Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Lifestyle

Un settore a tutto sprint

The Van  15 Mag 2018 - 12:24

Il settore della componentistica auto vive un buon momento. E alcune PMI di eccellenza sono fornitori delle principali case automobilistiche mondiali



Un universo di 1.877 imprese, che nel 2016 ha generato un fatturato complessivo di oltre 57 miliardi di euro (+4,3% rispetto al 2015). Il settore dei componenti per il settore automobilistico, cuore pulsante dell’industria italiana, funziona. Lo sostengono i numeri forniti dall’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana – realizzato dalla Camera di commercio di Torino, dall’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica e dal CAMI (Center for Automotive & Mobility Innovation) dell’Università Ca’ Foscari  Venezia – che confermano la ripresa anche sotto il profilo occupazionale: sono oltre 200mila gli addetti del settore, di cui 140mila riconducibili direttamente alla filiera dell’automotive. In un precedente articolo di Italian Factory abbiamo dato spazio ad alcune eccellenze meridionali del settore, adesso la volta del Nord, che in quanto ad eccellenze imprenditoriali non è certamente da meno. 

auto

Componenti di valore

Tra i nomi di spicco del mercato della componentistica c’è la bresciana Omr (acronimo di Officine Meccaniche Rezzatesi), multinazionale di proprietà della famiglia Bonometti, che nei suoi stabilimenti sparsi in quattro continenti produce componenti per il primo equipaggiamento e per il mercato dei ricambi di autoveicoli e mezzi di trasporto su gomma. Il fatturato previsto per il 2018 è di 770 milioni di euro, che sarà ottenuto grazie al lavoro oltre 3mila addetti. Tra i suoi clienti, Bmw e Ferrari per i telai, Alfa Romeo e Maserati per il motore.

Curiosamente, nel bresciano c’è un’altra Omr, nata nel 1972 a Remedello, dove tutt’oggi ha sede. Partita come carpenteria metallica, l’azienda si è via via specializzata nella componentistica per veicoli a motore (auto in prevalenza) e oggi produce componenti di telaio e di cabina, chassis, supporto sedili e motore, cofani, bracci di movimentazione e altro ancora. I numeri sembrano premiare questa scelta: negli ultimi tre anni, secondo i dati recentemente diffusi da un quotidiano locale, il fatturato è cresciuto arrivando nel 2016 a quota 84 milioni di euro.

Rimanendo in territorio lombardo, e più precisamente a Maiocca di Codogno, nel lodigiano, troviamo un’altra realtà protagonista di questo mondo. Si tratta di Audio Ohm, che vanta un fatturato di 31,5 milioni di euro e un margine operativo lordo cresciuto negli ultimi tre esercizi di quasi il 20%. Per i non addetti ai lavori, Audio Ohm si occupa della produzione di componenti elettriche e collabora con i principali brand automobilistici tedeschi (Mercedes, Audi, Volskwagen, Porsche), che nell’immaginario collettivo sono sinonimo di qualità e affidabilità. L’azienda, inoltre, ha sviluppato una decina di brevetti e ogni anno investe oltre un milione in ricerca e sviluppo per migliorare continuamente la qualità dei propri prodotti.

auto

Non solo telai, motori e autoradio

In questo viaggio nel settore della componentistica automotive, non può mancare il Piemonte. Vale la pena parlare di Caar (Consulting Automotive Aerospace Railway), gruppo di torinese attivo nell’ingegneria di processo e di prodotto nei settori automotive, aerospazio e ferroviario, che ha chiuso il 2016 con un utile netto di 260mila euro, in crescita del +31% rispetto all’anno precedente. Pur non essendo quotata in Borsa, Caar è stata la prima PMI a emettere ben due minibond per un totale di 2 milioni di euro, quotati sul segmento ExtraMOT PRO di Borsa Italiana. La doppia emissione, avvenuta a febbraio con reazione positiva da parte degli investitori, ha consentito all’azienda di continuare il percorso di crescita avviato negli ultimi anni, aumentando sia il fatturato (25 milioni di euro quello previsto entro il 2021) che il numero dei dipendenti, saliti oggi a 215, in Italia e all’estero (Brasile, Serbia e Germania soprattutto). E chissà che, visto il loro successo, i due mini-bond non facciano da apripista al debutto ufficiale in Piazza Affari.  

auto 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.