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Lifestyle

È la distribuzione, bellezza

The Van  24 Ago 2017 - 14:00

Il canale “self service drug” (beauty e pulizia) cresce, rosicchiando quote di mercato alla grande distribuzione e alle catene specializzate in cosmetici e profumeria



Qualcuno, un po’ impropriamente, li chiama drugstore, come quei grandi negozi statunitensi in cui è possibile trovare di tutto. In realtà, il nome più appropriato è “self service drug”, che in italiano potremmo tradurre con “bellezza e pulizia”, ovvero quei (grandi) negozi che vendono prodotti per l’igiene personale e per la casa, un settore in grande crescita. Dall’analisi condotta da Pambianco Strategie di Impresa (società di consulenza specializzata nei settori del lusso, della moda e del design) sui 15 principali operatori del settore, emerge un fatturato aggregato 2015 di 2,209 miliardi di euro, in aumento dell’8,2% rispetto ai 2,041 miliardi generati l’anno precedente, con le prime tre società in classifica che hanno totalizzato nel 2015 più della metà del fatturato dell’intera categoria, generando insieme 1,284 miliardi di euro.

I risultati, inoltre, confermano la tendenza registrata dai dati Nielsen nei primi otto mesi del 2015 riguardo a un aumento dei punti vendita, di circa mille unità in 5 anni (oggi sono circa 3.300), con un trend medio di crescita annua del 6%.

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Acqua&Sapone e Tigotà le più amate dagli italiani

Il settore è guidato dal marchio Acqua&Sapone che fa capo a un consorzio presieduto da Sergio Reale, alla guida di 8 società: Cesar, Gottardo, Gruppo Sda, Leto, Lgm, Quamar, Reale Commerciale, Vdm Vaccaro Distribuzione Merci. Ogni consorziato è proprietario del marchio al 12,5% e gestisce anche altri brand retail nazionali e locali. Acqua&Sapone è oggi l’insegna più grande d’Italia con una quota di mercato del 50%, 700 negozi e ricavi che sfiorano il miliardo di euro. La sua storia risale al 1992, quando nove imprenditori del settore retail si riunirono in una società consortile, la Cedas, con l’obiettivo di sviluppare negozi specializzati nel settore della cosmetica e della pulizia su tutto il territorio nazionale. Un modello federativo che negli anni è stato oggetto di riorganizzazione. Ad esempio, Gottardo Spa di Padova, tra i soci fondatori di Acqua&Sapone, nel 2009 ha lanciato una sua insegna indipendente, Tigotà, aprendo negozi in tutta la Penisola.

Oggi Gottardo Spa, oltre a 400 negozi Tigotà gestisce anche una settantina di punti vendita Acqua&Sapone in Triveneto e in Emilia-Romagna, e più di 60 Prodet (affiliati), e ha fatturato nel 2014 oltre 610 milioni di euro, numero che la rende la prima azienda italiana del settore per fatturato. Seconda in classifica Cesar, anch’essa appartenente al consorzio Acqua&Sapone, gestisce i punti di vendita in Lombardia, Marche, Abruzzo e Molise ed è titolare anche del marchio La Saponeria, con ricavi per 316,3 milioni e un aumento dell’8%. Al terzo posto il Gruppo D.M.O, proprietario di circa 418 negozi in tutta Italia nel settore delle profumerie con le insegne Cad (207), Determarket (7), che al loro interno ospitano le profumerie BestLight e Beauty Star (59) con ricavi in salita del 9,7% a 269,7 milioni di euro. In quarta posizione si trova il Gruppo Sda con 219,7 milioni di euro (+3,3%) che gestisce, insieme a Quamar, gli store Acqua&Sapone in Piemonte, Liguria, Lazio e Sardegna. A grande distanza, in termini di ricavi, segue General, che gestisce i punti vendita IperSoap con ricavi 2015 che hanno raggiunto quota 122,1 milioni di euro in crescita del 5% (oltre 240 negozi in Toscana, Liguria, Emilia, Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige).

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Bella sfida con la GDO

Un’architettura non semplice da raccontare, in effetti, che non ha impedito a questi negozi “beauty e pulizia” di crescere e sfiorare il fatturato complessivo di 3 miliardi di euro, rosicchiando quote di mercato sia agli scaffali delle catene specializzate in prodotti cosmetici e profumeria, sia alla grande distribuzione tradizionale. Secondo i dati Nielsen, nei primi otto mesi del 2016, le vendite di personal care nella GDO hanno registrato una flessione dell’1,1% a valore e dello 0,3% a volume. In particolare, negli ipermercati il calo degli acquisti nel reparto bellezza si attesta intorno al 3,1%, ovvero 79 milioni di euro in meno. Viceversa, da gennaio ad agosto 2016 i drugstore hanno registrato un incremento dei ricavi del 3,5% a valore e del 3,3% a volume, che significa 38 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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