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Lifestyle

Un successo di cartone (animato)

The Van  14 Feb 2017 - 14:09

Le aziende del settore dell’animazione in Italia hanno un fatturato complessivo che supera i 100 milioni di euro. Un mondo popolato da piccole realtà, ma anche da un colosso mondiale: Rainbow



I cartoni animati sono un passatempo per bambini. Vero. Ma non solo. Rappresentano anche un mercato che registra fatturati a più zeri e offre ampie possibilità di business. Il fatturato medio annuo dell’intero comparto supera infatti i 100 milioni di euro e, se si esclude il colosso Rainbow, annovera una moltitudine di piccole realtà di qualità, impegnando circa 3mila addetti tra dipendenti e freelance. Un puzzle di società che durante gli ultimi “Stati generali dell’animazione” di Roma ha fatto il punto della situazione e formulato proposte di crescita.

Una costellazione animata

Le 81 aziende che animano il settore in Italia si sono infatti riunite nella capitale durante il congresso promosso lo scorso aprile dalle associazioni Cartoon Italia e Asifa Italia in collaborazione con Anica (Associazione nazionale imprese cinematografiche). Fra queste, 36 (il 44%) sono considerate “produttori d’animazione”, mentre le 45 rimanenti (il 56%) sono definite “service providers”, cioè studi che mettono la loro professionalità al servizio di clienti terzi. Insieme forniscono contenuti per i 22 canali dedicati ai bambini nel Paese, il numero più alto in Europa. Grande protagonista del settore è la Rai, che ogni anno garantisce la produzione di una decina di serie tv coprendo tra il 25% e il 30% dei finanziamenti necessari, intercedendo nell’acquisizione di co-produzioni internazionali.

animatore

Identikit dell’animatore

In questo contesto, il 77% del mercato è rappresentato da piccole realtà che generalmente possono vantare diversi anni di esperienza nel settore. Si contraddistinguono inoltre per una struttura snella (tra le 14 e le 20 persone) e annoverano un buon numero di collaboratori. Un esempio plastico di realtà è rappresentata dallo Studio Bozzetto & Co., storica casa di produzione fondata a Milano nel 1960 dall’animatore, disegnatore e regista Bruno Bozzetto e recentemente riportata sul mercato internazionale grazie a progetti come “Topo Tip”, serie tv 3D distribuita in oltre 60 paesi, e “Bestiacce”. Lo Studio Bozzetto conta attualmente una ventina di collaboratori dai 24 ai 45 anni, testimonianza che il settore è costantemente ricerca di nuovi talenti.

 

Colossi e potenziale del settore

Oltre al frammentato panorama nazionale di piccole realtà, in Italia esiste però un vero colosso dell’animazione internazionale che distribuisce i suoi prodotti in 150 Paesi. Si tratta di Rainbow, società nata nel 1995 a Loreto, sulle colline marchigiane, dall’idea e dalla passione di Iginio Straffi, che ha costruito un successo planetario grazie alle Winx. Attualmente il gruppo conta un fatturato di circa 74 milioni di euro con oltre 1000 dipendenti e un importante network di free-lance e collaboratori, ed è l’unica in Italia in grado di realizzare internamente tutte le fasi di lavorazione di contenuti di animazione.
Al di là della produzione animata vera e propria però, il settore ha grosse potenzialità di sviluppo nel merchandising e nella vendita di licenze. Uno studio sull’Italian Licensing Industry Survey – commissionato nel 2012 da Licensing Italia Srl e condotto dal Licensing Management department di PricewaterhouseCoopers di Milano – ha infatti stimato i ricavi globali dei proprietari dei marchi italiani operanti nel mercato del licensing per un valore di circa 350 milioni di euro. Royalties e licenze sul marchio hanno generato profitti per il 56% in Europa e per il 19% nel territorio nazionale.

winx

Creatività tipicamente italiana

La grande creatività è quindi uno dei punti di forza del settore, un’evidenza sostenuta dai fatti: il 76% delle storie animate proviene proprio da soggetti originali italiani, sottolineando così l’alto potenziale dei creativi nostrani. Non solo, nel settore convivono tutte le tecniche, comprese quelle di animazione tradizionale e 2D rispolverati soprattutto per lavori d’autore e tecnologie sperimentali come la Clay animation (la plastilina animata) e la Pixilation (la tecnica dello stop motion), spesso utilizzate parallelamente all’attività più commerciale.