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Lifestyle

I farmaci del terreno

The Van  09 Mar 2017 - 15:00

Il settore dell’agrofarmaco in Italia dà lavoro a oltre 2500 addetti e impiega una parte consistente del fatturato in ricerca e sviluppo. E vanta eccellenze sconosciute, come il gruppo Sipcam-Oxon



L’agricoltura, si sa, è uno dei settori trainanti dell’economia italiana. Di conseguenza, anche gli agrofarmaci – ovvero tutti quei prodotti, di sintesi o naturali, utilizzati per combattere le principali avversità delle piante – hanno il loro peso in termini di numeri e occupati. Secondo quanto riportato dall'associazione di categoria Agrofarma, che fa parte del circuito di Federchimica, “dal 2003 al 2014, il valore del mercato italiano degli agrofarmaci è cresciuto del 35,5%, passando da 681 a 923 milioni di euro” e, a livello mondiale, l'Italia è il terzo produttore, con circa il 3% della produzione totale.

agrofarmaci

Alla ricerca (e sviluppo) dell’italianità

Il settore, anche in Italia, è dominato dalle grandi multinazionali straniere, ad esempio Basf, Monsanto (recentemente acquistata dal colosso tedesco Bayer), Dow Chemical, Dupont e Syngenta, solo per citare i nomi più noti. Ma le imprese italiane comunque hanno un ruolo centrale in questo scenario: quelle attive nella produzione di erbicidi, fungicidi, fitoregolatori e biostimolanti danno lavoro a 2.500 persone e investono oltre il 6% del loro fatturato complessivo (49 milioni di euro in base ai dati diffusi da Agrofarma nel 2013) in ricerca e sviluppo, comparto che impiega il 12% dei lavoratori, l'85% dei quali a tempo pieno. Per questo motivo, e per il fatto che le imprese del nostro Paese collaborano con oltre 300 istituti presenti sul territorio nazionale, si può parlare di una ricerca “made in Italy”.

 

L'eccellenza tutta italiana di Sipcam-Oxon…

Molto attiva nella ricerca è la capofila delle aziende italiane del settore (e tra le prime venti nel mondo, unico nome italiano): il gruppo Sipcam-Oxon, un nome che forse al consumatore dice poco, ma che rappresenta un’autentica eccellenza tricolore. Tutto parte nel 1946, quando Emilio Gagliardini e Baldo Ciocca danno vita alla Società Italiana Prodotti chimici per l’agricoltura Milano, subito abbreviata in Sipcam, specializzata nella produzione e commercializzare di farmaci per l’agricoltura. Nel 1970, per volontà di Giorgio Gagliardini, figlio del fondatore Emilio, nasce Oxon con l’obiettivo di produrre in proprio la sintesi chimica di alcuni principi attivi con cui sono realizzati – da Sipcam, ma anche da altre società del settore – gli agrofarmaci.

campo

… e la sua espansione internazionale

Proprio negli anni 70 inizia l’espansione internazionale dell’azienda, che oggi ha il suo cuore in Italia – con la sede centrale a Pero, alle porte di Milano, e stabilimenti produttivi a Salerano sul Lambro, Lodi e Mezzana Bigli, dove recentemente sono stati investiti 14 milioni di euro in un nuovo impianto – e una forte presenza sui mercati di Spagna, Gran Bretagna, Portogallo, Grecia, Belgio e Paesi Bassi, oltre a società in Brasile, Stati Uniti, Australia, Argentina, Messico e Cina, Senza dimenticarsi le joint venture con alcune delle più importanti società giapponesi del settore.
Le cifre? Oggi il gruppo può contare su un fatturato di 420 milioni di euro, come raccontato in un recente articolo de Il Sole 24 Ore, con un export che si aggira attorno al 70%, e dà lavoro a 800 addetti. Numeri che mettono l’azienda al quindicesimo posto nel ranking mondiale del settore, anche se la sua forza resta l’italianità: al timone, oggi, c’è Nadia Gagliardini, nipote di uno dei fondatori, Emilio, e figlia di Giorgio, che in un’intervista a Il Sole 24 Ore ha dichiarato: «A un certo punto dovevamo decidere se chiudere la produzione in Italia e delocalizzare in Cina. Ma la nostra storia, il nostro ruolo sociale, la visione sull'andamento del futuro ci ha fatto capire che non era quella la strada da percorrere».

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