Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Lifestyle

Pagine di successo

The Van  16 Nov 2017 - 14:33

Dopo anni di difficoltà, l’editoria italiana riparte grazie soprattutto ai numeri di alcuni colossi tra cui Mondadori e GeMS. Ecco i dati più interessanti



Il sospirato lieto fine non è più così lontano. Il mercato editoriale italiano riparte dopo anni di crisi profonda che ne avevano sconvolto gli equilibri. Secondo i dati raccolti da Nielsen per Aie (Associazione editori italiani), il settore è in positivo nei primi otto mesi del 2017. Il fatturato nei canali trade (librerie, online e grande distribuzione organizzata) fa registrare un +1%. Oltre al mercato domestico, l’incremento riguarda anche l’export (con un +3,8% rispetto al 2016) e un +11% nella vendita dei diritti degli autori italiani sui mercati stranieri.

Una crescita trainata da diversi colossi, gruppi editoriali che hanno saputo attraversare il vento della crisi, adattarsi e cambiare, senza perdere la loro identità. Se ce l’hanno fatta è grazie a forti tradizioni e identità, definite e rafforzate in un secolo di storia. Tipiche storie italiane, insomma.

editoria1

Mondadori: come nasce il più grande editore italiano

Tra i giganti del mercato primeggia Mondadori. La storia del più grande gruppo editoriale italiano è legata alle gesta di Arnoldo Mondadori.  Dopo aver conseguito la quinta elementare, entra nel mondo del lavoro prima come impiegato in una drogheria, poi come ambulante. La svolta nella sua vita avviene qualche anno dopo quando, a 17 anni, viene assunto come garzone in un’azienda tipografica. L’esperienza positiva lo spinge a mettersi in proprio e nel 1911, insieme all’amico Tomaso Monicelli (padre del regista Mario) fonda La Sociale, l’embrione di quello che poi sarà ribattezzato Gruppo Mondadori.  Pensando alle umili origini, appare ancora più straordinario il percorso dell’azienda che cresce velocemente nei primi anni di vita, riuscendo a pubblicare le opere di autori come Luigi Pirandello, Giovanni Pascoli e Giovanni Verga. Nel Dopoguerra Mondadori si espande dai libri alle riviste: nasce Panorama nel 1962, mentre nel decennio successivo da una joint venture con il Gruppo Editoriale L’Espresso dà vita al quotidiano la Repubblica. Gli anni Settanta rappresentano un’altra tappa decisiva nella vita dell’azienda che entra nel Gruppo Fininvest, acquisendo la struttura definitiva di grande gruppo multimediale. Forte del nuovo assetto, Mondadori si quota alla Borsa di Milano nel 1982. L’avvento della Rete non trova il gruppo impreparato: nel 2000 l’accordo con Microsoft consente di diventare il primo sito italiano nella vendita di ebook. Strategico per l’affermazione online è poi l’acquisto di Banzai Group, grazie al quale diviene il più importante editore digitale (con circa 17 milioni di utenti mensili sul web).  Negli anni più recenti l’evoluzione dell’azienda continua con l’acquisto della divisione RCS Libri, suo principale competitor, grazie al quale si afferma come gruppo editoriale leader in Italia con un fatturato di 1.262,9 milioni di euro, +12,4 rispetto ai 1.123,2 milioni del 2015 (fonte Mediobanca).

editoria2

GeMS: quando la strategia di acquisizioni è vincente

Altro nome forte dell’editoria italiana è GeMS (il Gruppo editoriale Mauri Spagnol), realtà nata nel 2005. Una storia, però, che ha origini antiche. Parte, infatti, nel 1918 quando Giulio Calabi, imprenditore bolognese, fonda la Società Generale delle Messaggerie Italiane, che sarebbe poi diventato il maggiore distributore italiano nel ramo editoriale. Calabi poi deve cedere, vittima delle leggi antisemite, si trasferisce a New York e vende ai francesi di Hachette. La svolta del gruppo avviene con l’ingresso nella sua storia di due famiglie: i Mauri e gli Spagnol. Umberto Mauri, tipografo con un passato in Mondadori, riscatta l’azienda da Hachette. Il nuovo corso inizia con il figlio di Umberto: nel 1979, a sessant’anni dalla fondazione, Messaggerie decide così di entrare nell’editoria vera e propria, cioè nella pubblicazione di libri, acquistando la maggioranza di Longanesi. A dirigere la casa editrice viene chiamato Mario Spagnol che dall’età di 25 anni è impiegato in azienda.  Nei decenni successivi continua una grossa campagna di acquisizioni di grandi marchi in difficoltà (Guanda, Salani, TEA, Corbaccio, Ponte delle Grazie). Gli anni 2000 sono determinanti per la storia dell’azienda: nel 2002 Garzanti entra a far parte del gruppo che si dà un nuovo assetto societario nel 2005: diventa GeMS, in omaggio a due fondatori. Al timone di Stefano Mauri e Luigi Spagnol, il gruppo ottiene risultati straordinari: nel 2016 ha aumentato i suoi ricavi del 9%, arrivando a toccare quota 87,6 milioni di euro per quanto riguarda il giro d’affari.

editoria3


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.