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Lifestyle

Il caffè per eccellenza è italiano

The Van  08 Giu 2017 - 15:00

Le case produttrici di macchine per il caffè rappresentano un fiore all’occhiello del manufacturing made in Italy: 34 aziende per un fatturato complessivo di 430 milioni di euro



Secondo gli ultimi dati Ucimac/Anima (Federazione delle associazioni nazionali dell’industria meccanica varia ed affine) le macchine per il caffè sono esportate in tutto il mondo. Si tratta di 34 industrie, che danno lavoro in Italia a 1.250 persone e fatturano oltre 430 milioni di euro, con il 75% del fatturato realizzato nei mercati esteri, dove regnano incontrastate nel segmento delle macchine tradizionali per bar e Horeca  (segmento che identifica hotel, ristoranti e bar).
Nel mondo, infatti, le macchinette del caffè parlano italiano: le esportazioni sono cresciute del +9,9% nel 2015 (ultimi dati Ucimac) e il preconsuntivo parla di un’ulteriore crescita del +1,9 nel 2016. Le mete principali? Soprattutto l’area europea, con Regno Unito e Germania in testa; ma si registra anche una significativa crescita verso i Paesi dell’area asiatica, come Corea del Sud, Cina e Giappone.

caffe moka

E c’è perfino un museo dedicato

Le aziende del settore, d’altronde, rappresentano un’eccellenza a livello mondiale. Basta fare qualche nome per rendersene conto. Bialetti, ad esempio: la storica azienda dell’omino con i baffi è oggi parte del gruppo Bialetti Industrie, con quartier generale a Coccaglio, in provincia di Brescia, leader nella produzione e commercializzazione di prodotti per la casa. Il gruppo, trascinato dalla vendita di caffettiere tradizionali, caffettiere elettriche e macchine elettriche per il caffè espresso, ha fatturato nel 2016 172 milioni di euro, con un aumento di oltre il 6% rispetto all’anno precedente (122 milioni in Italia, il resto tra Europa e resto del mondo) e 20 milioni di Ebitda. Bialetti è il brand leader nel mercato domestico insieme a De’ Longhi, che detiene il 34% del mercato mondiale degli “espresso coffee maker”, da cui provengono circa 720 milioni di euro di ricavi.

caffebar

Gaggio Montano “capitale” della macchinetta

In molti amano prendere il caffè a casa, a colazione o dopo pranzo. Ma sono tantissimi anche quelli che non sanno rinunciare al rito di sorseggiare una tazzina al bar: in questo caso, ci sono buone probabilità che l’espresso sia stato prodotto da una macchina La Cimbali (cui fa capo anche un altro storico marchio, Faema), una storia iniziata nel 1912 che oggi coinvolge 660 dipendenti e fattura 159 milioni di euro. Queste macchine professionali tradizionali per caffè espresso si trovano infatti nel 25% dei bar mondiali; un successo tale da spingere l’azienda a fondare il Mumac, il primo museo interamente dedicato alle macchine per caffè professionali che ha sede a Binasco, in provincia di Milano, dove si trova anche il quartier generale dell’azienda.
Un altro marchio molto conosciuto è Saeco (che anni fa ha acquistato anche un altro noto brand delle macchine da espresso, Gaggia): fondata nel 1891 a Gaggio Montano, sull’Appennino Bolognese, l’azienda entra a far parte del Gruppo Philips nel 2009, mentre lo scorso anno una quota di minoranza è stata rilevata dalla holding italiana N&W Global Vending (colosso mondiale nel mercato dei distributori automatici per bevande e snack con circa 1.400 dipendenti e ricavi attesi per il 2016 di oltre 300 milioni di euro).
Proprio a Gaggio Montano, a due passi dallo storico stabilimento Saeco, è nata 13 anni fa Caffitaly, principale concorrente di Nestlé (Nespresso) nel mercato del caffè in capsule: macchine e capsule da caffè prodotte a Gaggio ed esportate in 70 Paesi del mondo, con un fatturato 2015 salito a 141 milioni di euro, un utile netto di 5 milioni e una quota export arrivata all’80%, grazie al lavoro di 350 dipendenti tra Gaggio e il sito di Rozzano (Milano) e un team di 25 “camici bianchi” dedicati alla ricerca e sviluppo.

caffe capsule