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Lifestyle

Facciamo la barba al mondo

The Van  13 Apr 2018 - 15:44

La moda hipster ha segnato il ritorno della barba sui visi di molti uomini. A casa come dal barbiere di fiducia, i prodotti italiani accompagnano i rituali di bellezza maschili



Negli ultimi anni la barba è diventata un vero e proprio must. Nelle nostre città i barber shop che si rifanno all’antica tradizione dei tonsori sono in costante aumento e anche a casa sono sempre più numerosi gli uomini attenti alla cura del proprio viso. Ma cosa prevede il rito della rasatura perfetta? Prima di tutto, una crema che prepari la pelle al passaggio delle lame, e per la maggior parte dei consumatori non può che essere di marca Prep, una vera garanzia per chi si intende di barbe. Prep (che da semplice crema dermoprotettiva è diventata una linea comprensiva di pomate e creme solari) appartiene a Coswell, gruppo cosmetico di proprietà della famiglia bolognese Gualandi con 50 anni di attività alle spalle; oltre a Prep, sotto il cappello di Coswell ci sono marchi come Bionsen, i dentifrici Blanx e Biorepair e L’istituto erboristico l’Angelica, solo per citare i più noti. L’azienda è nata nel 1961 e fino a qualche anno fa era conosciuta con il nome di Guaber, realtà attiva nella cura e benessere della persona e nell’homecare. Nei primi anni del 2000 il nome Guaber, insieme a tutti i brand del settore homecare (Vape, Coloreria Italiana, ecc.), è stato acquisito prima dal gruppo Spotless e poi da Henkel. I marchi per la cura e il benessere della persona, invece, sono “rimasti” in Italia e hanno dato vita a Coswell, oggi società ELITE di Borsa Italiana che vanta 117 milioni di fatturato (nel 2016) e 17 milioni di Ebitda.

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La crema... della rasatura

Ma torniamo alla barba. Dopo aver preparato il viso, è il momento della crema o della schiuma. Anche in questo caso il brand è italiano: Proraso, marchio di proprietà dell’azienda fiorentina Ludovico Martelli, fondata nel 1908, che oggi vanta ben 61 milioni di fatturato, in forte crescita rispetto ai 51,7 milioni dell’anno prima. Sin dalla sua nascita, cominciata oltre cent’anni fa con il lancio delle prime lozioni “pre” e “dopo” barba, Proraso ha saputo cavalcare le mode dei tempi proponendo prodotti di alta qualità, supportati da una comunicazione iconica e da uno stile sempre riconoscibile. Da tre generazioni, la sua promessa è una sola: garantire una rasatura come dal barbiere di fiducia, adatta a tutte le esigenze e a tutti i tipi di pelle. Se la domanda interna tiene bene, l’export (circa il 20% del fatturato) decolla e l’anno scorso le vendite oltreconfine trainate dai due brand di punta della Ludovico Martelli – Marvis e Proraso appunto – sono praticamente raddoppiate passando da 7,8 milioni a 15,6 milioni di euro. In particolare, all’estero la strategia punta su una distribuzione selettiva (solo nelle farmacie e nei grandi magazzini di lusso). Le ricadute interne di questo trend, in crescita anche nel 2018, sono state positive: negli ultimi tre anni l’azienda ha assunto trenta nuove risorse e rinnovato la metà del parco macchine investendo sull’innovazione tecnologica. Di recente ha inoltre inaugurato l’Accademia Proraso, una scuola professionale pensata appositamente per il canale delle barberie, da cui proviene il 10% circa delle vendite.

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Dopo la barba, la cura della pelle

Che cosa manca per concludere la rasatura in bellezza? Il dopobarba ovviamente. In questo campo tra i nomi storici ci sono Intesa Pour Homme, Malizia Uomo e Breeze Men, tutti di proprietà dell’azienda novarese Mirato, un fatturato di circa 200 milioni all’anno e oltre 400 dipendenti. Il gruppo, guidato dalla famiglia Ravanelli, affonda le sue radici negli anni ’60, in pieno boom economico quando cresceva l’attenzione dei consumatori verso il mondo della bellezza e dell’igiene personale. Dalla lacca per i capelli ai deodoranti il passo è breve ed è proprio verso la fine del secolo che nasce Intesa Pour Homme, la prima linea completa di prodotti pensata per l'uomo sportivo, dinamico e attento alla cura del proprio corpo. Sempre negli anni ’90 Mirato mette a segno un altro colpo acquistando Figaro, specializzata proprio nella produzione di schiume da barba, creme da barba e dopobarba, consolidando così la sua posizione.

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Non è però un caso isolato: la storia di Mirato è infatti costellata di altre importanti acquisizioni, che hanno portato il gruppo a essere oggi uno dei principali produttori italiani nel settore beauty. La più recente? Nel 2017 l’ingresso dei Provenzali (20 milioni di euro all’anno di ricavo, una cinquantina di dipendenti e oltre 150 prodotti) segna la svolta “bio” di Mirato che amplia ulteriormente la sua offerta di prodotti, già presenti in oltre il 90% di punti vendita tra Gdo e negozi specializzati.


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