Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Lifestyle

Vacanze a due ruote

The Van  06 Lug 2017 - 14:30

Il cicloturismo è un fenomeno in continua crescita nel nostro Paese: attualmente vale 2 miliardi, ma ha un potenziale maggiore. E tutte le regioni si stanno attrezzando



“Niente è paragonabile al semplice piacere di un giro in bicicletta”, diceva l’ex presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy. Gli italiani lo hanno sempre saputo, visto che il nostro Paese vanta una lunga tradizione “a due ruote”: molte delle aziende produttrici di biciclette più conosciute al mondo, infatti, hanno sede nel nostro Paese, da Bianchi (fondata oltre 130 anni fa a Treviglio, 52,8 milioni di fatturato nel 2015 e oggi parte del gruppo svedese Grimaldi Industri AB) a Colnago (25 milioni), passando per Atala (31 milioni) e Pinarello (45,6 milioni), solo per citare i nomi più noti. E la flessione del mercato tradizionale avvenuta nel 2016 (-2,6% secondo i dati diffusi da Confindustria Ancma, l’associazione dei produttori) non preoccupa, perché il settore, nel suo complesso, ha chiuso il 2016 con una crescita dell’1,6% e 1,68 milioni di mezzi venduti, grazie soprattutto alla spinta delle biciclette elettriche, che stanno vivendo un vero e proprio boom: 124mila mezzi venduti, +120% rispetto al 2015.

cicloturismo

In ferie in bicicletta

Si pedala di più, quindi, ma si fa meno fatica. Sarà per questo, forse, che sempre più persone scelgono la bicicletta come mezzo di trasporto per le proprie vacanze? Il cicloturismo, infatti, in Europa ha un valore di 44 miliardi di euro e nel nostro Paese è in continua crescita: si tratta di un mercato che, secondo un’indagine de Il Sole 24 Ore, oggi vale 2 miliardi e ha un valore potenziale di 3,2. Siamo ancora lontani da alcuni Paesi come Danimarca – a Copenhagen circolano quotidianamente più bici che auto, 270mila contro 260mila – Paesi Bassi e Germania, ma ci stiamo avvicinando.
Ma chi sono i cicloturisti del nostro Paese? Si stima che siano stranieri per oltre il 60%, soprattutto tedeschi e olandesi (fonte: Il Sole 24 ore), che spendono in media 80 euro al giorno. Nel 2015, 3,2 milioni di turisti hanno utilizzato le due ruote per le proprie vacanze in Italia, per un totale di 13 milioni di pernottamenti.

bike dolomiti

Le regioni che pedalano

L’Italia, quindi, è sempre più amica delle due ruote. Tra le regioni più virtuose in questo senso c’è il Veneto, con i suoi mille chilometri di piste ciclabili, tra cui quella delle Dolomiti, la ciclovia del Brenta, la ciclovia Adriatica e la ciclopista che collega l’Adige al Po. Oppure l’Emilia Romagna, con le sue ciclabili nell’area del delta del Po e nell’area Adriatica, e il Piemonte con le ciclabili sul Po, lungo il canale Cavour, che collega il Po al Ticino, e molte altre.
Ma, in generale, tutte le regioni italiane si stanno attrezzando. La Sardegna, ad esempio, ha investito 225 milioni di euro per dotarsi di 2mila chilometri di piste ed è in cantiere anche un percorso di oltre 300 chilometri per collegare Verona a Firenze, passando per Mantova e Bologna, parte del progetto europeo Eurovelo 7 che ha l’obiettivo di collegare il nord e il sud dell’Europa, da Capo Nord a Malta per oltre 7mila chilometri di piste ciclabili.

 

VenTo in poppa

In attesa di un fiume di bicilette che percorrerà l’Europa, ci si può accontentare di un fiume, vero, che sarà affiancato da una pista ciclabile lungo tutto il suo corso. È il senso progetto VenTo, che ha l’obiettivo di collegare Venezia e Torino con una pista ciclabile lungo il Po. Secondo gli studi condotti dal team di VenTo, un gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano, 6.500 attività tra bar e ristoranti, 900 strutture ricettive e 30.500 aziende agricole che operano nei paraggi del tracciato beneficerebbero della pista, portando circa 100 milioni di euro e mezzo milione di passaggi all’anno e creando fino a 2.000 nuovi posti di lavoro.

mountain bike