticati sono 182.858 e, solo otto anni fa, erano meno della metà.
La recente presa di coscienza è dovuta anche alla sensibilizzazione dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia), fondata nel 1972 da un gruppo di genitori di bambini celiaci, che molto si è data da fare per il riconoscimento dei diritti di queste persone. In Europa, l’Italia e Malta sono i due soli Paesi a offrire un sussidio per l’erogazione gratuita dei prodotti gluten free. Dal 1982 il ministero della Salute riconosce ai celiaci diagnosticati un bonus mensile (di circa 140 euro per gli uomini e 99 euro per le donne) da spendere in farmacia. Nel 2014 il Servizio Sanitario Nazionale ha destinato al bonus per celiaci complessivamente 240 milioni di euro, a fronte di un mercato complessivo stimato in 320 milioni, come sostiene l’AIC. Gli alimenti erogabili sono inseriti nel Registro nazionale dei prodotti destinati a un’alimentazione particolare, istituito dal Decreto Ministeriale dell’8 giugno 2001 presso il Ministero della Salute, che lo aggiorna sul proprio sito con cadenza mensile. Nello stesso anno è stata prevista la possibilità di acquistarli presso negozi dedicati ai celiaci, contrassegnati dalla spiga barrata che, insieme alle farmacie, rappresentano il 75% del canale di distribuzione, mentre il restante 25% è coperto dalla grande distribuzione (cresciuta dell’80% dal 2012 ad oggi), dove però non sempre è possibile utilizzare il buono (le modalità variano in base alla Regione di residenza).

supermercati

Un mercato dominato dalle aziende italiane

In questo contesto – in cui sono presenti numerose multinazionali – il leader di mercato è un’azienda italiana: è l’altoatesina Dr Schär, che rappresenta il 46% del mercato interno ed è anche tra i migliori player europei. Fondata nel 1922 da un medico condotto austriaco con l’intento di diventare il maggior specialista in Europa e in America nel campo dei prodotti per esigenze nutrizionali specifiche, Dr Schär ha oggi raggiunto il suo obiettivo con oltre 400 referenze a catalogo, un fatturato di 260 milioni di euro nel 2014, 900 dipendenti nelle diverse sedi in Italia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Spagna, Francia e Brasile.
Tra i principali protagonisti del mercato nazionale c’è anche la società farmaceutica Giuliani, che con la linea “Giusto Senza Glutine” è presente nel canale farmacia/negozi specializzati e rappresenta il 7,3% del mercato, con oltre 90 specialità. La storica azienda italiana, fondata a Milano nel 1889 – attiva anche nei settori gastrointestinale, dermatologico e tricologico – ha chiuso il 2015 con un fatturato di 97 milioni di euro grazie al lavoro di 90 dipendenti e 85 collaboratori esterni.
Tra i produttori con quote di mercato sotto il 5%, si collocano l’azienda toscana Nuova Terra con la linea Gluten Free, l’azienda napoletana Rarifarm e il produttore veneto Molino di Ferro apprezzato per Le Veneziane, una linea di pasta di mais ad alta digeribilità. Con una quota di mercato intorno al 2%, si distinguono invece l’abruzzese Biolimenta con la linea di pasta e prodotti da forno Farabella, la pistoiese Nove Alpi e la triestina Eurospital con la linea i Piaceri Mediterranei. E poi ci sono i grandi marchi che hanno lanciato la propria linea gluten free, come Divella, azienda che fa parte del programma ELITE di Borsa Italiana: gli spaghetti, le penne o i fusilli della linea Senza Glutine del pastificio pugliese, fondato nel 1890, sono sempre più presenti nei piatti dei celiaci. Così come i pizzoccheri del Pastificio di Chiavenna, altra azienda ELITE i cui prodotti sono commercializzati con il marchio Moro. In questo caso, però, non c’è bisogno di un’apposita linea gluten free, perché i prodotti dell’azienda (anche gli altri tipi di pasta) sono realizzati con grano saraceno.

pasta mais