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Lifestyle

La spesa parla italiano

The Van  10 Nov 2016 - 14:30

Nel mercato della grande distribuzione, le aziende del nostro Paese riescono a mantenere quote di mercato importanti, pur mantenendo approcci e strategie differenti



“Nessuno è profeta in patria”, recita un vecchio proverbio. Un concetto che vale spesso, ma non quando si parla di grande distribuzione. Nel mercato italiano, infatti, i player locali si difendono bene nonostante la contrazione dei consumi che ha caratterizzato gli ultimi anni, la prospettiva di una crescita sempre più importante degli acquisti online, una concorrenza agguerrita con molti competitor stranieri e lo “scontro” tra differenti modelli industriali.

I Supermercati Italiani di Bernardo Caprotti

Il nostro viaggio all’interno del mondo della grande distribuzione organizzata non può che cominciare da Limito di Pioltello, alle porte di Milano. Qui si trova il quartier generale di Esselunga, realtà sotto i riflettori nell’ultimo periodo a causa della recente scomparsa del suo fondatore, Bernardo Caprotti, che di fatto ha fermato, almeno per il momento, il processo di vendita dell’azienda affidato a Citigroup.

Secondo una recente ricerca dell’Area studi di Mediobanca, Esselunga è il player più redditizio della grande distribuzione in Italia: oggi conta più di 22 mila dipendenti, 149 punti vendita, 6,8 miliardi di fatturato ed è il gruppo più efficiente grazie a 16mila euro di vendite per metro quadro.

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Finiper Spa e il centro commerciale più grande d’Europa

Ma quando Bernardo Caprotti ha dato vita alla sua “creatura”, nell’ormai lontano 1957 (primo negozio in viale Regina Giovanna, a Milano) non era solo. Insieme a lui c’erano il fratello Guido e Marco Brunelli, che a loro volta, nel 1961, hanno fondato Supermercati GS, catena acquistata nel 2000 dai francesi di Carrefour.

Nel 1974 è lo stesso Brunelli ad aprire il primo supermercato Iper, fondando contestualmente la holding Finiper Spa, proprietaria anche di un altro marchio noto come Unes: in totale, l’azienda fattura 2,6 miliardi di euro all’anno e dà lavoro a oltre 10mila persone.

Proprio Marco Brunelli, classe 1927, qualche mese fa ha inaugurato il centro commerciale più grande d’Europa ad Arese, vicino a Milano, e ha concluso diverse operazioni volte a compattare il gruppo, fra cui un’alleanza negli acquisti con il gruppo Conad, come afferma il sito distribuzionemoderna.info.

 

Il mondo della cooperazione: Coop e Conad

E proprio Conad, marchio legato al mondo della cooperazione, è un altro dei player più importanti del panorama italiano: i numeri relativi al 2015 parlano di un giro di affari di 12,2 miliardi di euro, 490 milioni in più rispetto al 2014 (+4%), e di una quota di mercato che si è attestata all’11,9%, mentre l’utile di esercizio è cresciuto di 25,2 milioni di euro (+17,9%) passando da 140,4 milioni di euro del 2014 a 165,6 milioni di euro (fonte: Nielsen Gnlc II semestre 2015).

L’altra grande catena legata a questo universo è Coop, marchio che contraddistingue un sistema di cooperative italiane, che si conferma il primo distributore italiano con il 18,7% di quota di mercato, un fatturato di 12,5 miliardi di euro, 54 mila dipendenti, un bilancio di sostanziale tenuta in cui si evidenziano anche dei segnali positivi, come nel caso del miglioramento della redditività aggregata, che passa dai 3,6 milioni del 2014 ai 144 milioni del 2015. Per il futuro sono previsti un piano di razionalizzazione della rete e un progetto di accelerazione del programma delle private label, i prodotti con nome e marchio della catena distributiva, che oggi si attestano su una percentuale pari al 27%.

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Eurospin, la crescita del discount

E in una panoramica sul mondo della grande distribuzione italiana non possono mancare i discount. Eurospin è la catena italiana controllata, tra gli altri, dalla Migross della famiglia veronese Mion e dalla trevigiana Vega, che, con una crescita del 48,7% tra 2010 e il 2014, un Roe (Return on equity) del 24,2% e un fatturato annuo di oltre 4 miliardi di euro, si sta affermando sempre più sul mercato. Basta dare un’occhiata anche ad altri numeri: con 1.050 punti vendita, copre il 32% della quota di mercato, con ricavi nel 2015 per 4,4 miliardi (+6,7%), un risultato operativo di 189 milioni, un patrimonio netto di un miliardo e di una liquidità di 565 milioni.

E la crescita non sembra arrestarsi, visto che il marchio ha varcato i confini nazionali per sbarcare in Slovenia.

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