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Lifestyle

Crescita assicurata

The Van   28 Feb 2018 - 14:20

Il mercato assicurativo italiano vanta aziende dalla lunga tradizione e dai bilancia solidi. Non a caso ha attirato l’attenzione di Warren Buffett



Aziende ultracentenarie che hanno attraversato tutta la storia italiana, accanto a player più giovani, ma già leader del mercato. Il comporto assicurativo è tra i più solidi nel nostro Paese. Nel 2016, il risultato d’esercizio delle imprese italiane è stato pari a 5,7 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente (dati Ania, Associazione nazionale imprese assicuratrici). Numeri che hanno attirato illustri investitori internazionali: uno su tutti il multimiliardario Warren Buffett, terzo uomo più ricco al mondo, che con la sua holding Berskhire Hathaway è entrato in Cattolica Assicurazioni.

Ma l’azienda veronese non è la sola sotto la luce dei riflettori. Sono tanti, infatti, i protagonisti del mondo assicurativo italiano. Da est a ovest.

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C’è chi nasce in una sagrestia

La storia di Cattolica Assicurazioni inizia nel 1896 a Verona. All’interno di una sagrestia, 34 soci fondatori e 36 azionisti danno vita a una cooperativa che tutela i piccoli proprietari terrieri. La prima grande prova arriva nel 1905: la grandine distrugge interi campi e l’azienda rimborsa gli agricoltori assicurati. È l’inizio di una storia gloriosa che vede la cooperativa protagonista di eventi storici come la Seconda Guerra Mondiale, dove mostra la sua capacità di ricostruire gli incassi, malgrado la svalutazione della lira e del proprio portafoglio. Il dopoguerra è molto proficuo, come gli anni a venire: l’azienda cresce e si consolida nelle strutture finanziarie e organizzative. Negli anni Novanta crea le prime partnership con le banche. Il 2000 è l’anno dell’espansione: acquisisce Duomo e Maeci ed entra in Borsa. Con il presidente Paolo Bedoni, Cattolica chiude il 2016 con un utile netto di 76 milioni, in netta crescita rispetto ai 61 milioni del 2015. Numeri che hanno ingolosito Berkshire Hathaway, la holding finanziaria di  Warren Buffett, entrata nel Gruppo con il 9,07 % delle azioni per un valore di 115,8 milioni di euro.

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Un ex rugbista guida Generali

Proseguendo da Verona sull’autostrada A4 in direzione est, si “taglia” tutto il Veneto e si arriva a Trieste, la città della bora e di Generali, un colosso assicurativo di portata mondiale. Tra l’altro, è proprio la bora, il vento che imperversa da sempre sulla città, causando ingenti danni, a determinare la nascita dell’azienda. Il 26 dicembre del 1832 viene fondata con il nome di Assicurazioni Generali Austro-Italiche. L’azienda partecipa ad alcune delle più importanti opere della storia, come la creazione del Canale di Suez, di cui si fa promotrice. Le Guerre Mondiali la vedono protagonista nella ricostruzione, con il Piano Ina Casa, che porta alla realizzazione di 350mila alloggi per i lavoratori. Gli anni Sessanta sono quelli in cui esce dai confini nazionali: le mete sono Giappone, Australia e America Latina. Il nuovo millennio segna le grandi partnership, come quella con la Nazionale italiana di calcio che vince i Mondiali in Germania nel 2006. A guidare oggi l’azienda ci sono il presidente Gabriele Galateri di Genola e Philippe Donnet, amministratore delegato con un passato da rugbista, che hanno condotto l’azienda al raggiungimento di importanti traguardi, con un fatturato di 70 miliardi e utili per 2,1 miliardi nel 2016, in crescita del 2,5% rispetto al 2015.

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L’assicurazione con origine reale

Restando al nord, ma cambiando completamente fronte, si arriva a Torino. È nella città sabauda che il 31 dicembre 1828 nasce la Reale Mutua. È il re Carlo Felice a favorirne la fondazione e a sottoscrivere la polizza n.1 per assicurare la sua residenza di Palazzo Chiablese. Agli inizi del Novecento, personaggi storici stipulano polizze, come Gabriele D’Annunzio che decide di assicurare il Vittoriale su lago di Garda per 65 lire. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la sede di Torino viene sfollata. L’azienda allora chiede ai dipendenti di spostarsi in una dozzina di sedi distaccate, garantendo loro vitto, alloggio e rimborsi per i trasporti: una delle prime politiche di welfare aziendale. Oggi il Gruppo è guidato da Iti Mihalich, ex vice presidente di Sara Assicurazioni, che ha aiutato l’azienda a ottenere nel 2016 un utile di ben 131 milioni di euro. 

 

 A Cremona nasce Vittoria Assicurazioni

Nel gruppo delle aziende assicurative storiche c’è anche Vittoria Assicurazioni, che nasce a Cremona nel 1921. Le sue sorti, agli inizi, sono legate a un altro gruppo, Toro Assicurazioni, che acquisisce la compagnia nel 1932. L’operazione cambia l’azienda, a partire dal nome, che passa da Italian Excess Insurance Company, a quello attuale. Le Guerre Mondiali minano la stabilità dell’azienda, che riparte con un utile d’esercizio di 417 lire. Tuttavia, sa farsi strada, malgrado le difficoltà del Dopoguerra, puntando sul ramo vita e sull’indipendenza e, sul finire degli anni Sessanta, si stacca dal gruppo Toro. Una scelta che giova alla compagnia, cresciuta fino a quotarsi alla Borsa di Milano. Sono solo assaggi di un consolidamento ancora più importante negli anni successivi, quando taglia il traguardo dei mille milioni di euro di premi. La gestione del gruppo è affidata a due manager navigati: presidente è Roberto Costa, già direttore di IW Bank Spa, e Cesare Cardarelli, amministratore delegato, che ha ricoperto ruoli di responsabilità in tante compagnie assicurative. Con la loro esperienza l’azienda ha terminato il 2016 con un utile netto di 135,37 milioni di euro, in aumento del 91,7% rispetto ai 70,62 milioni dell’esercizio precedente.

 

UnipolSai e Assiteca, giovani e in salute

Da Cremona a Bologna la strada è breve. Sotto le Due Torri, in via Stalingrado, ha sede UnipolSai, colosso nato a fine 2013 dalla fusione tra la storica compagnia legata alle cooperative “rosse” e FondiariaSai. Oggi l’azienda guidata da Carlo Cimbri viaggia a gonfie vele, con un fatturato che nel 2016 ha superato i 14 miliardi di euro e un utile netto di 497 milioni, con un patrimonio netto di oltre 6 miliardi di euro.

Un po’ più contenuti, ma non per questo meno importanti, i numeri di Assiteca, nata nel 1982 per assistere le aziende nella gestione dei rischi di impresa. La sua storia è legata alla figura di Luciano Lucca, ancora oggi presidente del consiglio di amministrazione. Inizia giovanissimo a lavorare nel campo assicurativo, ha poco più di 20 anni quando diventa agente per Toro Assicurazioni. La sua tenacia lo conduce lontano, fino a ottenere la carica di direttore commerciale. Negli anni Ottanta fonda Assiteca, che in pochi anni, si afferma tra i maggiori broker di assicurazioni italiano. La strada dell’ascesa è veloce e vede il gruppo quotarsi alla Borsa di Milano, nel 2015, nel giro di poco più di un trentennio. Il Gruppo oggi è presente in Italia e Spagna, ha 577 dipendenti e 3.900 aziende clienti e ha chiuso il 2016 con un fatturato di 36,7 milioni di euro.


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