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Lifestyle

C'è un'Italia che pedala

The Van  18 Mag 2016 - 14:21

Il 2015 conferma l’andamento positivo del mercato della bicicletta in Italia, trainato dalle vendita di e-bike, la bici elettrica. E anche il bike sharing, a Milano, registra numeri in crescita



Complici o meno le tappe del 99° Giro d’Italia attualmente in corso, il ciclismo sta tornando prepotentemente nel cuore degli italiani. A salire in sella però, non sono più gli emuli di Vincenzo Nibali o Fabio Aru, due tra i ciclisti italiani più amati degli ultimi anni, ma uomini (e donne) con caschetto che riscoprono la comodità della bicicletta in città, vera e propria protagonista della tappa quotidiana “casa-ufficio”. Ma le leggende e i miti nati intorno ai pedali non sono certo dimenticati e costituiscono la base di una passione che alimenta la ricerca e lo sviluppo di uno dei vanti del Made in Italy.

Anni di crescita ed export

I dati 2015 sulla vendita e produzione di biciclette diffusi dall’Associazione nazionale ciclo motociclo accessoriAncma – raccontano di una generale stabilità del mercato. Se le bici tradizionali, infatti, perdono un paio di punti percentuali, il settore comunque è ben sostenuto dal +9,8% fatto registrare dalle bici elettriche (e-bike) e da un aumento della produzione del +90,36%. Ma la “maglia rosa” dei dati è quella relativa alle esportazioni di e-bike, che si attestano al +166,9%.

L’Italia raddoppia quindi la produzione di bicilette elettriche (da 8.720 pezzi del 2014 agli attuali 16.600) e i ciclisti di casa nostra ne hanno acquistati 56.189 pezzi nel 2015. Un successo che ha aperto le porte del settore a nuovi attori: aziende motociclistiche e di componentistica per gli elettrodomestici che hanno avviato la produzione di componenti motoristici da applicare a queste biciclette.

Secondo quanto dichiarato da Enel, sponsor ufficiale del Giro d’Italia e protagonista anche della vendita di biciclette a pedalata assistita, lo stato di salute del mercato è buono: l’andamento delle vendite, secondo il colosso dell’energia, nei primi quattro mesi del 2016 è stato equivalente al venduto di tutto il 2015. E grazie agli Open Village presenti in ogni città di partenza e arrivo delle 18 tappe italiane del Giro d’Italia, che offrono la possibilità di provare biciclette elettriche diffondendo la conoscenza di soluzioni ecologiche e sostenibili per la vita di tutti i giorni, le cose non potranno che migliorare.

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Tecnologia, ricerca e una nuova fiera internazionale

Un altro dato in crescita diffuso da Ancma è quello della componentistica. La vendita di parti, componenti e accessori per bici è cresciuta leggermente (+1,66) nell’ultimo anno, dimostrando la continua richiesta di prodotti italiani sul mercato internazionale. Le stesse novità portate alla prima edizione di CosmoBike Show, la nuova manifestazione internazionale dedicata al mondo della bicicletta, inaugurata a settembre a Verona, evidenziano un mercato interno in costante fase di sviluppo tecnologico. Fra le 500 aziende partecipanti si sono distinti tre progetti tutti italiani: la bici da downhill (competizione che prevede un percorso in discesa) con potente motore da 4mila watt e batteria alloggiata nello zaino del ciclista della bolognese Terzarossa, la bici ultraleggera di Bianchi, con telaio da 780 grammi basato su specifiche brevettate dalla Nasa (l’agenzia spaziale statunitense), e la De Rosa SK Pininfarina, in fibra di carbonio realizzata con un sistema di stampa 3D.

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Bike Sharing e ciclovie

Un altro dato rilevante, anche se non omogeneo, che testimonia il legame sempre più stretto tra gli italiani e le due ruote è quello dell’uso del bike sharing, il servizio di biciclette a noleggio messe a disposizione dal comune di residenza e usufruibile dietro pagamento di una quota associativa. Escludendo aree dove il progetto tarda a prendere piede come ad esempio Roma, il dato di utilizzo del BikeMi, il bike sharing di Milano, conta nel 2015 3.127.352 utilizzi, ovvero +29% rispetto all’anno precedente, trainando il +53% di abbonamenti annuali attivi.

Altro punto centrale per lo sviluppo del settore è la realizzazione di piste ciclabili. All’interno dell’ultima Legge di stabilità sono stati destinati 100 milioni di euro per la progettazione e costruzione di ciclovie turistiche: la Ven.To (Venezia-Torino) lungo il Po, la Verona-Firenze, il prolungamento del tratto Brennero-Verona e le possibili ciclovie dell’Acquedotto pugliese e il Grande Raccordo Anulare Bici nella capitale.

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