Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Lifestyle

Enoturismo, il bicchiere si riempie

The Van  08 Set 2016 - 14:30

Con un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro, i soggiorni tra le vigne rappresentano la nuova frontiera del turismo: da Nord a Sud, sono sempre di più le cantine dove trascorrere vacanze wine-friendly



L’enoturismo in Italia è una risorsa economica importante, ma non ancora sfruttata appieno. A darne conferma sono gli ultimi dati, relativi al 2014 e al primo semestre del 2015, contenuti nel XII Rapporto sull’Enoturismo e presentati dall’associazione Città del Vino a Bit 2016, la Borsa Internazionale del Turismo. Il settore vale complessivamente circa 2,5 miliardi di euro, cifra che, oltre alla visita delle cantine, include le spese di viaggio, vitto, alloggio e per le attività collaterali sul territorio.

Il fascino delle vigne

Se si considerano solamente gli arrivi in cantina, le presenze registrate nel 2014 sono state 13.709.600, con un fatturato pari a 214,5 milioni di euro. Nel 2015 le visite alle cantine vinicole sarebbero aumentate del 38%, toccando le 10.382.400 presenze. Complici il clima di instabilità economica e la paura legata agli attentati terroristici, gli italiani hanno preferito trascorrere le vacanze alla scoperta delle bellezze naturalistiche e delle eccellenze enogastronomiche del Paese.

Dal ritratto tracciato nell’XII Rapporto sull’Enoturismo, l’enoturista è esigente e alla costante ricerca di esperienze coinvolgenti, che vanno dalle visite al vigneto e in cantina alle degustazioni in loco, senza però rinunciare al risparmio: seppur in crescita del 32%, la spesa media si è infatti mantenuta inferiore ai 200 euro (193 euro per la precisione). Dal punto di vista delle strutture, invece, la voce di spesa che ha generato il maggior numero di incassi è la vendita delle bottiglie, dalla quale deriva oltre il 70% del fatturato enoturistico aziendale del 2014. Nel complesso le degustazioni sono invece risultate meno remunerative, poiché la maggior parte delle aziende le offre gratuitamente come strumento di promozione, mentre solo un terzo le offre a pagamento per una cifra oscillabile tra i 5 e i 10 euro al massimo.

enoturismo1

Da Nord a Sud, la vacanza è wine-friendly Le strutture ricettive enoturistiche sono presenti in tutto il Belpaese, da nord a sud. Con una media di 12 dipendenti, la maggior parte di esse sono localizzate al Nord (41%, con una prevalenza del Veneto) e non mancano storie di successo. Per esempio in Alto Adige, terra di grandi vini tra cui il Pinot e lo Chardonnay, dove è nato “Vinum Hotels”, un network costituito da 29 tra aziende agricole, cantine e hotel internazionali dislocati nelle sette zone vinicole della Regione.

Spostandosi da est a ovest, un’altra mecca per gli appassionati di vino è la zona delle Langhe, in Piemonte, da dove provengono oltre 12mila etichette DOC e DOCG, mentre per quanto riguarda il Centro sono le località di San Gimignano, Chianti, Montalcino, Montepulciano e la zona della Maremma a farla da padrone, avendo accolto il maggior numero di turisti secondo l’ultimo rapporto Irpet sul Turismo in Toscana nel 2015. Anche il Mezzogiorno non è solo mare e spiagge, ma anche enoturismo: qui vengono infatti prodotti alcuni dei vini più apprezzati come il Primitivo di Manduria e il Negroamaro della Puglia, il Moscato dolce di Pantelleria e il Cannonau di Sardegna solo per fare qualche esempio.

Consapevole dell’attrattività di questo business, quasi la totalità delle aziende vitivinicole presenti in Italia offre dei veri e propri pacchetti turistici che includono percorsi culinari a tavola e seminari formativi tenuti da vignaioli esperti.

enoturismo2

Formazione e networking, ecco da dove ripartire

Il turismo legato al vino è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Per non disattendere le aspettative del 2015, gli operatori del settore sembra si stiano concentrando su due aspetti cruciali: la formazione e il networking. Nonostante i progressi fatti negli ultimi anni, molti degli addetti ai lavori non sono ancora pienamente in grado di gestire i flussi turistici e, spesso, sentendo i diretti interessati, manca la collaborazione con Comuni e associazioni presenti a livello regionale, necessaria per poter offrire un servizio all’altezza delle aspettative della clientela. Ma anche su questo miglioreremo.

enoturismo3