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Lifestyle

La riscossa dei piccoli borghi

The Van  12 Dic 2017 - 16:00

L’Italia meno conosciuta tra boom di presenze turistiche e iniziative per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio



Nell’anno a loro dedicato, i borghi italiani hanno visto crescere le presenze turistiche del 70%. I dati parlano chiaro: sono sempre più numerosi i viaggiatori, italiani ma non solo, che scelgono i piccoli centri e le aree rurali per immergersi nel fascino delle tradizioni locali e sfuggire dalla frenesia della città. Se lo scenario è positivo, però, resta ancora molto da fare: basti pensare che se solo un quarto delle superfici abbandonate negli ultimi 20 anni fosse riutilizzato in modo innovativo avremmo 125mila nuove aziende agricole e, se i posti letto disponibili in questi territori (si parla di comuni al di sotto dei 5mila abitanti) fossero maggiormente utilizzati anche a scopi di attrazione turistica – a oggi lo è solamente il 18,2% contro il 21,9% della media nazionale – il fatturato indotto del turismo toccherebbe quota 1,84 miliardi di euro, con l’attivazione di circa 33.400 nuovi posti di lavoro secondo un recente studio condotto da Legambiente.

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Una vetrina per i borghi italiani

In prima linea per i piccoli borghi è sceso in campo persino Airbnb, il noto portale in cui si incrociano la domanda e l’offerta di alloggi in tutto il mondo, che nel suo rapporto “Condividere l’Italia rurale” parla di un settore molto attivo con un giro di affari stimato intorno agli 80 milioni di euro. In collaborazione con MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo) e Anci (Associazione nazionale comuni italiani), Airbnb ha da poco lanciato “Italian Villages”, portale che ha un obiettivo duplice: da un lato promuovere il patrimonio ancora inesplorato valorizzando le rotte meno note ai viaggiatori, dall’altro favorire la riqualificazione delle costruzioni con rilevanza storico-culturale.

Qualcosa, comunque, si sta muovendo. La presenza ridotta di servizi rispetto ai grandi centri urbani è la molla che ha spinto molti dei residenti a rimboccarsi le maniche e sfoderare la carta dell’imprenditorialità. In particolare, si stima che negli ultimi 12 mesi siano stati pubblicati circa 30mila annunci, con un guadagno medio attestato sui 1.600 euro mensili per soggiorni di media-breve durata (5 giorni), soprattutto nel Centro-Sud. “Italian Villages” funziona proprio come una sorta di vetrina online mettendo in contatto diretto gli host, ovvero gli affittuari, con i potenziali interessati, anche detti guest o semplicemente ospiti. In pratica, sul sito è possibile prenotare un alloggio tra le 20 destinazioni proposte (una per Regione), selezionate tra quelle inserite negli itinerari di viaggio italiani, iniziativa di valorizzazione dei 1.000 borghi promossa da 18 regioni italiane.

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Tesori da scoprire e da valorizzare

Tra l’altro, il progetto di Airbnb è arrivato a pochi giorni dall’approvazione del disegno di legge che sostiene e valorizza i piccoli comuni attraverso una serie di iniziative strutturali ad hoc. In Italia si stima che vi siano 5.585 comuni con meno di 5mila abitanti (circa il 57% del territorio nazionale) in cui vivono complessivamente 10 milioni di cittadini e operano oltre 400mila aziende agroalimentari. L’obiettivo delle istituzioni è quello di evitare l’abbandono da parte delle nuove generazioni (negli ultimi 40 anni il fenomeno ha riguardato il 20% degli abitanti) e rendere ancora più attrattive queste mete, puntando sul Made in Italy e sul km0.

Il testo definisce l’istituzione di un fondo da 10 milioni di euro (15 milioni a partire dall’anno prossimo) per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni. Questi ultimi, tra le altre cose, potranno per esempio promuovere il consumo e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari tipici, provenienti dalla filiera corta o a “chilometro utile” (entro un raggio di 70 chilometri). Oltre a ciò, sono previste risorse per i comuni che destinano aree alla realizzazione di mercati agricoli per la vendita diretta, dal produttore al consumatore. Il provvedimento pone inoltre l’accento sulla digitalizzazione come chiave per la promozione dei territori attraverso la formazione e la diffusione della banda larga.

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