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Lifestyle

Quando la bellezza è naturale

A cura di The Van  31 Mar 2016 - 10:25

La cosmesi naturale e biologica è un trend in costante crescita: l’Italia, con 120 aziende e un fatturato di 430 milioni di euro, è il terzo mercato europeo



La cosmesi naturale e biologica è un trend in costante crescita: l’Italia, con 120 aziende e un fatturato di 430 milioni di euro, è il terzo mercato europeo

 

Cleopatra, la leggendaria regina egizia, amava fare il bagno nel latte di asina. Caterina Sforza, figlia di Galeazzo, duca di Milano nel XV secolo, ha inventato una crema per le mani a base di mele e crusca di grano. Elisabetta di Baviera, più conosciuta come Sissi, nutriva la pelle del viso con una maschera al miele, cera d'api e fragole. Alcune tra le donne più belle della storia si affidavano a cosmetici naturali. Una moda che prosegue anche oggi quando, in fondo, non è neanche più necessario ricorrere al fai-da-te.

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Meglio i prodotti naturali

Cleopatra sarebbe contenta, ma, a quanto sembra, lo sono anche i consumatori: secondo il Beauty trend watch, l’osservatorio sui temi emergenti nel settore della cosmetica, il 57% di essi afferma, a livello mondiale, di preferire prodotti a connotazione naturale. Dall'estratto di rosa canina all'olio di mandorle e al miele, dai sali del Mar Morto alla mela verde e all'argilla, basta un ingrediente bio per nobilitare e rendere ancora più attraenti creme, sieri, gel e makeup.

E anche in Italia, come nel resto d'Europa, l'attenzione alla cosmesi naturale è ormai da anni in costante crescita. Secondo un’indagine condotta dalla società statunitense di ricerche di mercato Kline & Company, nel 2014, con un fatturato di 410 milioni di euro, il nostro Paese è stato il terzo mercato europeo del settore, dopo la Germania, che nello stesso anno ha superato per la prima volta la quota di un miliardo di euro di vendite, e dopo la Francia, che ha segnato un fatturato di circa 425 milioni di euro. I dati più aggiornati del Centro Studi di Cosmetica Italia, l’associazione italiana di categoria, ci dicono però che nel 2015 il "canale erboristeria" del mercato cosmetico italiano è cresciuto del 3%, raggiungendo i 430 milioni di euro.

Un’ulteriore conferma dell’interesse dei consumatori verso questo segmento arriva anche dal Cosmoprof, il salone internazionale della cosmetica che si è tenuto a Bologna dal 18 al 21 marzo: nel padiglione green hanno trovato posto oltre 170 espositori, di cui 66 italiani provenienti in larga parte da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Una curiosità: nel nostro Paese le aziende cosmetiche riconosciute da ICEA, l’Istituto per la certificazione etica ed ambientale di Bologna, sono ben 120 (109 quelle di eco-bio cosmesi, 11 quelle di cosmesi naturale).

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Una app per essere sicuri

Insomma, una bella storia naturale. Con un neo: la mancanza, a livello europeo, di uno standard unico di definizione che disciplini la cosmesi biologica. Questo significa che, al momento, la dicitura "bio" presente sulla confezione di un prodotto può riguardare percentuali diverse, spesso anche molto basse, di ingredienti provenienti da agricoltura biologica.

In attesa di colmare questo vuoto normativo, nel 2010 le cinque principali organizzazioni europee di certificazione per la cosmesi biologica e naturale (la tedesca Bdih, le francesi Cosmebio ed Ecocert Greenlife, l'italiana Icea e la britannica Soil Association) hanno approvato un disciplinare comune. Tra le regole stabilite dal Cosmetic Organic Standard, questo il nome del protocollo, ce n’è una che parla chiaro: un prodotto cosmetico può definirsi biologico solo se contiene almeno il 95% degli ingredienti provenienti da agricoltura biologica.

E se il marchio italiano Icea per qualcuno non rappresentasse una garanzia sufficiente, esistono ormai diverse app – ad esempio Icea Check Cosmetics, Biotiful, È verde?, CosmEthics – che consentono di rilevare rapidamente con lo smartphone le informazioni necessarie a verificare se i prodotti sono realmente naturali e rispettosi dell’ambiente.

Perché biologico fa sempre più rima con tecnologico.

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